Esistono storie che non esistono, direbbero i vecchi saggi. La storia del Botafogo che ha il titolo brasiliano già in tasca e lo perde nonostante un vantaggio divenuto abissale esiste, altroché. E sta per concretizzarsi nel modo più amaro possibile per il club dove, un tempo, correva e incantava Garrincha.
A due giornate dalla conclusione del Brasileirão, il campionato nazionale, il Botafogo è secondo a -3 dalla capolista Palmeiras. E, almeno tecnicamente, ha ancora la possibilità di tagliare il traguardo davanti a tutte le altre. Una missione che non viene compiuta da quasi un trentennio: l'ultima volta in cui il Fogão si è laureato campione risale al 1995, ai tempi dell'irriverente Tulio Maravilha.
Il problema è che la realtà sta dicendo qualcosa di diametralmente opposto. Non da oggi: ormai da settimane. Fino a ottobre, il Botafogo era primissimo in campionato. Tanto che già si cominciavano a fare i conti su quando sarebbe arrivata la matematica. Poi, però, ecco il crollo verticale. Improvviso, inesorabile.
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