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Marcos Leonardo SantosGetty Images

Dramma Santos: perde 7-1 contro l'Internacional e rischia la prima retrocessione

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Gli sguardi bassi, qualche lacrima trattenuta, i brividi che iniziano a montare lungo il corpo. I giocatori del Santos escono dal Beira Rio di Porto Alegre distrutti, nel risultato e nell'animo. E ora sì, tremano davvero per una sorte che potrebbe diventare infame.

Il Peixe, club dello Stato di San Paolo che ha legato il proprio nome e le proprie conquiste storiche al Rei Pelé e poi a Neymar, ha appena perso per 7-1 contro l'Internacional. Squadra che a sua volta aveva vinto una partita nelle ultime sei, uscendo dolorosamente da una semifinale di Copa Libertadores.

Una disfatta totale, una partita divenuta rapidamente una non partita. Proprio in uno scontro diretto per uscire dalla melma della bassissima classifica. La classifica è impietosa: quando mancano 10 giornate alla conclusione del Brasileirão, il Santos è terzultimo con 30 punti, gli stessi del Vasco da Gama e uno in meno del Goias, prima formazione fuori dalla zona retrocessione.

  • "MAI STATI IN B"

    E dov'è sta notizia? Sta nel fatto che mai, nel corso della propria storia, il Santos è retrocesso in Serie B. "Mai stati in B" è un motto che orgogliosamente sventolano i tifosi dell'Inter, ma allargando il raggio d'osservazione il medesimo discorso vale per il Peixe. Che sì, qualche volta si è trovato a dover rimboccarsi le maniche e a lottare per non crollare, ma alla fine ce l'ha sempre fatta.

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  • DA PELÉ E NEYMAR...

    Sarebbe una caduta storica: il Santos è, assieme al Flamengo e al San Paolo, l'unica brasiliana a non aver mai disputato la Serie B. Una ristrettissima cerchia a cui fino a pochi anni fa appartenevano anche Internacional e Cruzeiro: i primi sono retrocessi nel 2016, i secondi nel 2019.

    Ma sarebbe una caduta storica anche per quel che il Santos rappresenta nel contesto del futebol brasiliano. Pelé in primis, naturalmente, con i campionati in serie, le due Libertadores e le due Intercontinentali regalate al club nei favolosi anni sessanta. E poi Neymar, con cui il Peixe è salito per l'ultima volta sul tetto del Sudamerica (2011).

    Nel 2020 il Santos perdeva all'ultimo minuto dei tempi supplementari una finale di Libertadores contro il Palmeiras. Tre anni dopo è finito dove nessuno si sarebbe atteso. Anche se il mediocre dodicesimo posto del 2022, seguito al decimo del 2021, aveva fatto scattare più di un campanello d'allarme.

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  • ...A DODÔ E RINCON

    Oggi i volti noti, almeno per l'Italia, sono Dodô e Tomas Rincon. Ex Inter, Roma e Sampdoria il primo, ex Genoa, Juventus, Torino e ancora Samp il secondo. La stella è il venezuelano Soteldo, trequartusta mignon. In attacco ci sono Marcos Leonardo, costantemente in orbita Roma negli scorsi mesi e unico menino da Vila di caratura internazionale, e il colombiano Alfredo Morelos, arrivato in estate dai Rangers ma ancora a secco.

    Nel 2023 il Santos ha cambiato per tre volte l'allenatore, come prassi nel calcio brasiliano: ha cominciato Odair Hellmann, quindi Paulo Turra, l'uruguaiano Diego Aguirre e infine Marcelo Fernandes, l'attuale tecnico. Nessuno di loro è mai riuscito a raddrizzare un'annata iniziata male e proseguita peggio.

  • LA GOLEADA CONTRO L'INTERNACIONAL

    Il 7-1 al passivo contro l'Internacional, a poche ore dal giorno in cui Pelé avrebbe compiuto 83 anni, ha riportato alla mente un altro 7-1 storico, rimediato nel 2005 contro il Corinthians di Carlos Tevez e Andres Mascherano. Allora si trattava di un sentitissimo clássico e la vergogna era stata decuplicata. Ma almeno il Santos non lottava per non cadere in Serie B.

    A Porto Alegre la gara si è stappata immediatamente con un'autorete del giovanissimo Kevyson, quindi hanno trovato gloria l'ex Alan Patrick, Enner Valencia (doppietta), Wanderson, Bustos e infine l'ex rossonero Luiz Adriano. Solo per la gloria l'1-7 finale dell'uruguaiano Silvera. A poco sono servite le scuse dei calciatori ai tifosi nel post partita.

    Il Santos ha perso metà delle partite giocate nel Brasileirão: 14 su 28. Ma questa, naturalmente, è la sconfitta più pesante. La speranza è riposta nel prossimo impegno: contro il Coritiba, penultimo a -11 dalla salvezza e quasi rassegnato. Ma poi sono in programma due trasferte tostissime contro Corinthians e Flamengo. Lo scenario catastrofico non è più così irrealistico.

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