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Juan Jesus Di FrancescoGetty Images

Da Roma-Barcellona a Napoli-Venezia: Juan Jesus cerca conferme contro Di Francesco, con un occhio al mercato

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Di nuovo Juan Jesus. Normale, palese, scontato: la prima alternativa alla coppia Rrahmani-Buongiorno nel Napoli è lui. Antonio Conte lo ha spiegato prima del Genoa, ricordando di averlo già spiegato in tempi non sospetti e stupendosi dello stupore di qualcuno.

E dunque, Rrahmani sul centro-destra e Juan Jesus sul centro-sinistra. Di fronte, domenica pomeriggio, il Venezia che si è appena rialzato battendo il Cagliari. E sulla panchina dei lagunari una vecchia conoscenza di JJ, uno assieme a cui il brasiliano ha vissuto una delle serate più memorabili di tutta la propria carriera.


Ricordate Roma-Barcellona del 2018? La partita delle partite, l'1-4 dell'andata trasformato in 3-0, l'assurda e incredibile qualificazione alle semifinali di Champions League decisa dal colpo di testa vincente di "Munch" Manolas? Bene: l'allenatore giallorosso era Di Francesco e in campo c'era Juan Jesus.

  • Juan Jesus Roma BarcellonaGetty Images

    CHE NOTTE, QUELLA NOTTE

    Il 10 aprile di sei anni (e 8 mesi) fa, Di Francesco stupisce. E decide di schierare la Roma con un 3-4-1-2 inedito, per lui ai tempi adepto del 4-3-3 e pure per la conformazione di quella squadra. All'andata, del resto, col tridente non è andata bene: 4-1 Barça e passaggio alle semifinali quasi ipotecato in favore dei catalani. E così, ecco Juan Jesus assieme a Manolas e Fazio.

    Quella notte, in un Olimpico pieno più per una disperata speranza che per reale convinzione di farcela, funziona tutto a meraviglia. Dzeko segna quasi subito, De Rossi raddoppia su rigore nel secondo tempo e nel finale ecco spuntare la testa di Manolas, che lascia di sasso Ter Stegen e confeziona l'impresa da ricordare nei secoli dei secoli. Quella di Romabarcellonatreazero.

    E Juan? Gioca dall'inizio alla fine e gioca bene, guadagnandosi voti altissimi in pagella alla pari di tutti i compagni di squadra. Anche se ha l'ingrato compito di marcare Re Leo Messi. E anche se si becca un giallo proprio per un fallo sull'argentino.

    Per la cronaca: l'avventura di quella Roma, come ben ci si ricorda, sbatte contro la semifinale. Ovvero contro il Liverpool, che all'andata stravince 5-2, al ritorno all'Olimpico rischia qualcosa (4-2) ma alla fine va a Kiev a giocarsi la finalissima contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Che vincerà 3-1 nell'ultimo atto del portoghese, con le valigie in mano in direzione Juventus.

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  • LA LETTERA DI JUAN JESUS

    Due anni dopo, tempo di Covid, pandemie e restrizioni, Juan Jesus ha ricordato quelle emozioni attraverso una lettera pubblicata sul proprio profilo Instagram. Con tanto di retroscena sul prepartita e sulle raccomandazioni di Di Francesco nei suoi confronti.

    "All'andata abbiamo perso 4-1. Siamo già fuori. Eppure mi guardo intorno e vedo qualcosa di strano, sento qualcosa nell'aria. I miei compagni mi passano davanti mentre si preparano. Nei loro occhi noto una scintilla. Nei miei c'è la voglia incredibile di affrontare lui, Leo Messi. Eh si, perché tra tutti i compiti che ti possono assegnare in un quarto di finale di Champions League a me tocca questo. Mister Di Francesco è stato chiaro: 'Juan tu devi pressare e chiudere chiunque arrivi nella tua zona'. Già, e sapete chi gira da quelle parti? Esatto, lui. Ci penso ma non ho paura. Cioè, un po' di timore sì. Penso sia normale, ma ci rifletto mentre mi metto i parastinchi. Mi dico: se va male è perchè lui è il più forte di tutti, ma c'è anche l'altra possibilità amici miei! L'altra faccia del pallone. L'altro 50%. E intanto sento i tifosi cuori che caricano. Eh sì, c'è un'altra possibilità: se va bene, io posso aiutare i miei compagni, posso fare la mia parte e diventare quello che lo ha fermato. Ecco la mia occasione".

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  • JJ E DI FRANCESCO

    Juan Jesus era arrivato alla Roma un anno prima, nell'estate del 2016, proveniente dall'Inter. L'allenatore non era Di Francesco: era Luciano Spalletti. Il quale, ironia della sorte, 12 mesi più tardi se ne sarebbe andato proprio nella Milano nerazzurra lasciando il posto in panchina al successore, in arrivo dal Sassuolo.

    Alternante il minutaggio del brasiliano nell'unica stagione completa sotto la guida di Di Francesco: 22 presenze su 38 in campionato, più le prime quattro nel girone di Champions League, prima di un po' di panchina e di essere rispolverato proprio nella semifinale di ritorno col Barcellona.

    Eusebio ha lasciato la Roma nel marzo del 2019, dopo una tremenda doppia batosta in pochissimi giorni: prima il ko nel derby contro la Lazio, poi l'eliminazione dalla Champions contro il Porto. Entrambe le volte Juan Jesus è rimasto in campo dal primo all'ultimo minuto.

  • ALLA RICERCA DI CONFERME

    Juan Jesus e Di Francesco, oggi, sono situati su lati opposti della barricata: uno è il difensore titolare del Napoli che non molla il sogno Scudetto, l'altro l'allenatore di un Venezia che dovrà sudare le classiche sette camicie per salvare la pelle e rimanere in Serie A.

    Entrambi cercano conferme. Le cerca soprattutto Juan, che si è ritrovato investito della missione di sostituire Buongiorno e a Genova in qualche modo se l'è cavata: primo tempo perfetto come tutta la squadra, secondo tempo sofferto come tutta la squadra. Più un'ammonizione a referto.

    Ma cerca conferme anche Di Francesco, rinvigorito dal 2-1 al Cagliari dopo aver dovuto ingoiare il boccone amaro del pari juventino all'ultimo minuto. La sua squadra gioca, non è disprezzabile, ma colleziona probabilmente meno punti di quel che meriterebbe. Un classico: gli era già successo l'anno scorso a Frosinone.

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  • REUNION INVERNALE?

    E poi occhio, perché gennaio è ormai a un passo. Gennaio significa mercato invernale. E il mercato invernale, quest'anno, potrebbe anche cambiare i destini di Juan Jesus allontanandolo da Napoli.

    A tal proposito, giusto per continuare con i corsi e ricorsi storici, per l'ex romanista si sta parlando anche del Venezia. Ovvero la squadra di Di Francesco. Anche se dopo l'infortunio di Buongiorno ogni possibile uscita è destinata a essere rimessa in discussione. Sarebbe una reunion in stile amarcord, ripensando a quel che i due hanno contribuito a costruire più di sei anni e mezzo fa, in un altro stadio e con un'altra squadra.

    Intanto, in attesa di capire quale sarà il futuro di Juan Jesus (contratto in scadenza nel 2025, ma con opzione di rinnovo biennale), conta solo il campo. E il campo dice che il Napoli deve vincere e il Venezia provare a far punti. Per pensare al resto, tra amarcord e futuro, ci sarà tempo.

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