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Gasperini Thiago MottaGetty Images

Gasperini, la Juventus, l'allievo Thiago Motta: il big match di Bergamo tra punti pesanti e schegge di passato

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Non è la prima volta che Gian Piero Gasperini affronta la Juventus. Lo ha già fatto mille volte, in mille battaglie dai mille esiti diversi. A volte ha perso, altre volte ha vinto lui. L'ultimo incrocio, la finale di Coppa Italia a metà maggio, non è andato bene.

Non è nemmeno la prima volta che Gasperini si ritrova a sfidare Thiago Motta. E pure qui gli ultimi ricordi non hanno un sapore dolce: l'allievo ha battuto il maestro per due volte su due nello scorso campionato, due tasselli fondamentali per consentire al Bologna di spiccare il volo verso una straordinaria qualificazione alla Champions League.


Stasera sarà la prima volta, questo sì, che Gasperini si troverà di fronte in un colpo solo sia la Juve che Motta. Due schegge del suo passato, due frammenti di una carriera lunga, gloriosa e, da maggio, pure vincente ad altissimi livelli.

  • GASPERINI E LA JUVENTUS

    Gasperini, a Torino, ha lasciato un pezzo di sé. Intanto da calciatore, anche se qualcuno se l'è scordato: ha iniziato la carriera proprio lì, nelle giovanili di Madama, assaggiando il grande calcio in bianco e nero prima di farsi un nome altrove. E poi anche da allenatore.

    Il Gasp non ha mai esordito in campionato con la maglia della Juve: solo in Coppa Italia. E non ne ha mai allenato la prima squadra. Ancora una volta si è fermato alle soglie della vera gloria: a un vivaio che, nel corso degli anni, anche grazie a lui ha permesso a tanti buoni elementi - Gastaldello, Konko, Paro, Olivera e non solo - di giocare in Serie A.

    Poteva anche tornarci, Gasperini. Più volte è stato accostato alla panchina della Juventus, ma ogni volta non se n'è fatto nulla. E ora che il suo mondo si chiama Atalanta, portata nel corso degli anni dalla metà classifica a sognare lo Scudetto, immaginarlo altrove è un'impresa complicata.

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  • GASPERINI E THIAGO MOTTA

    Avrà una valenza speciale, la sfida di questa sera, soprattutto perché sulla panchina della Juventus siede Thiago Motta. Una vecchia conoscenza di Gasperini. O meglio: un suo "prodotto" dei tempi del Genoa.

    I due si sono incrociati per una sola stagione, il 2008/2009. L'anno in cui Thiago, martoriato dagli infortuni tra Barcellona e Atletico Madrid, arrivò tra i dubbi e fece ripartire di slancio la propria carriera. Portando il Grifone a un passo dalla Champions League, venendo chiamato dall'Inter, vincendo il Triplete, conquistandosi la maglia dell'Italia.

    Andate a vedere la quantità di allenatori sfornati da quella rosa gasperiniana: c'è Motta, ma ci sono anche Ivan Juric e Raffaele Palladino. Tutti arrivati in alto, anche se con alterne fortune e un impatto mediatico diverso l'uno dall'altro.

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  • Gasperini Thiago MottaGetty Images

    MOTTA: "UN PRIVILEGIO ESSERE STATO ALLENATO DA LUI"

    Motta non ha mai nascosto la propria ammirazione e la propria riconoscenza per Gasperini. Nel 2017, quand'era al PSG e non aveva ancora intrapreso la carriera di allenatore, l'italo-brasiliano parlava così in un'intervista a GOAL:

    "Sono arrivato in Italia in un momento delicato della mia carriera, perché ero stato infortunato per un anno. Ho pensato a lungo prima di lasciare Barcellona. Arrivavo al Genoa, un club molto meno blasonato ma con un allenatore, Gasperini, che mi ha aiutato molto. È stato il periodo in cui ho imparato di più nella mia carriera. Sono migliorato molto, ho capito alcuni piccoli dettagli che mi hanno migliorato molto. Gasperini mi ha dato molta fiducia, ha sempre creduto in me, è stato un privilegio per me essere un suo giocatore".

    Un concetto ribadito lunedì, nella conferenza stampa di presentazione di Atalanta-Juventus:

    "Gasperini si è evoluto, sicuramente, ma già prima era un grandissimo allenatore. Oggi ancora di più. Ricordo un allenatore molto esigente, sempre in attacco, voleva vedere la squadra giocare bene, che attaccava e continua a essere così. L'Atalanta è una squadra che attacca, cambia qualcosa con i tre attaccanti. Dipende anche dall'avversario. Continua a essere un grandissimo allenatore".

  • PERCORSI TATTICI DIVERSI

    Thiago Motta, a un certo punto, si è però distanziato tatticamente da Gasperini. E da quel 3-4-3 divenuto marchio di fabbrica di quel Genoa, poi riproposto con sfumature diverse dal Gasp anche all'Atalanta.

    Motta si è stabilizzato su un altro calcio, su altri principi. La difesa a quattro e l'uscita palla a terra da dietro, intanto. Al Bologna questi principi li ha sviluppati e perfezionati, dopo la delusione sulla panchina del Grifone e l'apprendistato di La Spezia. "Thiago da noi è rinato - ha detto Gasperini qualche giorno fa a Sportweek - ma tatticamente siamo molto diversi, ha sviluppato altre idee".

    Una certa influenza, però, non può non esserci. E del resto era lo stesso Thiago Motta, prima di Atalanta-Bologna dello scorso campionato, ad ammettere che "sicuramente c'è qualcosa di Gasperini nella mia squadra, nel modo di lavorare, negli allenamenti, nel quotidiano. Provo solo ammirazione e mi porto dietro tante cose che ho imparato con lui".

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  • PUNTI PESANTI

    Il bilancio tra Gasperini e Thiago Motta è in perfetta parità: sei partite, tre vittorie a testa. Gli ultimi due Atalanta-Bologna, come già ricordato, sono andati entrambi a Thiago: 1-0 e 2-1 nel 2023/2024. Anche così i felsinei hanno strappato il pass per la Champions League.

    Oggi in palio ci sono punti pesanti: Gasperini sogna lo Scudetto, nonostante il mezzo passo falso di Udine, e Motta è impegnato a trovare il bandolo di una matassa apparentemente indistricabile. Di lui il maestro ha detto che "è giovane, farà altre conoscenze e maturerà: è bravo e ce la farà". Ma intanto spera che l'allievo cominci a rivedere la luce dalla prossima partita.

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