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Gianluigi Donnarumma 2023Getty

Enzo Raiola sull'addio di Donnarumma al Milan: "Avevano già preso Maignan"

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A distanza di qualche anno, il divorzio tra Gianluigi Donnarumma e il Milan resta ancora un tema caldo.

A ripercorrere i mesi che nel 2021 portarono alla rottura col Diavolo, a 'Tuttosport', è Enzo Raiola.

Il fratello di Mino, scomparso ad aprile 2022 e all'epoca l'agente del portiere oggi al PSG, svela retroscena legati alla fumata nera su un rinnovo mai siglato.

  • "IL MILAN CI DISSE CHE IL CAPITOLO ERA CHIUSO"

    "Dopo l’arrivo del fondo Elliott l’input era quello di sistemare le casse societarie, ma, nonostante tutto, abbiamo avuto tanti appuntamenti per parlare del rinnovo. E l’unica cosa che Mino ha sempre messo in chiaro è stata questa: 'Il ragazzo a zero non ve lo porteremo mai via, ma vorrebbe che il Milan centrasse la qualificazione in Champions'. Noi siamo andati più volte a Casa Milan e loro sono venuti una volta a Montecarlo e i rapporti erano tranquilli. Almeno fino a quello che è successo a Genova...".

    "Il Milan aveva giocato il giorno prima col Benevento e io e Mino eravamo a Genova, dove ci sarebbe stata Samp-Roma, per incontrare Tiago Pinto (era il 2 maggio 2021, ndr). Contestualmente, abbiamo fissato un altro appuntamento, nella saletta privata di un hotel vicino all’Acquario, con Maldini e Massara. Nella testa di Mino c’era l’idea di fare un punto perché il Milan non aveva ancora conquistato la Champions e l’alternativa, visto che non volevamo portare via a zero Donnarumma, era andare avanti con un altro club, ovvero la Juve, che avrebbe sistemato la situazione con uno scambio o un conguaglio (ovviamente previo rinnovo finalizzato all’affare, ndr)".

    "Maldini disse: 'Mino, noi siamo qua per altro: il capitolo Gianluigi è già chiuso perché noi abbiamo già preso il nostro portiere'. A Donnarumma è crollato quel macigno sulla testa".

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  • "ALLA JUVE SOLO PER FAR GUADAGNARE IL MILAN"

    "Noi oltre alla Juve, che lo avrebbe preso solo a fine campionato se il Milan non fosse andato in Champions, non avevamo fatto mercato su Gianluigi che a gennaio, sempre per non tradire il Milan, non aveva neanche voluto ascoltare un’offerta da futuro svincolato - ha chiarito il fratello di Mino Raiola - E sempre lui, dopo quanto successo, ci disse 'No, io in Italia non ci voglio giocare più. Alla Juve ci sarei andato solo se il Milan non fosse andato in Champions e dalla mia cessione ci avrebbe guadagnato, quindi ora io in Italia non ci voglio giocare più'".

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  • L'APPRODO AL PSG

    Enzo Raiola, infine, spiega com'è nato l'approdo di Donnarumma al PSG: "Noi non avevamo proprio niente in mano perché tutti erano sistemati, compreso il PSG che aveva da poco rinnovato con Keylor Navas. Però Mino ha voluto lo stesso giocarsi la carta Nasser e lui, una volta capito che Gianluigi era libero, davanti a noi prese il telefono e disse a Leonardo: 'Prendimi Donnarumma'. Lì è iniziata la trattativa, ma eravamo ormai quasi a fine campionato".

  • "GIGIO NON PRESE IMPEGNI CON NESSUNO"

    "Questa è la vera storia di Gianluigi - ha assicurato il fratello di Raiola - Lui prima del primo rinnovo poteva andare in 4-5 grandissime squadre, dopo quattro anni quelle squadre non c’erano più mentre il Milan non si sapeva ancora dove sarebbe andato a finire e, ciò nonostante, non aveva preso impegni con nessuno. Aspetta, aspetta e poi il Milan non ha voluto aspettare lui. Questa è la verità".

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  • "CHE MALE I FISCHI DI SAN SIRO"

    "Quanto gli hanno fatto male i fischi di San Siro con la Nazionale? Tantissimo - ha concluso - E speriamo che ora qualcuno, visto che ho raccontato per bene come sono andate le cose, possa mettersi una mano sulla coscienza".

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