Che al Milan più di qualcosa non abbia funzionato nella prima parte della stagione, è sotto gli occhi di tutti. E non può essere certo una Supercoppa Italiana ad addolcire le amarezze di mesi costantemente turbolenti. Specialmente per un club dal simile blasone.
Basta guardare la classifica per rendersene conto: oggi i rossoneri sono settimi in compagnia del Bologna, hanno abbandonato praticamente subito ogni sogno Scudetto e rischiano pure di non andare in Champions League. Quella Champions League in cui hanno appena combinato un mezzo disastro, non riuscendo a qualificarsi direttamente per gli ottavi di finale.

Che cosa fa una dirigenza in questi casi? Cambia. Solo che, nel caso del Milan, il cambiamento sta diventando più che altro una rivoluzione. E per chi in estate aveva operato determinate scelte, rivoluzione fa rima con bocciatura.



