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Kyle Walker AC Milan crisis 2024-25 GFXGOAL

Da Fonseca a Conceição, da Morata a Gimenez e la possibile rivoluzione in difesa: il Milan sconfessa le scelte estive

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Che al Milan più di qualcosa non abbia funzionato nella prima parte della stagione, è sotto gli occhi di tutti. E non può essere certo una Supercoppa Italiana ad addolcire le amarezze di mesi costantemente turbolenti. Specialmente per un club dal simile blasone.

Basta guardare la classifica per rendersene conto: oggi i rossoneri sono settimi in compagnia del Bologna, hanno abbandonato praticamente subito ogni sogno Scudetto e rischiano pure di non andare in Champions League. Quella Champions League in cui hanno appena combinato un mezzo disastro, non riuscendo a qualificarsi direttamente per gli ottavi di finale.


Che cosa fa una dirigenza in questi casi? Cambia. Solo che, nel caso del Milan, il cambiamento sta diventando più che altro una rivoluzione. E per chi in estate aveva operato determinate scelte, rivoluzione fa rima con bocciatura.

  • DA FONSECA A CONCEIÇÃO

    È cambiato l'allenatore, intanto. Da un portoghese a un altro portoghese, da Paulo Fonseca - che peraltro nelle scorse ore è tornato in Ligue 1 per allenare il Porto - a Sergio Conceição. Subito vincitore di una Supercoppa, prima di essere investito dagli stessi problemi affrontati dal suo predecessore: da questo punto di vista è cambiato piuttosto poco.

    Fonseca non è mai stato il preferito della tifoseria, che avrebbe preferito un profilo alla Antonio Conte. Ma inizialmente, almeno a parole, sembrava avere la fiducia della società: "Porterà qualcosa di nuovo, è l'uomo giusto e ci crediamo tanto", ripeteva Zlatan Ibrahimovic. Ma i risultati non sono mai decollati, pur tra le gioie di Madrid e del derby di campionato, e il rapporto con i big dello spogliatoio pure: il riferimento Theo Hernandez e Rafael Leão non è casuale.

    Il problema, appunto, è che con Conceição poco è cambiato. Theo e Rafa continuano a dare meno di quanto potrebbero anche secondo il nuovo allenatore, tanto da essere sostituiti in coppia all'intervallo di Milan-Parma. Lo screzio con Calabria, ora in partenza verso Bologna, è un altro sintomo di malessere. Così come quello, presunto e smentito dal Milan, con Morata a Zagabria.

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  • Alvaro-Morata(C)Getty Images

    CAMBIA IL CENTRAVANTI

    Sei goal e due assist in 25 presenze tra tutte le competizioni non sono un bottino esaltante per qualsiasi attaccante. Anche per uno come Alvaro Morata, che non ha mai avuto caratteristiche da stoccatore nonostante abbia sfondato spesso e volentieri la doppia cifra in carriera.

    Non ha fatto molto meglio Tammy Abraham, l'altro attaccante potenzialmente titolare della rosa: 6 reti e 5 assist in 26 presenze. Numeri discreti pure qui, ma pure qui ben lontani da quel che ci si aspetterebbe dal centravanti di una squadra che vuole lottare per i massimi livelli.

    L'errore estivo del Milan, col senno di poi ma anche di prima, è stato proprio questo: non aver preso un bomber vero, certificato. Non lo era neppure Joshua Zirkzee, il primo obiettivo prima che l'olandese volasse al Manchester United. I numeri spesso non dicono tutto, ma in questo caso dicono parecchio: i rossoneri hanno il peggior attacco delle prime nove, peggio anche del Bologna e di una Roma per larghi tratti in crisi totale, e il loro bottino realizzativo è lontanissimo da quello dell'Inter (32 a 55).

    Sarà Santiago Gimenez, sempre più vicino a vestire di rosso e nero, l'elemento giusto al posto giusto? I numeri sembrano suggerire di sì: 7 goal in 11 presenze in campionato, 5 in 5 nel girone di Champions League. E già questo è un discreto passo avanti.

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  • LA POSSIBILE RIVOLUZIONE IN DIFESA

    E che dire di quel che sta accadendo in difesa? Walker è arrivato, Calabria è sul punto di andarsene a Bologna, Tomori poteva prendere la strada del Tottenham ma sembra determinato a rimanere a Milano, Pavlovic è stato oggetto di attenzioni dalla Turchia (ma non dovrebbe andarsene nemmeno lui). E se non si fosse fatto male, le possibilità di addio di Emerson Royal sarebbero state altrettanto alte.

    Il discorso sul reparto difensivo segue la traccia di quello offensivo: manca un leader, un elemento indiscutibile. Un titolarissimo, insomma. Il fatto che sia Fonseca che Conceição si siano affidati a tante coppie diverse durante questi mesi la dice lunga: un vero assetto, i due portoghesi non sono mai riusciti a trovarlo. L'acquisto di Walker dal Manchester City, nonostante la carriera dell'inglese si stia avviando verso le battute finali, va anche in questa direzione. Ma si parla di un terzino, non di un centrale.

    Il Milan non ha una delle peggiori difese del campionato, ma ha tenuto la porta di Maignan inviolata solo 8 volte in 22 giornate. Gli errori individuali sono stati tanti, troppi: l'ultimo quello di Gabbia a Zagabria, in Champions League. Emerson non ha avuto un buon rendimento, Pavlovic è stato il migliore col Parma dopo tanti alti e bassi.

  • SCELTE SCONFESSATE

    Il Milan che giocherà la seconda parte della stagione, insomma, rischia di essere piuttosto diverso da quello che l'ha iniziata. Con un allenatore nuovo, un nuovo centravanti, un nuovo terzino, forse un nuovo elemento in difesa.

    Ricordate il 2-2 dell'esordio contro il Torino, soffertissimo e preso per i capelli grazie a una clamorosa doppia rimonta nei secondi finali? Quella notte ad andare a segno furono Okafor e Morata. Ebbene, il primo era stato quasi ceduto al Lipsia prima di far ritorno a Milano per problemi durante le visite e il secondo, storia di questi giorni, se ne sta andando al Galatasaray.

    Nell'undici di partenza di quel debutto - era il 17 agosto - facevano la loro comparsa Saelemaekers, oggi alla Roma, e Jovic, fuori dai piani e pure lui possibile partente. Oltre a Loftus-Cheek, che ha perso il posto tra basso rendimento e infortuni. Contro l'Inter spazio a Walker, in attesa di Gimenez e forse di un nuovo elemento in difesa. Oltre a Conceição in panchina. Tu chiamala, se vuoi, rivoluzione.

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