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De Ketelaere Atalanta MilanGetty Images

De Ketelaere ammette: "Le vittorie contro il Milan? Col Frosinone non ero così contento"

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Per comprendere la crescita di Charles De Ketelaere, non bastano i numeri della sua prima parte di stagione con l'Atalanta. Che pure sono ottimi: 18 presenze in campionato, di cui 12 da titolare, e tre reti. Contro le zero messe a segno l'anno scorso al Milan.

No, non è solo questo. De Ketelaere è tutto un altro giocatore. Ha un anno in più d'esperienza sulle spalle e, soprattutto, quella fiducia che a Milano gli mancava e che, quando c'era, lui non riusciva a tramutare in prestazioni di livello. Meno pressione, più gioia di giocare a calcio, un sistema tattico che lo vede più vicino alla porta e il gioco è fatto.

Di questo e d'altro ha parlato De Ketelaere in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport'. Senza dimenticare il Milan, il club che lo ha portato in Italia decidendo di fare a meno di lui dopo appena una stagione.

  • "HO DUBITATO DI ME STESSO"

    "Se ho mai dubitato di me stesso? Direi una bugia rispondendo no. Ma poi è il lavoro che mi porta a non dubitare e a essere sereno, come dicevo prima. Mi ha aiutato a non perdere fiducia in me stesso.

    Do tutto quel che ho, e posso dare ancora di più. Ma sento che sto crescendo e non mi meraviglia: quello che dai, lo ricevi indietro quasi sempre.

    Un momento in cui mi è scattato dentro qualcosa? Non un solo “clic”: uno scatto quando ti senti meglio tu, uno quando entri in sintonia con i compagni, uno quando metti in fila diverse buone partite. Fu così anche al Bruges".

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  • De Ketelaere Atalanta FrosinoneGetty

    "MI SENTO UN GIOCATORE MIGLIORE"

    "Se mi sono mai sentito così bene fisicamente? No, mai. Dipende da come si lavora qui, ma è anche questione di crescita naturale: a 22 anni sei più forte di quando ne hai 20.

    Sono cresciuto di più nella lucidità che metto nel fare le scelte di gioco. Puoi migliorare la tecnica, ma senza lucidità non la sfrutti fino in fondo. Per questo oggi mi sento un giocatore migliore anche rispetto alla mia versione più brillante, quella dell’ultima stagione al Bruges. Anche perché gioco in un campionato sicuramente più duro".

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  • LA SCELTA DI ANDARE ALL'ATALANTA

    "Ci ho pensato un po’, certo: non era una scelta qualsiasi. Ma difficile no, perché tutti, a cominciare dal mister e dal direttore D’Amico, mi hanno fatto sentire subito e sempre la fiducia giusta. E poi vedere giocare l’Atalanta mi era sempre piaciuto. C’erano anche altre opzioni, ma non le ho mai considerate: o Milan, o Atalanta.

    Se faccio una scelta, non sto lì a pensare: “E se sbaglio?”. Sono già sicuro che metterò tutto me stesso per farla essere giusta".

  • Charles De Ketelaere MilanGetty

    LE VITTORIE CONTRO IL MILAN

    "Non ho pensato “Non mi avete capito”, ma certo quando abbiamo battuto il Frosinone non ero così contento, questo sì. Non era una sensazione negativa, però so cos’è il Milan, dunque anche cosa significa batterlo".

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  • UN POSSIBILE FUTURO IN ROSSONERO

    "È gennaio, c’è ancora tempo. Oggi penso solo che quel che accadrà non dipenderà soltanto da me (De Ketelaere è a Bergamo in prestito con diritto di riscatto, ndr) e a me hanno insegnato che devo pensare solo alle cose che posso “controllare”: il prossimo allenamento, la prossima partita. E il fatto che sono molto contento di essere qui all’Atalanta".

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