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Pioli Allegri SarriGetty Images

Dove alleneranno Pioli, Allegri e Sarri: opzioni ristrettissime, sono rimasti solo due scenari

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Tutti e tre hanno un curriculum da far invidia, sia a livello di panchine che di trofei. Tutti e tre hanno guidato la propria squadra in Champions League, nella scorsa stagione. E ora, tutti e tre sono a spasso. Perché è questo lo strano destino di Stefano Pioli, Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri.

Due divorzi erano annunciati e scritti da diverso tempo, uno si era già concretizzato a campionato in corso: quello di Sarri, che ha deciso di abbandonare la Lazio "perché facevo molta fatica a togliere i giocatori da uno stato di piattezza mentale", come da lui stesso confessato qualche tempo fa in un'intervista a Sportitalia.

Percorsi diversi, lo stesso epilogo: oggi, tre degli allenatori italiani più in voga e più sponsorizzati non hanno una panchina dove sedersi e una squadra da guidare nella prossima stagione.

Quel che è peggio, almeno dal loro punto di vista, è che le opzioni a disposizione si sono via via ridotte dopo l'arrivo di Thiago Motta alla Juventus, di Paulo Fonseca al Milan, di Antonio Conte al Napoli e di Marco Baroni alla Lazio. Fino a esaurirsi, in pratica. Tanto che in questo momento sono appena due gli scenari credibili per i tre disoccupati di lusso.

  • ESTERO O ANNO SABBATICO

    Allenare fuori dall'Italia o trascorrere il cosiddetto anno sabbatico in attesa di rientrare in gioco, magari dalla porta principale: da qui, almeno in questo momento, non si scappa. Vale per Pioli, vale per Allegri, vale per Sarri.

    Un anno senza panchina non è una novità per gli allenatori di grido: lo ha sperimentato lo stesso Allegri tra la prima e la seconda esperienza alla Juventus, ad esempio. Senza dimenticare il recente esempio di Antonio Conte, che prima di accettare il Napoli era rimasto una stagione intera senza allenare. Si ricaricano le batterie, ci si aggiorna, si valuta senza fretta la migliore opzione disponibile.

    Anche perché, come detto, per Pioli, Allegri e Sarri è rimasta solo un'alternativa: l'estero. Il motivo? Tutte le panchine delle medio-grandi sono già state o sono in procinto di essere occupate.

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  • Stefano PioliGetty Images

    NIENTE NAPOLI PER PIOLI

    Pioli, reduce da un secondo posto che al Milan hanno vissuto come un fallimento, sembrava destinato al Napoli. Il prescelto era lui, si diceva. Ma poi non se n'è fatto nulla: il club partenopeo ha virato su Gian Piero Gasperini e poi su Antonio Conte, chiudendo infine con quest'ultimo.

    Il futuro del tecnico parmense potrebbe essere proprio in un campionato straniero. E del resto è stato proprio lui ad ammetterlo, a DAZN, dopo l'ultima giornata di campionato tra Milan e Salernitana:

    "Vedrò in dieci giorni, ho studiato anche l’inglese, mi piacerebbe provare e potrebbe essere arrivato anche il momento per un qualcosa di diverso. Il mio agente mi ha chiamato, ma gli ho detto che prima di oggi non volevo parlarne. Nei prossimi dieci giorni vedremo, potrebbe muoversi qualcosa".

    In questo momento, però, la strada più percorribile è quella che porta al famoso anno sabbatico. Magari per rientrare a stagione in corso, se le circostanze lo richiederanno.

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  • AllegriGetty Images

    ALLEGRI E L'ARABIA SAUDITA

    Per Massimiliano Allegri si è parlato di Lazio dopo l'esonero di Igor Tudor: voci nate e morte sul nascere, se è vero che i biancocelesti hanno infine puntato su Marco Baroni, reduce da due salvezze di fila tra Lecce e Verona.

    Anche per lui potrebbero prospettarsi dodici mesi senza calcio e senza campo, se è vero che fino a questo momento si è aperta concretamente una sola porta: quella che aprirebbe a un futuro in Arabia Saudita. L'agente di Allegri, Giovanni Branchini, si era già fatto fotografare in compagnia dei vertici dell'Al Ittihad alla fine di maggio.

    Il desiderio dell'ex juventino, però, sarebbe un altro: allenare in Premier League. Dove, però, solo il Manchester United potrebbe cambiare guida tecnica tra le big: il futuro di Erik ten Hag, rilanciato dal trionfo in FA Cup contro il Manchester City, è ancora indefinito.

  • Maurizio Sarri Lazio Bayern 14022024Getty Images

    SARRI, LA GRECIA, LA SPAGNA

    Si chiude con Maurizio Sarri. Che nei giorni scorsi si è lamentato per non essere stato preso in considerazione da Milan e Fiorentina, salvo fare dietrofront. E che già in precedenza aveva rifiutato la corte del Panathinaikos, non sentendosela di ripartire dalla Grecia.

    "A livello diretto ho avuto contatti diretti solo con società straniere - confessava a Sportitalia il 23 maggio - Mi sto prendendo un po’ di tempo, è abbastanza normale. Se mi cerca un club straniero, devo mettermi lì e guardare dieci partite almeno. Ma non è sufficiente. È inutile farsi un pensiero generale, devo considerare il contesto. Occorrono 7-8 giorni per fare queste valutazioni. Valutazioni che richiedo a me stesso e al mio staff. Devono mandarmi una relazione indipendente da quello che penso io. L’Italia è sempre l’Italia: nella vita della persona ci sono priorità che vanno oltre il calcio; in questo momento ho responsabilità personali, vediamo".

    Dopo il Panathinaikos, Sarri non si è accordato nemmeno con il Siviglia "perché loro avevano esigenze diverse dalle mie". Poco concrete, invece, le voci su Bologna e Torino, così come quella di un clamoroso ritorno alla Lazio. Anche nel suo caso, lo scenario di un anno senza calcio è tutt'altro che da scartare.

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