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Donnarumma BonaventuraGetty Images

Enzo Raiola a Calciomercato.com: "Il Milan non voleva tenere Donnarumma, Bonaventura molto vicino alla Juventus"

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Enzo Raiola dopo Mino Raiola. Alla morte del celeberrimo procuratore ha fatto seguito il subentro del cugino: Enzo, appunto. Questi ha fondato il Team Raiola, acquisendo la procura di parte dei calciatori gestiti dal predecessore.

Da Gigio Donnarumma a Giacomo Bonaventura, passando per Mario Balotelli: sono dunque tanti gli argomenti di conversazione possibili con Raiola. Tra questi, anche il rapporto con il cugino Mino.

Argomenti che Enzo Raiola ha trattato in una lunga intervista con Calciomercato.com.

Enzo Raiola a CM: "Il Milan non voleva più Donnarumma, con la società di oggi sarebbe ancora lì"

Enzo Raiola a CM: "Bonaventura molto vicino alla Juventus a gennaio, ora ha offerte dall'estero"

Enzo Raiola a CM: "Vi spiego perché Balotelli non è esploso. Faremo un documentario su di lui"

Enzo Raiola a CM: "Lotito il presidente più difficile, che fatica trattare con la Lazio"

Enzo Raiola a CM: "A Mino non interessavano i soldi, era un generoso che combatteva le discriminazioni"

  • I MOTIVI DELLA ROTTURA MILAN-DONNARUMMA

    "In quel periodo si era passati dall'era Berlusconi a una società che faticava a portare avanti un progetto; Gigio aveva una carriera davanti a sé, rimanere in quel contesto non era la scelta giusta. Se in quel momento ci fosse stato il Milan di oggi con tanto di vetrina della Champions League, penso che sarebbe rimasto e avremmo parlato di un'altra storia.

    Ma non è stato l'unico motivo che ci ha fatto andare via. Avevamo la percezione che la società non volesse tenere Donnarumma, non c'era una grande voglia di chiudere l'accordo per il rinnovo".

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  • "BONAVENTURA MOLTO VICINO ALLA JUVENTUS"

    "Il rinnovo di Bonaventura? In questi giorni la Fiorentina era concentrata sul cambio d'allenatore, a breve ci incontreremo come avevamo già programmato alla fine del mercato di gennaio. A oggi ci sono buoni propositi per andare avanti insieme, vediamo cosa succederà.

    Proposte? Sì, ci sono state chiamate da club stranieri.

    Quanto è stato vicino alla Juventus a gennaio? Molto vicino. Allegri aveva scelto lui per aiutare la squadra che in quel momento faceva fatica a esprimere il gioco. Ma in quel momento la Fiorentina lottava per un posto in Europa, era in corsa su tre competizioni e sarebbe stato complicato arrivare fino in fondo privandosi di un giocatore come Bonaventura".

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  • SU BALOTELLI

    "Gli ho detto che a fine carriera dobbiamo scrivere un libro o fare un documentario su di lui, ma non so quante puntate servirebbero per raccontare tutto.

    Con le sue qualità poteva fare molto di più, ma io penso che ognuno sia artefice del proprio destino. Tutte le scelte che ha fatto sono state dettate dalla sua volontà, per questo credo che non abbia rimpianti. Noi gli davamo consigli, alcuni ragazzi ascoltano di più e altri meno.

    Scelte sbagliate? Più che scelte sbagliate credo che non abbia lavorato su alcuni aspetti importanti per la gestione della propria carriera, sono dettagli che alla lunga fanno la differenza. Mario si è cullato sul suo talento senza mettere a fuoco altri fattori".

  • "CHE FATICA CON LOTITO"

    "Ci sono alcuni club con i quali si fa più fatica a chiudere un affare, la Lazio è uno di questi. Lotito è tosto, una persona con la quale è difficile trovare una via d'incontro. In passato anche Mino ha avuto qualche problema con De Laurentiis, sono due presidenti vecchio stampo che intervengono sulla direzione sportiva".

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  • "A MINO NON FREGAVA NULLA DEI SOLDI"

    "La cosa che mi ha infastidito di più? Che era attaccato ai soldi, la realtà è che non gliene fregava nulla. La sua ambizione era far guadagnare i suoi giocatori.

    Chi l'ha conosciuto davvero sa quanto era generoso e di cuore. A lui davano fastidio le bugie, la non trasparenza, era contro ogni tipo di discriminazione".

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