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Romelu Lukaku Inter Simone Inzaghi Antonio ConteGetty Images

Cosa non ha funzionato tra Lukaku e Inzaghi all'Inter e le differenze con Conte: un rapporto mai decollato

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San Siro è pronto ad accogliere nuovamente Romelu Lukaku e anche questa volta il clima nei suoi confronti sarà tutt'altro che amorevole.

Quella dell'attaccante belga è già la seconda sfida da ex a Milano dopo la sconfitta di misura rimediata la scorsa stagione con la maglia della Roma.

Il giocatore del Napoli affronta ora l'Inter per una gara valevole per la prima posizione in Serie A: ad attenderlo c'è Simone Inzaghi, tecnico con cui il rapporto non è mai decollato.

  • IL RITORNO A SAN SIRO DA "ANTAGONISTA"

    Lukaku torna al Meazza poco più di un anno dopo per affrontare la sua ex squadra: nella scorsa stagione - ovvero nella prima sfida da ex - il suo ingresso a San Siro fu accolto da 30.000 fischietti, simbolo della delusione dei tifosi nerazzurri per la sua partenza improvvisa e silenziosa.

    L'attaccante belga, protagonista di quell’Inter vincente del 2021, ha lasciato un vuoto tra i suoi ex sostenitori, che non gli hanno mai perdonato di essersi allontanato in modo così brusco, negandosi perfino agli amici e ai dirigenti in quei giorni di caos estivo.

    La prima gara da "antagonista" con la maglia della Roma non ha portato i risultati da lui sperati, con la difesa nerazzurra che lo ha quasi totalmente annullato: ora il classe '93 è pronto a prendersi la sua personale rivincita, questa volta con il Napoli.

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  • IL RAPPORTO CON INZAGHI E LA ROTTURA DI ISTANBUL

    Il rapporto tra Lukaku e Inzaghi non si è mai totalmente consolidato, anzi, tutt'altro: nella sua ultima stagione nerazzurra, l'attaccante belga ha particolarmente sofferto le scelte del tecnico ex Lazio, che gli ha spesso preferito Dzeko nel ruolo di terminale offensivo al fianco di Lautaro Martinez.

    Il vero e proprio "strappo" però è arrivato nella finale di Champions League, poi persa contro il Manchester City, ad Istanbul: il classe '93 non accettò minimamente la scelta del suo allenatore di tenerlo in panchina nella gara più attesa dell'anno.

    Da lì a poco, nel corso dell'estate, Lukaku deciderà dunque di lasciare Milano per la seconda volta, voltando le spalle non solo ad Inzaghi, bensì a tutto il gruppo, tra cui compagni di squadra e amici con il quale aveva ottenuto grandi risultati fino a quel momento.

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  • LUKAKU E QUELLO SGARBO AD INZAGHI

    Nonostante Inzaghi lo avrebbe riaccolto nuovamente a braccia aperte nel corso della passata stagione, quando l'Inter cercava un giocatore nel ruolo di vice-Thuram, Lukaku ha ignorato categoricamente l'interesse nerazzurro.

    Ma questo non è l'unico episodio in cui l'attaccante belga ha dimostrato di non apprezzare particolarmente la figura dell'attuale allenatore dell'Inter: lo scorso anno, infatti, quando si è trattato di votare, come capitano del Belgio, il migliore allenatore della stagione 2022/23, Big Rom ha totalmente escluso Inzaghi dalla sua lista.

    Al primo posto il belga aveva votato Guardiola, scegliendo poi Xavi per la seconda posizione, ovvero il tecnico del Barcellona eliminato nel girone proprio dall’Inter. E al terzo posto il nome indicato dal classe '93 fu quello Spalletti, ignorando così Inzaghi, arrivato poi comunque terzo nella classifica finale.

  • I NUMERI CON CONTE E CON INZAGHI

    La stagione migliore di Lukaku all'Inter fu senz'altro quella del 2020/21, ovvero quella dello Scudetto con Conte in panchina, tecnico che lo ha sempre fatto sentire un protagonista indiscusso all'interno della propria squadra: in quell'annata l'attaccante belga totalizzò 30 goal e 10 assist in 44 partite tra Serie A, Champions League e Coppa Italia.

    Quando tornò a Milano nel 2022/23, con Inzaghi in panchina, le cose cambiarono completamente: il belga realizzò 14 reti in tutte le competizioni (in 37 gare disputate), diventando così una riserva di lusso alle spalle di Dzeko.

    C'è da dire però che nella prima parte di quell'ultima stagione, Lukaku fu rallentato da un infortunio muscolare che lo tenne ai box per lungo tempo e, una volta tornato al massimo della sua forma in primavera, riuscì a dimostrare tutto il suo valore.

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