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D'Aversa EmpoliGetty Images

D'Aversa torna a Lecce: dal fattaccio con Henry all'Empoli, lo scontro salvezza ha un sapore speciale

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Roberto D'Aversa, con ogni probabilità, non si sarebbe mai aspettato di ricevere un'altra chance dalla Serie A. Non subito, almeno. L'aveva lasciata con un episodio troppo plateale perché qualcuno potesse rimetterlo immediatamente in sella.

L'episodio con il veronese Thomas Henry, nell'infuocato Lecce-Hellas di marzo, non poteva non lasciare il segno. E l'ha lasciato, ovviamente: esonero immediato da parte dei salentini, una carriera piuttosto stabile da allenatore di Serie A di nuovo in discussione.

Anche per questo l'anticipo di questa sera al Via del Mare, oltre a rappresentare un crocevia importante nel contesto dei mille e mille scontri salvezza del campionato, avrà un sapore speciale per D'Aversa. Il classico ex con qualcosa da dimostrare.

  • L'ANNO DI D'AVERSA

    Non tutti se lo ricordano, ma D'Aversa quando se n'è andato ha lasciato il Lecce fuori dalla zona retrocessione: era la ventottesima giornata, a -10 dal gong. È stato poi Luca Gotti a completare il secondo "miracolo" di fila dopo quello di Marco Baroni, centrando la salvezza con un turno ancora da giocare.

    Buon avvio, i goal iniziali di Krstovic, i piani alti della classifica. Poi il Lecce si è fatto risucchiare nella lotta per non cadere in B, a un certo punto pareva una delle papabili più concrete al crollo, ma in qualche modo è rimasto a galla.

    Il Lecce di D'Aversa ha vinto poco: appena cinque volte. Solo la Salernitana, al momento della separazione, aveva fatto peggio (due). 10 i pareggi, 13 le sconfitte. E un quartultimo posto che avrebbe costretto i giallorossi a battagliare fino alla fine per mantenere un posto nell'élite del calcio italiano.

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  • Henry D'Aversa Lecce VeronaDAZN

    IL FATTACCIO CON HENRY

    Il punto di svolta è datato 10 marzo 2024. Il Verona espugna Lecce grazie a Folorunsho e dopo il 90' gli animi si scaldano. Ne nasce una mezza rissa e pure D'Aversa si porta nella zona calda. Alla fine il protagonista principale è proprio il tecnico, che si avvicina al centravanti ospite Henry e lo colpisce con una testata.

    Le immagini fanno immediatamente il giro dei social e delle tv, per ore non si parla d'altro. E lo stesso D'Aversa, dopo la partita a Sky, ne parla cercando di far capire come sia andata veramente.

    “Già negli ultimi minuti di partita la situazione si era fatta concitata. Ci sono state delle provocazioni, la mia volontà era quella di fare in modo che i miei ragazzi non prendessero espulsioni e siamo arrivati a contatto io ed Henry. Il gesto non è stato bello da vedere, ma la mia intenzione era quella di dividere. Lui ha continuato nel provocare, ma poi è finita lì. Io non sono entrato in campo per dare una testata al giocatore, sono entrato in campo per evitare squalifiche perché siamo attesi da altre partite importanti. Lui si è avvicinato, io non volevo andare su Henry. Nell’immagine finale ci sono solo io, ma prima c’erano Gendrey e Pongracic vicino a lui. Non c’era nulla di premeditato, il gesto è brutto e me ne scuso ma l’intenzione era quella di allontanare i giocatori. Gli ultimi minuti di gara sono stati una provocazione continua, ma non volevo fare danni”.

    Le giustificazioni di D'Aversa servono a poco: il Lecce emette quasi subito un comunicato di condanna.

    “L’U.S. Lecce, con riferimento all’episodio che ha visto coinvolto l’allenatore D’Aversa ed il giocatore del Verona Henry, pur valutando la situazione di nervosismo generale nel finale di gara, condanna fermamente il gesto del proprio allenatore in quanto contrario ai principi ed ai valori dello sport”.

    Il giorno dopo, la storia tra il Lecce e D'Aversa finisce ufficialmente: il club giallorosso annuncia l'esonero del tecnico attraverso un comunicato. Sarà Gotti a prenderne il posto in panchina.

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  • LA CHANCE DELL'EMPOLI

    D'Aversa verrà poi squalificato per quattro giornate dal Giudice Sportivo. Senza aspettarsi di scontarle in Serie A. Anche perché a un certo punto, a giugno, il suo destino sembra essere la Serie B: il neopromosso Cesena, alla ricerca di un sostituto di Mimmo Toscano diretto verso il Catania, è pronto ad affidargli la panchina.

    E invece, nulla di fatto: con i romagnoli la fumata è nera, tanto che il nuovo allenatore bianconero sarà Michele Mignani. E quindi? E quindi, un po' a sorpresa, si fa sotto l'Empoli. Stavolta sì, il matrimonio si fa. D'Aversa torna in Serie A dalla porta principale, senza passare dal via, anche se potrà sedersi effettivamente in panchina soltanto a partire dalla quinta giornata.

  • "SIAMO RIMASTI A VIVERE A LECCE"

    Il ritorno a Lecce non sarà al veleno. D'Aversa ha capito che l'episodio con Henry è stato troppo eclatante per passare in secondo piano e, di conseguenza, per non portare dritto a una rottura. La famiglia dell'allenatore, non a caso, è rimasta a vivere in Salento.

    "Dopo quello che è successo siamo rimasti a vivere a Lecce, vuoi perché i ragazzi andavano a scuola, vuoi perché lì ho amici da tantissimo tempo, indipendentemente dal fatto che io abbia allenato il Lecce l'anno scorso. La mia famiglia e i miei figli si sono inseriti molto bene. Da quel punto di vista ci saranno tante persone che mi farà piacere rivedere, a cui sono legato. Anche all'interno del club. Corpvino lo conosco da tantissimi anni. Non posso dimenticare le emozioni che ho vissuto all'interno di quello stadio, i ribaltamenti di risultati, contro la Lazio, contro il Milan. Vuol dire che bisogna restare concentrati per 95 minuti, perché può succedere di tutto. Detto questo io sono l'allenatore dell'Empoli: andiamo ad affrontare una partita, non gioca D'Aversa contro il Lecce, gioca l'Empoli contro il Lecce".

    Giusto, ma intanto una delle attrazioni principali questa sera sarà proprio lui. Con un mix di affetto e dispiacere per come la sua unica annata si è conclusa. Tutto questo prima del fischio d'inizio, naturalmente: poi sarà Lecce-Empoli, sarà l'ennesimo scontro salvezza del campionato. Con tre punti in palio che, come sempre accade in questi casi, hanno un valore doppio.

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