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Calhanoglu GiampaoloGetty Images

Dall'esperimento fallito di Giampaolo al top: l'ascesa di Calhanoglu nel ruolo di regista

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Se doveste menzionare a un tifoso del Milan la data del 25 agosto 2019, probabilmente otterreste in risposta un'alzata di sopracciglio stile Carlo Ancelotti. E del resto si tratta di una giornata tutto sommato dimenticabile. Anche perché quello, a dirla tutta, era un Milan dimenticabile.

Però è una data che ha un suo perché. Non tanto per i rossoneri, che quel tardo pomeriggio di un'assolata domenica di fine agosto perdevano per 1-0 in casa dell'Udinese venendo puniti da un colpo di testa mortifero di Rodrigo Becão, quanto per uno dei protagonisti in campo nell'allora Dacia Arena: Hakan Calhanoglu. Lui, uno dei simboli dell'Inter capolista della Serie A.

Calhanoglu all'epoca giocava nel Milan, e questo è noto. Meno noto, se non dimenticato del tutto, è che il turco quella domenica assaggiava per la prima volta in Italia il ruolo che lo avrebbe reso davvero grande: quello del regista davanti alla difesa.

  • IL PRIMO CALHANOGLU REGISTA

    L'allenatore di quel Milan è Marco Giampaolo, scelto come post Gattuso dopo aver fatto cose egregie sulla panchina della Sampdoria. All'esordio in campionato con i rossoneri, il tecnico di Bellinzona decide di schierare la squadra con un 4-3-1-2 che, visto con gli occhi di oggi ma pure con quelli di allora, è più strano che mai.

    In pratica, da centrocampo in su giocano solo elementi dalle caratteristiche offensive: Borini fa la mezzala destra (!), Paquetá la mezzala sinistra, Suso il trequartista, Castillejo la seconda punta, Piatek il centravanti.

    E il regista? Lo fa proprio lui, Calhanoglu. Che ai tempi è ancora un trequartista, ed è come trequartista che il Milan lo ha prelevato dal Bayer Leverkusen un paio di estati prima, nella celebre finestra di mercato delle "cose formali" fassonemirabelliane. Ma c'è un motivo: il titolare, ovvero Lucas Biglia, è infortunato. E così, ecco che il prescelto per disimpegnarsi davanti alla difesa è Hakan.

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  • Calhanoglu MilanGetty Images

    ESPERIMENTO FALLITO

    Ebbene, quel tardo pomeriggio a Udine il Milan non gira. La montagna dei tanti elementi offensivi in campo partorisce il classico topolino: zero reti, zero tiri in porta, zero pericolosità. Musso, ai tempi portiere dell'Udinese, non deve sporcarsi i guanti neppure una volta. È un flop totale, dei rossoneri e del loro nuovo allenatore. Che alla fine della partita annuncerà di voler voltare immediatamente pagina: "Questo modulo non è adatto agli attaccanti, dalla prossima partita saremo diversi".

    IL TABELLINO DI UDINESE-MILAN 1-0 DEL 25 AGOSTO 2019

    Marcatori: 72' Becão

    UDINESE (3-5-2): Musso; Becão, Ekong, Samir; Stryger Larsen, Fofana (71' Nestorovski), Jajalo, Mandragora, Pezzella (81' Sema), Pussetto (71' De Paul), Lasagna. All. Tudor

    MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Borini (60' Kessie), Calhanoglu, Paquetá (76' Bennacer); Suso; Castillejo (74' Leão), Piatek. All. Giampaolo.

    Arbitro: Pasqua di Tivoli

    Ammoniti: Paquetá, Calhanoglu, Borini, Jajalo

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  • LA PARTITA DI CALHANOGLU

    Nemmeno Calhanoglu sfugge alla cappa di grigiore generale che avvolge il Milan. Ammonito al 34' del primo tempo, il turco non riesce mai a far girare la squadra. Resta in campo dal primo all'ultimo minuto, a differenza dei suoi compagni di centrocampo (Borini viene sostituito da Kessie, Paquetá da Bennacer), ma è opaco e non accende mai la luce.

    In una parola: bocciato. Ed in effetti i voti del giorno dopo, su quotidiani e siti, sono impietosi non solo nei confronti del Milan, ma anche verso di lui. Si naviga dal 4,5 al 5, insufficienza pura. E non c'è neppure modo di dire "si rifarà": quel giorno, probabilmente, non lo pensa nessuno.

  • Calhanoglu Inter BarcelonaGetty Images

    LA SVOLTA CONTRO IL BARCELLONA

    E invece Calhanoglu si è rifatto. E si è rifatto ampiamente. Lontano dal Milan, dopo un trasferimento all'Inter che ha fatto e continua ancor oggi e far discutere. E lontano (ma non troppo) dalla posizione di trequartista e di mezzala, zolle di campo in cui l'ex Leverkusen aveva giostrato praticamente per tutta la carriera.

    Oggi, Calhanoglu è un top del ruolo davanti alla difesa. E non serve neppure analizzare la notte di gala contro la Juventus per sostenerlo: lo dicono le prestazioni, lo sottolinea la sua centralità nella macchina da guerra di Simone Inzaghi. Che di lui, dopo il Derby d'Italia, ha detto: "Se è tra i migliori registi del mondo? Assolutamente sì". Difficile discordare.

    Anche Inzaghi, come aveva fatto il collega Giampaolo qualche anno prima, è stato indotto dall'emergenza a cambiare ruolo a Calhanoglu. Senza Brozovic in vista di una delicatissima sfida di Champions League contro il Barcellona, e con Asllani ancora acerbo, l'ex allenatore della Lazio ha scelto il turco. E le risposte sono state immediate: quella notte proprio Calha ha realizzato il goal dell'1-0 finale, a corredo di una prestazione d'alto livello.

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  • HAKAN COME PIRLO

    Da lì in poi, è stato un crescendo continuo. Calhanoglu ha preso sempre più confidenza con il nuovo ruolo, tanto che l'Inter non si è fatta problemi a cedere l'ex proprietario del ruolo, ovvero Brozovic, all'Al-Nassr. Come rinunciare alle geometrie del turco e all'apporto prezioso di Mkhitaryan? Semplice: non si poteva.

    Calhanoglu è a un passo dalla doppia cifra realizzativa, è praticamente infallibile dal dischetto. Ma è una questione secondaria rispetto all'importanza che l'ex rossonero riveste nell'Inter di Inzaghi. Palla ad Hakan, palla in banca. Forse Giampaolo lo aveva capito prima di tutti. Ma la débâcle di Udine aveva fatto scivolare quella mossa nel dimenticatoio degli esperimenti non riusciti.

    Un caso simile a quello di Andrea Pirlo. Anche lui si è consacrato come regista di fama mondiale dopo gli esordi da trequartista. Grazie a Carlo Ancelotti? Sì, ma soprattutto grazie a Carlo Mazzone, che a Brescia lo aveva schierato davanti alla difesa per permetterne la coesistenza con Roberto Baggio. Solo che, in quel caso, l'esperimento era riuscito. Eccome.

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