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Tiago Djalo JuventusGetty Images

Djaló, il sorpasso sull'Inter per ora è un flop: i piani della Juventus dopo Norimberga

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Sì, Tiago Djaló esiste davvero. Ne abbiamo avuto la riprova sabato, a Norimberga, in occasione dell'amichevole che la Juventus ha perso - male - contro i tedeschi, rovinando l'esordio di Thiago Motta sulla panchina bianconera.

Djaló era apparso in un primo momento all'ultima giornata dello scorso campionato, contro il Monza. Ma solo per qualche minuto, nel finale, a partita già ampiamente chiusa. Una sorta di contentino per un acquisto invernale che, fino a quel momento, in campo con la casacca della Juventus non si era mai visto. Ma proprio mai.

L'ex Lille è riapparso in Baviera, e questa volta la sua presenza si è rivelata più consistente in termini di minutaggio. Solo che, purtroppo per lui e per la Juventus, la prestazione non lo è stata altrettanto.

  • DIFFICOLTÀ

    Se è vero che la squadra di Thiago Motta è definitivamente crollata nel finale del secondo tempo, quando Djaló era andato a farsi la doccia già da un bel pezzo, è altrettanto visibile anche la sua partecipazione in negativo nell'azione dell'1-0 tedesco, firmato nella prima frazione da Jander.

    Questi ha sfruttato un discreto pasticcio in combinazione tra Barbieri e Locatelli al limite dell'area ed è riuscito a penetrare in area senza troppi problemi, superando in velocità un piantato Djaló prima di superare Di Gregorio a tu per tu con l'ex portiere del Monza. Un'indecisione replicata poco prima dell'intervallo, quando a rubare palla al portoghese è stato Hofmann: questa volta Di Gregorio ci ha messo una pezza.

    A discolpa del portoghese, naturalmente, la ben nota questione delle gambe imballate. Per lui e per la Juventus si è trattato dei primi minuti della prima amichevole estiva. Mentre il Norimberga inizierà il proprio cammino in Zweite Bundesliga già il prossimo weekend.

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  • SORPASSO (NON) RIUSCITO

    E così, torna alla mente l'operazione portata a termine dalla Juventus a gennaio. Un sorpasso riuscito sull'Inter che, sempre attendendo indicazioni definitive, si sta trasformando in un sorpasso non riuscito.

    I nerazzurri avrebbero voluto prenotare Djaló per questa stagione, facendo di lui l'ennesimo parametro zero da prendere senza costi. Ma la Juventus ha giocato d'anticipo, inserendosi e permettendo al Lille di guadagnare poco più di tre milioni e mezzo dalla cessione di un elemento in scadenza sei mesi più tardi.

    Non è stato il primo duello vinto dalla Juventus sull'Inter e non è stato nemmeno l'ultimo. Prima di Djaló, giusto per rimanere in tempi recenti, a Torino erano arrivati Bremer, Cambiaso e Kostic, tutti obiettivi nerazzurri. E il cerchio si è chiuso pochi giorni fa con Cabal. Attendendo il colombiano, l'unico a non rendere è stato proprio l'ex Lille.

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  • IL NUOVO CALAFIORI?

    A dire il vero, non tutto è stato da buttare a Norimberga. Nell'unico tempo in cui è rimasto in campo, prima della rivoluzione che all'intervallo ha visto undici cambi su undici, Djaló è stato utilizzato in maniera particolare da Thiago Motta.

    Spesso lo si è vistoa centrocampo, a far avanzare l'azione palla al piede oppure a presidiare la zona mediana del terreno di gioco quando il pallone era in possesso dei compagni. Un po' come Riccardo Calafiori, l'uomo - non l'unico, a dire il vero - che questi compiti li aveva a Bologna in virtù di una qualità nel palleggio molto elevata.

    Non è una novità: Djaló ce l'ha nelle corde e pure in Ligue 1 qualcosa del genere si era visto. La novità, semmai, è un'altra: anche per lui Motta pare avere un progetto.

  • IL PIANO DELLA JUVENTUS

    Già, perché se un giocatore non rende è sempre scontato pensare a un suo cambio di destinazione. E il caso di Tiago Djaló, ovvero di un giocatore che fin qui a Torino non si è visto praticamente mai, non fa e non può fare eccezione.

    La dirigenza bianconera, in realtà, non pare aver intenzione di bocciare immediatamente uno dei due acquisti di gennaio: l'altro è Alcaraz, già rispedito al Southampton, ma il suo caso è completamente diverso, in quanto la Juve per mantenerlo a Torino avrebbe dovuto sborsare una cifra semplicemente improponibile per il riscatto (una cinquantina di milioni).

    Djaló, in sostanza, a meno di ribaltoni rimarrà alla Juve. Per crescere alle spalle di Danilo e Bremer, per imparare. E, chissà, per dimostrare al mondo intero che il sorpasso invernale sull'Inter avrà avuto un senso.

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