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Pellegrini Cristante ManciniGetty Images

Da Pellegrini a Mancini, Ranieri a Roma ha un'altra missione: rilanciare gli "azzurrabili"

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Prima l'ufficializzazione di Claudio Ranieri come nuovo allenatore della Roma. Poi la vittoria dell'Italia, che si è imposta per 1-0 in Belgio conquistando con una giornata d'anticipo la qualificazione per i quarti di finale di Nations League.

Che cos'hanno in comune i due eventi? In pratica, nulla. Nel senso che la Roma e l'Italia, oggi, sembrano essere due entità parallele e ben distinte l'una dall'altra.

La riprova è presente nell'ultimo elenco dei convocati di Luciano Spalletti per le partite contro i belgi e contro la Francia: un solo calciatore giallorosso è stato inserito. E non si trattava nemmeno di un senatore.

  • Pisilli SpallettiGetty Images

    SOLO PISILLI

    Il giocatore in questione è Niccolò Pisilli. Quasi omonimo di Savona, di Barella, di Rovella. Un'armata di Nicolò o Niccolò al servizio della Nazionale. Nel caso del centrocampista giallorosso, aggiungete una "c" ed è fatta.

    Quisquilie a parte, il fatto che Pisilli sia l'unico elemento della rosa che Ranieri si appresta a guidare è la rappresentazione perfetta del tremendo avvio di stagione vissuto dalla Roma, tra sconfitte, brutte figure ed esoneri: è stato proprio lui una delle poche luci, dal sorprendente esordio con De Rossi in casa della Juventus alla rete decisiva contro il Venezia, la sua prima in Serie A.

    Pisilli vuol dire operazione gioventù. Quella che Spalletti ha deciso di instaurare nel gruppo azzurro, facendo piazza pulita di diversi elementi del passato dopo il mediocre Europeo e affidandosi a gente di gamba, fresca, con la carta d'identità dalla propria parte. Del resto c'è un biennio da preparare, mica solo pochi mesi.

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  • PELLEGRINI ESCLUSO

    L'esclusione che più ha fatto rumore, in questo senso, è quella di Lorenzo Pellegrini. Perché sì, il capitano della Roma (28 anni) ha continuato a tutti gli effetti a far parte dei progetti di Spalletti anche dopo la delusione tedesca.

    Il problema, qui, è che Pellegrini sta vivendo il momento più delicato della propria carriera. Costantemente sospeso tra l'amore della Roma e un pubblico sempre più insofferente nei suoi confronti, tanto da prenderlo di mira sia all'Olimpico che sui social. Pesano le aspettative, pesa lo schiacciante paragone con una leggenda come Francesco Totti.

    “Sto male quanto voi per questa situazione, ma non va bene dirmi che manca il rispetto per la maglia - ha detto giovedì Pellegrini, parlando con alcuni tifosi all'uscita di Trigoria - Per me quello non mancherà mai. Non siamo stupidi, sappiamo che le cose non vanno”.

    Dal punto di vista individuale non vanno nemmeno per lui, che fin qui non ha mai segnato e ha raccolto appena due assist in 14 partite. L'ultima fotografia con la maglia dell'Italia, poi, è l'espulsione rimediata nel finale del primo tempo contro il Belgio, a ottobre. Proprio all'Olimpico, proprio a Roma.

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  • MANCINI E CRISTANTE, PORTE CHIUSE?

    Hanno più o meno la stessa età di Pellegrini altri due senatori dello spogliatoio giallorosso: Gianluca Mancini e Bryan Cristante. Il primo ha 28 anni, il secondo 29. Teoricamente, entrambi potrebbero essere ripresi in considerazione da Spalletti.

    La realtà, al contrario, dice che il gruppone azzurro sembra essere consolidato e piuttosto definito. Sia in difesa che a centrocampo, reparto che con buona pace di Cristante è fornitissimo. Il caos stagionale della Roma, che ha inevitabilmente coinvolto anche i due italiani, ha fatto il resto.

    Mancini e Cristante hanno fatto parte della spedizione in Germania. Di più: entrambi hanno giocato dall'inizio contro la Svizzera. Poi Spalletti ha deciso di voltare pagina, affidandosi ad altri. Le porte per i due non sono completamente chiuse, ma serve una sterzata che al momento non si vede. Anche questa sarà una missione di Ranieri.

  • EL SHAARAWY È IL PASSATO

    Chi non tornerà più a far parte del giro azzurro è Stephan El Shaarawy. Ironia della sorte, colui che con una doppietta ha reso meno amara (si fa per dire...) l'ultima sconfitta della Roma contro il Bologna, gara che ha portato all'allontanamento di Juric.

    Anche il Faraone ha fatto parte della squadra volata in Germania per gli Europei. E anche lui è partito dal primo minuto nel tremendo tardo pomeriggio contro la Svizzera. Ma questo è il passato: il presente è un'altra cosa.

    Il presente dice intanto che El Shaarawy ha 32 anni, quattro in più di Mancini e Pellegrini, e che nell'estate dei prossimi Mondiali ne avrà quasi 34. Il fatto che sia un esterno offensivo, e che Spalletti al contrario abbia fondato la sua nuova Italia su un 3-5-1-1, gioca poi completamente a suo sfavore. Per lui sì, le porte sono sbarrate.

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  • VECCHIE CONOSCENZE

    Ironia della sorte, Pellegrini, Cristante ed El Shaarawy sono gli unici tre giocatori presenti anche nella precedente avventura di Ranieri a Roma, nella seconda parte del 2018/19. Mancini è stato acquistato dall'Atalanta proprio nell'estate del 2019, quando il tecnico testaccino già aveva lasciato il posto a Paulo Fonseca.

    Anche da loro dipenderanno le sorti di una Roma costretta a rimboccarsi le maniche per imprimere la svolta a una stagione fin qui da dimenticare. Elevando il proprio rendimento e accantonando certe tensioni interne, come quelle che hanno coinvolto Mancini e Cristante con Juric a Firenze. Pure da qui passano le speranze degli "azzurrabili" di tornare in Nazionale.

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