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Olivera Di Lorenzo NapoliGetty Images

Dal mancato +5 di inizio febbraio allo 0-0 di Venezia: il Napoli ci ricasca

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Da Roma-Napoli a Venezia-Napoli è passato un mese e mezzo, ma gli azzurri in Laguna si ritrovano impantanati in un film già visto.

Lo 0-0 del 'Penzo', maturato in concomitanza con lo scontro diretto tra Atalanta e inter, seppur sia stato accolto da Antonio Conte in maniera positiva ha il sapore di una prova Scudetto fallita.

I netti segnali di ripresa mostrati contro nerazzurri e Fiorentina avevano lasciato presagire ben altro copione, invece agli azzurri il match giocato a pranzo (vedi Como) si è rivelato ancora una volta indigesto.

Come ad inizio febbraio il Napoli ha sprecato un enorme jolly da calare nella corsa al tricolore, non superando uno di quegli step sbandierati dal proprio allenatore in una tappa chiave del rush conclusivo.

  • IL PARI BEFFA CON LA ROMA

    Il 2 febbraio, all'Olimpico, il sinistro volante confezionato da Angelino al 92' ha impedito al Napoli di portarsi a +5 sull'Inter: la squadra di Inzaghi aveva strappato l'1-1 all'ultimo respiro nel derby col Milan riuscendo a limitare i danni poco prima del posticipo degli azzurri, raggiunti sul pari da una Lupa capace di far sfumare i piani di fuga di Lukaku & co.

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  • REMAKE CONTRO L'UDINESE

    Pochi giorni più tardi, il remake: il tonfo dell'Inter nel recupero di Firenze aveva consentito ai partenopei di conservare il +3 in classifica su Lautaro e soci, offrendo l'enorme opportunità di consolidare il primato nel successivo impegno di campionato previsto al 'Maradona' contro l'Udinese.

    Il Napoli invece ha patito ancora una volta la pressione del momento, venendo inchiodato sull'1-1 dai friulani e fornendo una prestazione di ben altro spessore rispetto a quanto ci si aspettava da chi comanda la classifica.

    Il giorno dopo l'Inter ha battuto la Viola, accorciando a -1 dai rivali e tenendo apertissimi i giochi.

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  • A VENEZIA LA STORIA SI RIPETE

    Da lì in avanti il Napoli è rimasto a digiuno di vittorie per altri 3 turni, perdendo la vetta a Como e inanellando due ulteriori 'X' contro la Lazio (altra vittoria sfumata allo scadere) e al cospetto di un'Inter contro cui a sorridere grazie all'1-1 di Billing stavolta erano stati i partenopei.

    Una settimana fa, inoltre, il 2-1 alla Fiorentina aveva riportato i decibel dell'entusiasmo in linea con quelli stagionali, alimentando la gioia per il pari colto contro i nerazzurri che aveva assunto le sembianze di un successo.

    L'Inter non ha mollato ed è rimasta prima, ma il calendario le ha imposto l'incrocio con l'Atalanta parallelamente all'impegno sulla carta abbordabile del Napoli a Venezia: sulla carta appunto, visto che al 'Penzo' i campani sono incappati in un nuovo rallentamento sul percorso super che rende lecito sperare nel titolo.

  • "BISOGNA USARE SEMPRE LA TESTA", "PER VINCERE DEVI FARE GOAL"

    Che si tratti di una chance sprecata, al netto delle sottolineature per una gara affrontata col piglio giusto, in cuor suo ne è consapevole anche Conte. Nel dopogara il tecnico ha sì elogiato i suoi, ma ne ha anche messo a nudo le carenze psicologiche e realizzative palesate in Veneto:

    "Ciò che mi ha dato molto fastidio è il contropiede finale preso in 2 contro 6, non deve accadere mai e mi fa arrabbiare, perché vuol dire che non ci sei con la testa. Con la testa invece noi c'eravamo, ma abbiamo rischiato di non ottenere nemmeno un punto e una sconfitta rispetto al pareggio sarebbe stata diversa".

    "Le mie squadre devono usare sempre la testa fino al 97', quelle che cercano di diventare forti cercano sempre di averla".

    "Quando hai tante chances devi fare goal".

    "Sono contento della prestazione, ma ovvio che per vincere devi segnare ed essere molto più cattivo".

    Messaggi utili per le ultime 9 finali, dove il Napoli - se vuol davvero regalarsi e regalare un'impresa - non può più inciampare.

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