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Ciro FerraraGetty Images

Ciro Ferrara rivela: "Ho avuto il morbo di Osgood-Schlatter"

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CiroFerrara si racconta ai microfoni di Radio Serie A, rivelando un dettaglio relativo a un problema di salute sofferto in gioventù.

Oltre a questo, ha parlato anche dello Scudetto vinto dal Napoli e dell'esperienza sulla panchina della Juventus come allenatore.

Infine un passaggio sulla rivalità tra gli azzurri e i bianconeri, molto sentita da calciatore e tornata in auge negli ultimi anni.

  • "HO AVUTO IL MORBO DI OSGOOD-SCHLATTER"

    L'ex difensore parla del morbo di Osgood-Schlatter, patologia dalla quale è stato affetto da ragazzino e che lo ha tenuto in sedia a rotelle per un periodo.

    “Ho avuto il morbo di Osgood-Schlatter, capita a molti ragazzi nel periodo dello sviluppo se non si è formata bene la cartilagine. Avevo continui problemi e sono stato operato al ginocchio: per un mese sono rimasto in sedia a rotelle. Nonostante questo, giocavo comunque a calcio: mio fratello mi lanciava il pallone e io lo colpivo di testa. Sono sempre stato positivo a riguardo, non l’ho vissuta male”

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  • LO SCUDETTO A NAPOLI

    Ferrara torna poi sullo Scudetto vinto da calciatore con il Napoli di Maradona e su quello dello scorso anno degli azzurri, rispondendo anche a Cassano

    “Vincere a Napoli è speciale, è un qualcosa che rimane nella storia. Da altre parti c’è più abitudine al successo, la maniera di gioire è diversa. Vale di più uno scudetto vinto a Napoli che vinto altrove? Un trofeo è un trofeo, qualsiasi esso sia: è un successo dopo un percorso di sacrifici. Quando vinci gioisci, è chiaro che quando è la prima volta non la dimentichi mai. Lo scudetto più bello vinto dal Napoli? Il primo è stato qualcosa di incredibile. Anche quello dell’anno scorso è stato entusiasmante, hanno festeggiato napoletani in tutto il mondo. A Cassano ho già risposto in maniera diretta ed educata. Se mi ha dato fastidio? Si può immaginare. Non tanto per me, quanto per i miei compagni. Mi sono sentito in dovere di replicare. Ormai è passata, comunque vorrei sempre essere uno scappato di casa e vincere”

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  • LA CARRIERA DA ALLENATORE

    L'ex difensore ha anche provato la strada da allenatore, che però non si è rivelata florida come quella da calciatore.

    "Un errore l'esperienza alla Juventus? No, al posto mio chiunque avrebbe tentato. Col senno di poi posso dire che le cose non sono andate bene nel percorso. Quello era un momento in cui non avrei mai potuto dire di no. Nonostante tutto, l’esperienza mi ha fatto capire determinate cose. Ho capito che allenare non è il mio mestiere, non mi permetteva di essere il solito Ciro Ferrara e non mi faceva stare sereno”

  • JUVENTUS E NAPOLI

    Infine un passaggio sulla rivalità tra Juventus e Napoli, con la testimonianza di un doppio ex come è stato lui.

    “Tra Juventus e Napoli c’è sempre stata grande rivalità. Quando i bianconeri venivano al San Paolo, c’era grande attesa: era una partita fondamentale per la stagione. È sempre stato così, io per primo sentivo molto la rivalità. Il mio periodo al Napoli ha fortunatamente coinciso con dei momenti di successo per la società, nei quali la partita contro la Juventus ha sempre rappresentato un periodo di svolta. Penso alla vittoria di Torino l’anno dello scudetto, penso alla vittoria in rimonta in Coppa Uefa, o allo storico gol di Diego Armando Maradona… e io, tra l’altro, ho esordito in un Napoli-Juventus: non potevano quindi che essere queste le mie due uniche società. Ho scelto di andare a Torino perché ero a fine contratto con il Napoli, mi avevano comunicato che per necessità di bilancio non sarei stato rinnovato. Scelsi di andare alla Juventus per un motivo: pensavo che i bianconeri mi potessero permettere di rimanere al livello che avevo raggiunto a Napoli. E così è stato".

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