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Napoli De Bruyne DavidGetty Images

De Bruyne, David, l'erede di Kvaratskhelia: cosa serve ora al Napoli per rimanere competitivo dopo lo Scudetto

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Queste sono le ore della grande gioia, della grande festa, e ci mancherebbe altro. Il Napoli ha appena vinto il quarto Scudetto della propria storia al culmine di un testa a testa elettrizzante contro l'Inter e per qualche tempo ancora non si parlerà d'altro.

Poi, però, arriverà il momento di guardare alla prossima stagione. Specialmente per coloro che siedono nella stanza dei bottoni. Decisori che già si stanno muovendo per mantenere competitiva la rosa e aumentarne ulteriormente il livello, diversamente da quanto era accaduto due anni fa.


Perché questo è l'obiettivo principale di Aurelio De Laurentiis e dei dirigenti che lo circondano: mantenere il Napoli lassù, tra le grandi d'Italia, portarlo a contendere nuovamente lo Scudetto e magari a disputare una Champions League di alto livello.

La sfida è proprio questa. E l'obiettivo, stavolta, è centrarla in pieno. Realizzare cioè tutto ciò che nell'annata del post titolo, quella disastrosa conclusa con un tremendo decimo posto in campionato, a Napoli non sono riusciti a fare.

  • IL NODO ALLENATORE

    Andrà intanto sciolto il nodo dell'allenatore. Chi siederà sulla panchina del Napoli nella prossima stagione? Antonio Conte ha firmato un anno fa un contratto fino al 2028, ma dalle sue parole sembra tirare sempre più aria di separazione.

    "Io e De Laurentiis siamo due vincenti. Magari lo siamo in modo diverso ma siamo due vincenti", ha detto Conte dopo Napoli-Cagliari. E il presidente, poco dopo: "Gli allenatori hanno una loro personalità che va rispettata e non bisogna mai obbligarli anche se esistono dei contratti di ferro. Napoli è Napoli, merita rispetto. Se lui vuole mettersi a disposizione siamo tutti pronti a seguirlo come un grandissimo condottiero perché mi piacerebbe che lui si mettesse alla prova con la Champions".

    Che l'allenatore della prossima stagione sia Conte o un altro, il succo non cambia: dovrà essere un top tecnico. Si è visto che differenza faccia avere uno come Antonio dalla propria parte oppure contro. Andrà dunque evitato l'errore del 2023, quando dopo un lungo casting venne scelto per la panchina Rudi Garcia, ripescato dall'Arabia Saudita e incapace di resistere più di qualche mese alle dipendenze di De Laurentiis.

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  • IL SOGNO (CONCRETO) DE BRUYNE

    Quanto al campo, Kevin De Bruyne farebbe al caso del Napoli per diversi motivi. Perché la classe del belga non è acqua, intanto, anche se la carta d'identità è lì a ricordarci come gli anni diventeranno 34 a giugno e anche se la stagione sua e del City è stata complessivamente poco soddisfacente.

    De Bruyne innalzerebbe il tasso tecnico della rosa, porterebbe quella mentalità vincente che non sempre a Napoli si è solidificata nelle menti dei calciatori, farebbe capire alle avversarie che i campioni d'Italia hanno intenzione di confermarsi sul gradino più alto.

    Il Napoli c'è, lo vuole, sta provando a convincerlo. Prima della partita contro il Cagliari il ds Giovanni Manna ha ammesso, anche se a denti stretti: "Ci piace, è forte, ma non siamo da soli". Si può fare.

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  • L'EREDE DI KVARATSKHELIA

    Si deve fare, invece, un'altra operazione di mercato: quella che porterà a Napoli l'erede di Kvaratskhelia. Beninteso: trovare un elemento dalle qualità simili e dal simile impatto rappresenterà un'impresa, ma il club ha l'obbligo di provarci.

    A gennaio non c'è riuscito: ha sondato Garnacho e Adeyemi, ha affondato il colpo per Saint-Maximin, alla fine ha preso Okafor. Che ha giocato appena quattro volte, sempre entrando nella parte finale delle partite, l'ultima delle quali a metà marzo in casa del Venezia.

    Se il Napoli tornerà a battere la strada del 4-3-3, un esterno sinistro d'attacco di caratura internazionale servirà come il pane. Per dare il cambio a Neres ma pure a Politano, consentendo così all'allenatore - che sia Conte o chiunque altro - una maggiore flessibilità nelle proprie scelte offensive.

  • Gatti JuventusGetty Images

    SERVONO UNO O DUE DIFENSORI

    Il reparto più bisognoso di rinforzi è la difesa. Il che può apparire paradossale, considerando come il Napoli abbia avuto un rendimento eccellente per tutto l'arco della stagione, chiudendo con la miglior retroguardia del campionato (appena 27 reti al passivo, l'Inter ne ha prese 8 in più).

    Numericamente ci siamo solo in parte. Dietro alla coppia titolare Rrahmani-Buongiorno non c'è il vuoto, ma quasi. Juan Jesus ha il contratto in scadenza a giugno, pur con un'opzione di rinnovo per altri due anni, ma il rinnovo in questione ancora non è arrivato. E Conte ha dimostrato in più e più casi di non vedere Rafa Marin, tanto da preferirgli Olivera nel quasi inedito ruolo di centrale difensivo.

    Servirà insomma un nuovo centrale, forse anche due. Per fare ombra a Rrahmani e Buongiorno, sì, ma anche per prendere il posto di uno dei due senza abbassare la qualità dell'undici titolare. Il Napoli ha sofferto quando l'ex granata si è fatto male, è riuscito comunque a tagliare il traguardo per primo, ma nella prossima stagione non vuole farsi trovare impreparato.

    In questo senso stanno resistendo le voci di un interesse per lo juventino Federico Gatti: centrale nel pieno della maturità calcistica (compirà 27 anni a giugno) ma già sufficientemente esperto anche a livello internazionale, dopo aver indossato la fascia di capitano e giocato in Champions League.

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  • DAVID IL VICE LUKAKU?

    In un mondo ideale, a Napoli arriverà anche un vice Lukaku. Che per carità, al momento c'è già: solo che Giovanni Simeone ha giocato con il contagocce, partendo praticamente sempre dalla panchina escluso l'esordio di Verona e segnando solo una volta, alla seconda giornata contro il Bologna.

    Per quest'anno è andata bene così. Ma l'anno prossimo tornerà il doppio impegno campionato-Champions League. Ed è ovvio come l'incombenza realizzativa non possa rimanere un'esclusiva di Lukaku o McTominay. Tradotto: andrà inserito nella rosa un calciatore che abbia il goal nel sangue e un alto potenziale nei piedi.

    Tutti gli indizi sembrano portare a Jonathan David, attaccante del Lille che va in scadenza e ha già annunciato l'addio a parametro zero. Il canadese si è un po' fermato negli ultimi mesi, segnando solo una volta da metà marzo, ma come Gatti rappresenta un profilo nel pieno della maturità calcistica (25 anni). Da quando gioca in Ligue 1 ha sempre sfondato ampiamente la doppia cifra: quest'anno è arrivato a 16.

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