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Mourinho Roma third season GFXGetty/GOAL

Credito in esaurimento: ora Mourinho deve ritrovare la Roma

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Speciale sì, divino no. Almeno per il momento. La terza stagione di JoséMourinho sulla panchina della Roma ha messo in evidenza che anche un pezzo da 26 trofei può andare in difficoltà.

Un punto in tre partite, situazione infortunati da monitorare ora dopo ora con le dita incrociate e tutta una serie di questioni non ancora irrisolte, oltre a un testa a testa mediatico con la società e la proprietà.

La domanda che attanaglia i tifosi della Roma è: "Mourinho sarà ancora l'allenatore il prossimo anno?". La sensazione è che nessuno sappia ancora rispondere a questo interrogativo.

  • RISULTATI CERCASI

    Dire che l'inizio di campionato della Roma è stato deludente è dir poco. Un punto in tre partite contro Salernitana, Verona e Milan.

    Uno score da neopromossa, dissonante con il valore della rosa e per quanto pesa il monte ingaggi sull'area del club predisposta a occuparsi delle finanze.

    Ma ridurre tutto alle ultime tre partite giocate sarebbe riduttivo. Perché l'avvio di 2023/2024 è in realtà in linea con l'onda lunga della fine della passata stagione.

    Nelle ultime 11 gare di campionato a cavallo tra i due tornei, la Roma ha vinto solamente contro lo Spezia nell'ultima giornata della passata stagione.

    Un successo che ha garantito un posto in Europa League, minestrina consolatoria dopo la grande delusione (anche e soprattutto causa arbitro Taylor) della finale di Europa League persa ai rigori con il Siviglia.

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  • CONDIZIONE FISICA PRECARIA

    Ma la crisi della Roma non si esprime solamente in termini di risultati. A Trigoria c'è, o meglio è tornato, il problema infortuni.

    Sono già 8 i calciatori ad aver accusato problemi di natura muscolare. E sarebbe troppo facile addossare la colpa ai soliti "sospetti" come Renato Sanches e Dybala, storicamente più propensi a stop per guai fisici.

    Il lavoro svolto in estate al momento non sembra stia restituendo i frutti sperati. C'è chi cassa la situazione maledicendo le stelle come Don Ferrante ne "I Promessi Sposi".

    Sorte che però non venne chiamata in causa due stagioni fa, quando il lavoro dello staff di Mourinho preservò gran parte della rosa da infortuni di lunga durata.

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  • TUTTO SU DYBALA E LUKAKU

    La doppia speranza in questo momento è rappresentata dalla coppia Dybala-Lukaku. Un tandem che sulla carta può far sognare, ma che poi traslato sul piano della realtà ancora non ha avuto modo di trovare forma.

    I due partiranno per la prima volta insieme contro l'Empoli e vedremo l'intesa che avranno sul rettangolo verde. Difficile immaginar eperò che due calciatori che parlano la stessa lingua calcistica non trovino intesa in rapido tempo.

    Il problema è piuttosto addossare su due soli calciatori, di cui uno storicamente propenso a stop per infortunio e l'altro preso a tempo determinato, la responsabilità di caricarsi la squadra sulle spalle per tutta la stagione.

    Prima dell'arrivo del belga, Mourinho ha parlato di una Roma "tra il quinto e l'ottavo posto". Prima della gara contro l'Empoli ha invece rivolto ai giornalisti l'invito ad essere meno pessimisti.

    Era stato ottimista lui quindi, quando vedeva i giallorossi in uno slot di classifica non troppo esaltante?

  • FUTURO INCERTO

    Di precario tra Trigoria e Via Tolstoj non ci sono solamente le fibre muscolari dei calciatori. La Roma ha iniziato la sua annata con una serie di pendenze tutte da sciogliere.

    Quale sarà il futuro di Mourinho? E quello di Tiago Pinto? Quanti e quali dei calciatori in rosa faranno ancora parte del progetto l'anno prossimo?

    Tre questioni che almeno per il momento tengono con il fiato sospeso i tifosi. In particolar modo la prima, dato che captando la vox populi i romanisti sembrano più propensi a immaginare il proprio futuro senza il General Manage e tanti calciatori rispetto a uno senza lo Special One in panchina.

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  • (ANCORA) NULLA SEMBRA PERDUTO

    Tenute in considerazione le criticità e le difficoltà del momento, la Roma ha ancora tutto il tempo per rimettersi in carreggiata.

    Mourinho in questo senso rappresenta la garanzia più importante che c'è a Trigoria, ma anche da lui ci si aspetta qualcosa in più.

    Il gioco non migliorerà (e lo stadio inizia a capirlo), ma devono farlo i risultati e più in generale tutta la squadra sul piano della tenuta fisica e mentale nell'approccio alle partite.

    La stagione è lunga e guai a celebrare il funerale di Mourinho e della Roma in anticipo rispetto ai tempi. Soltanto il passare delle settimane svelerà la realtà sul valore della squadra e del grip che esercita lo Special One sullo spogliatoio.

  • ANCORA TOTTI

    Uscendo dal campo, la speranza di molti è quella di rivedere Francesco Totti entrare a Trigoria nei panni di dirigente.

    Un messaggio che Mourinho ha fatto passare per vie intermezze ed è stato subito raccolto dai media e dal tam tam social.

    Gli interrogativi sul Capitano sono però tantissimi. Assodato il fatto che Totti tornerebbe domani alla Roma, luogo che gli appartiene quasi più di casa sua, bisognerebbe capire in che veste.

    Sarebbe contento di un ruolo di rappresentanza? O vorrebbe un ruolo operativo? E qualora fosse quest'ultimo lo scenario, quale sarebbe la sua area di competenza e con quali credenziali gli verrebbe affidato?

    Infine la domanda forse più banale ma anche quella più importante di tutte: ma i Friedkin vogliono veramente un profilo come Totti in società?

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