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Okafor Milan TorinoGetty Images

Dal Torino al Torino, era tutto un altro Milan: sei mesi dopo la rivoluzione ha prodotto più delusioni che gioie

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Diceva lo scrittore Tiziano Terzani che "le rivoluzioni costano carissime, richiedono immensi sacrifici e perlopiù finiscono in spaventose delusioni". Non si riferiva al calcio, evidentemente. Ma è un po' quel che è accaduto al Milan in sei mesi turbolenti e pieni di cose da raccontare.

Questa sera la squadra di Sergio Conceição affronta il Torino in casa sua. Ovvero lo stesso avversario contro cui ha aperto la propria stagione: lo scorso 17 agosto i granata di Vanoli arrivavano senza paura a San Siro, prendendo possesso del campo, andando in vantaggio di due reti e venendo raggiunti chissà come soltanto in pieno recupero.


Bene: da quel giorno, in pratica, è cambiato non tutto ma quasi. Dall'allenatore al centravanti, passando per diversi giocatori e per il modo di intendere l'undici titolare. In panchina quella sera, per dire, non c'era Conceição: sedeva l'altro portoghese Paulo Fonseca.

Ma è una rivoluzione che, fin qui, ha prodotto più delusioni che gioie. Anche se nel conto vanno inserite le notti del derby di campionato e di Madrid e pure un trofeo, la Supercoppa Italiana: troppo poco per chi attualmente occupa il settimo posto.

  • UN ALTRO MONDO

    Date un occhio alla formazione titolare scesa in campo quel 17 agosto e vi sembrerà di essere catapultati in un altro mondo. In porta c'era Maignan, e fin qui tutto ok. Ma i due terzini erano Calabria e Saelemakers: uno oggi è a Bologna, l'altro alla Roma. In mezzo al campo Bennacer, che se n'è andato al Marsiglia a gennaio, e un Loftus-Cheek ormai desaparecido da un mese e mezzo. Così come Jovic, il centravanti, rimasto durante il mercato invernale nonostante sia fuori dai piani.

    Chi segnò i due goal che permisero al Milan di rialzare la testa dopo il doppio vantaggio torinista firmato da un'autorete di Thiaw e da Zapata? Alvaro Morata e Noah Okafor. Altri due che oggi, dopo essersi trasferiti rispettivamente al Galatasaray e al Napoli, non fanno più parte della rosa rossonera.

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  • SMONTATI I CARDINI

    Se è vero che una buona squadra inizia con un buon portiere, il Milan più o meno è in buone mani: Mike Maignan lo è, nonostante qualche incidente di percorso che a volte può pure costare caro (la papera in casa del Feyenoord, ad esempio).

    Ma i cardini di una squadra, che sia vincente o che lotti per altro, sono pure altri: un buon centravanti e un buon allenatore. Il Milan aveva pure loro, almeno in teoria. Ma nella pratica non tutto ha funzionato. E così ha deciso di cambiare tutti e due in corso d'opera, per fare spazio a un nuovo centravanti e a un nuovo allenatore.

    La prima mossa in ordine di tempo sta dando frutti contrastanti: con Sergio Conceição in panchina è arrivata una Supercoppa Italiana, ma anche una dolorosissima e inattesa eliminazione in Champions League, oltre a una classifica che non ha prodotto miglioramenti sostanziali.

    Ha dato frutti invece il cambio di attaccante: se Morata ha palesato difficoltà realizzative, il suo sostituto Santiago Gimenez ne ha fatto alla grande le veci, segnando tre volte e fornendo un assist nelle sue prime cinque uscite e mantenendo la media altissima dei mesi al Feyenoord.

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  • VANOLI: "È CAMBIATO TUTTO"

    Dei cambiamenti profondi avvenuti al Milan da agosto a oggi ha parlato anche l'allenatore che oggi il Milan lo sfiderà. Ovvero Paolo Vanoli, pure lui pieno di grattacapi al Torino (dodicesimo posto in classifica, una vittoria nelle ultime nove giornate).

    "Non ho rivisto la partita d'andata - ha detto nella conferenza stampa della vigilia - perché sia da parte nostra che da parte loro è cambiato completamente tutto. Loro avevano un altro allenatore, sviluppavano il gioco un un'altra maniera. Oggi hanno un'altra filosofia e si sono rinforzati sul mercato, perché quando vai a prendere Walker, João Felix e Gimenez non puoi dire che non ti sei rinforzato. Sono due partite completamente diverse. Se devo prendere qualche cosa della partita d'andata è il coraggio con cui siamo andati a giocare in un campo così importante. Giochiamo davanti al nostro pubblico e non deve mancare la voglia di fare qualcosa di importante: si chiama ambizione".

  • I CAMBIAMENTI DEL TORINO

    Lo ha sottolineato giustamente Vanoli: anche nel Torino è cambiato parecchio. A partire proprio dal centravanti, come al Milan. Solo che in questo caso l'ex titolare, ovvero Duvan Zapata, non è stato venduto: si è fatto male gravemente, provocando un crollo nelle potenzialità realizzative di tutta la squadra.

    Rispetto alla gara che ha aperto ufficialmente anche il campionato del Toro, Vanoli ha addirittura ribaltato il modulo: a San Siro giocò a tre, proseguendo sulla strada intrapresa dal predecessore Ivan Juric, ma negli ultimi tempi è passato a quattro. Con una punta al posto di due, tre trequartisti al posto di uno se non addirittura zero (quella sera giocarono Linetty, Ricci e Ilic, con Vlasic out per infortunio).

    Anche dal punto di vista della rosa è cambiato parecchio: in quel Milan-Torino erano presenti nella formazione titolare Vojvoda e soprattutto Bellanova, oggi al Como e all'Atalanta. E c'era pure Tonny Sanabria, che da ex partner di Zapata intoccabile o quasi è diventato l'alternativa di Adams. Se Vanoli non si è riguardato la partita dell'andata, con ogni probabilità non l'avrà fatto neppure Conceição.

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  • IL TABELLINO DI MILAN-TORINO 2-2, 17 AGOSTO 2024

    Marcatori: 30' aut. Thiaw (T), 68' Zapata (T), 89' Morata (M), 95' Okafor (M)

    MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria (83' Okafor), Tomori, Thiaw, Saelemaekers; Bennacer (59' Reijnders), Loftus-Cheek; Chukwueze (60' Theo Hernandez), Pulisic (73' Musah), Leão; Jovic (60' Morata). All. Fonseca

    TORINO (3-5-2): Milinkovic-Savic; Vojvoda, Coco, Masina; Bellanova (88' Dembele), Linetty (87' Nkie), Ricci, Ilic (71' Tameze), Lazaro (88' Sazonov); Zapata (72' Karamoh), Sanabria. All. Vanoli

    Arbitro: Maresca

    Ammoniti: 45+2' Vojvoda (T), 45+3' Ricci (T), 57' Jovic (M), 90' Tameze (T), 90' Morata (M), 97' Dembele (T)

    Espulsi: -

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