Pubblicità
Pubblicità
Gabbia MilanGetty Images

Da soluzione tampone a certezza difensiva: Gabbia è diventato il punto fermo del Milan

Pubblicità

Dicono che il Milan un nuovo difensore centrale non l'abbia preso, ma non è vero. Lo scorso 3 gennaio, proprio alla riapertura del mercato invernale, il club rossonero ha annunciato ufficialmente il ritorno a Milano di una vecchia conoscenza: Matteo Gabbia.

Chiaro: non è stata l'operazione dei sogni. Più che altro, una scelta dettata dalla clamorosa emergenza che in quel momento stava attanagliando la difesa del Milan. Pioli non aveva più a disposizione quasi nessuno, da Thiaw a Kalulu a Tomori, e s'era dovuto addirittura inventare Theo Hernandez centrale. E così, (ri)ecco Gabbia.

Solo che alla fine non si è trattato davvero di una soluzione tampone, come più di qualcuno credeva. Perché il prodotto del settore giovanile è diventato lui stesso il vero rinforzo di una campagna invernale che, specialmente negli ultimi giorni, aveva lasciato il tifo con l'amaro in bocca.

  • PIÙ PRESENZE CHE AL VILLARREAL

    In meno di due mesi al Milan, Gabbia ha già più presenze di quante ne avesse collezionate al Villarreal nella prima parte della stagione: 8 contro 7. Di queste 8, quasi tutte sono arrivate da titolare e rimanendo in campo dal primo all'ultimo minuto. Al conto va aggiunta anche la presenza in Coppa Italia contro l'Atalanta, nella quale Matteo si è preso la maglia da titolare dovendo però abbandonare il campo prima dell'intervallo dopo uno scontro con De Roon.

    Solo a Empoli Pioli ha preferito puntare sull'adattato Theo Hernandez in coppia con Kjaer, inserendo il centrale di Busto Arsizio solo a pochi minuti dalla fine e con il risultato già in ghiaccio (0-3).

  • Pubblicità
  • UN RENDIMENTO COSTANTE

    Se la tenuta difensiva del Milan è da brividi, almeno guardando ai numeri (con 32 reti al passivo i rossoneri hanno, assieme alla Roma, il peggior rendimento delle prime 12), quella individuale di Gabbia ha sorpreso. Non tanto per il suo valore effettivo, quanto perché si parla pur sempre di un calciatore che faceva panchina al Villarreal. E che, come detto, è stato ripreso a gennaio più che altro per tamponare l'emorragia di infortuni abbattutasi sul Milan dall'inizio della stagione.

    Prendiamo l'ultima partita in ordine di tempo, quella di domenica sera contro l'Atalanta. Gabbia aveva di fronte l'ex De Ketelaere, Miranchuk, Lookman, oltre allo spaesato Scamacca. Ma se l'è cavata benissimo in coppia con Malick Thiaw, soffocando i tentativi offensivi di una Dea mai troppo pericolosa.

    Ma Gabbia aveva risposto presente anche nelle settimane precedenti, dando una sensazione di solidità e di serietà difensiva pressoché costante. Contro il Napoli, ad esempio. Ma anche a Frosinone, nonostante la due reti incassate dai ciociari, un pomeriggio in cui proprio lui aveva dato il via alla rimonta con il colpo di testa del momentaneo 2-2.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PIOLI: "RENDIMENTO ALTISSIMO"

    A proposito di Milan-Napoli di domenica 11 febbraio, posticipo vinto per 1-0 dai rossoneri: è curioso notare come l'unico marcatore di quella partita sia stato Theo Hernandez, rispostato da Pioli nel proprio ruolo naturale, ovvero terzino sinistro, e autorizzato così a sganciarsi alle spalle della difesa partenopea, raccogliere l'invito al bacio di Leão e fulminare Gollini.

    Tutto ciò è stato reso possibile, appunto, dall'inserimento di Gabbia al centro della difesa. Una sorta di sliding door che alla fine ha portato alla vittoria. Abbinata, naturalmente, alla prestazione solidissima dell'italiano contro i campioni in carica, esaltata da Pioli dopo il 90'.

    "Io faccio le mie scelte per quello che i miei giocatori mi dimostrano sul campo.In questo momento Gabbia sta avendo un rendimento altissimo. E se continua così sarà difficile toglierlo".

  • TRA LAZIO E FUTURO

    Detto, fatto: Pioli non ha più tolto Gabbia dall'undici titolare. Affiancandogli Kjaer in primis e poi Thiaw, dopo il rientro a pieno regime del tedesco dall'infortunio. Thiaw + Gabbia: sarà questa anche la coppia che dovrà tenere a bada Immobile (se giocherà, altrimenti Castellanos) e compagnia biancoceleste domani sera, contro la Lazio, nell'anticipo della ventisettesima giornata di Serie A.

    E il futuro? Bella domanda. Sta tornando Kalulu, sta tornando soprattutto Tomori. Se l'inglese non è ancora stato convocato da Pioli, il francese si è accomodato in panchina contro l'Atalanta. L'emergenza difensiva, insomma, è alle fasi finali. E il tampone di nome Gabbia, almeno teoricamente, potrebbe non servire più. Solo che il campo sta dicendo tutto il contrario. Ed è proprio su questo che si basano le scelte dell'allenatore.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0