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Lewis Ferguson BolognaGetty Images

Ferguson sull'infortunio: "Un inferno, ma a fine ottobre torno in gruppo"

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Il Bologna, da troppi mesi, si ritrova privo del suo faro.

Lewis Ferguson - sia dentro che fuori dal campo - è diventato un pilastro del progetto rossoblù ma l'esplosione avuta sotto la gestione Thiago Motta (con contributo fondamentale nello storico approdo in Champions) è stata frenata dalla rottura del crociato, che ha tenuto ai box il 25enne scozzese da aprile ad oggi.

La luce in fondo al tunnel però è vicina, anche se riavvolgere il nastro e ripercorrere le tappe del grave infortunio al ginocchio rende evidenti le difficoltà attraversate dal centrocampista degli emiliani.

Ecco cosa ha raccontato Ferguson, all'edizione bolognese del 'Corriere della Sera', con annesso annuncio sul ritorno in campo.

  • "A FINE OTTOBRE TORNO IN GRUPPO"

    "Finalmente oggi sto bene. Mi alleno con il preparato atletico Paolo Aiello ho ripreso a correre, il ginocchio lo sento forte".

    "La data del rientro? Non c’è un giorno specifico, ma tutto sta procedendo bene e credo che da fine mese potrò cominciare ad allenarmi in gruppo, diciamo 2-3 settimane per iniziare ad andare in panchina. Servirà tempo per raggiungere il livello della passata stagione, sia fisico sia tecnico".

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  • "HO VISSUTO UN INFERNO"

    "Se ho avuto paura di non tornare quello di prima? Decisamente, soprattutto all’inizio. Dopo l’operazione non ti puoi muovere, non poi camminare, sei impossibilitato a fare qualunque cosa. Per forza hai paura di non tornare quello che eri. Ora però quando corro, faccio i cambi di direzione o tiro, mi sento sicuro e non penso più alle brutte cose che mi sono passate per la testa. Non ho più paura: the fear is gone".

    Il periodo più difficile? Senza dubbio dopo l’operazione. Il primo mese non potevo camminare. È stato difficile vivere una vita normale per uno come me, abituato ad allenarsi ogni giorno, a correre, a fare il mio lavoro. Sono una persona sana, questa è la mia normal life. Per tre settimane è stato un inferno. Non mi potevo muovere, quando stavo in una posizione per troppo tempo sentivo male".

    "In quei momenti ti vengono i pensieri peggiori. Tornerò a giocare? Se ci torno magari non sarò forte e bravo come prima. Superato quel periodo inizi a recuperare fiducia, ricominci a muoverti e pian piano a ritrovare te stesso nei movimenti, a sentirti di nuovo un calciatore".

    "Non mi ero mai infortunato. È stato il più lungo periodo della mia vita, molto triste. Voglio soltanto tornare a giocare con i miei compagni, questo è il mio sogno".

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  • "SALTARE GLI EUROPEI MI HA FATTO CROLLARE IL MONDO ADDOSSO"

    "Quando i dottori mi hanno detto che non avrei giocato per sei mesi mi è crollato tutto addosso. Se c’è una cosa che un giocatore sogna è di poter rappresentare il proprio Paese in un grande evento. Da quando ho ricordi, non ho mai visto la Scozia partecipare a un torneo importante. Io potevo andarci come giocatore, ma sono stato costretto a rinunciare: è stata la parte più difficile di tutto questo lungo percorso".

  • "SENTO THIAGO MOTTA"

    "Thiago Motta mi scrive ogni tanto per chiedermi come sta andando il recupero. Subito dopo l’infortunio mi chiamò, dopo la diagnosi anche. Mi disse: “So che farai il possibile per tornare forte, sii paziente e focalizzati sul recupero”. Un grande allenatore, mi ha dato l’opportunità di crescere qui per due stagioni, amavo giocare per lui. Abbiamo fatto un calcio fantastico, mi ha insegnato tanto e migliorato in tutto".

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  • "GIOCARE IN PREMIER RESTA UN SOGNO"

    "È normale che i grandi club ti notino se giochi bene, così è accaduto a loro. Le partenze di Zirkzee e Calafiori non mi hanno sorpreso: hanno fatto una stagione fantastica. Sono felice per entrambi, giocare in Premier resta il mio sogno, non so quando ma voglio arrivarci. In Scozia sono sempre stato tifoso dei Rangers, in Inghilterra ho sempre seguito il Chelsea: ci giocava Frank Lampard, era un idolo".

  • "PER QUALIFICARSI AI PLAYOFF DI CHAMPIONS SERVONO 8-9 PUNTI"

    "La Champions League è qualcosa che attendo con emozione. Per l’Aston Villa non ce la faccio, chissà se per il Monaco…".

    "Bisogna fare 8-9 punti per entrare nei playoff. L’Aston Villa era di sicuro la squadra più forte della quarta fascia, non siamo stati fortunati né con loro né con il Monaco. È la Champions League, non ci sono squadre facili. L’Aston Villa però è forte, la Premier League la guardo, li conosco bene, sono una squadra vera e poi il capitano John McGinn, è scozzese. Per non parlare dell’allenatore Emery, non so quante Europa League ha vinto".

    "Abbiamo avuto un inizio difficile, possiamo però andare a prendere punti su ogni campo: l’obiettivo è raggiungere i playoff e, perché no, anche lottare per lo step successivo. Perché questo accada però dobbiamo fare risultato nelle prossime partite".

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  • "OBIETTIVI? COPPA ITALIA E TRA LE PRIME 8"

    "Niente è impossibile. Abbiamo qualità, una squadra forte. Con questo non sto dicendo che raggiungeremo gli stessi traguardi dello scorso anno, il livello era davvero molto alto. Il reale obiettivo è fare una strong season, finire quindi tra le prime otto in classifica. La Coppa Italia ci piacerebbe vincerla. Certo è difficile, devi battere buoni team, ma anche qui: Nothing is impossible".

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