Alla sua prima stagione all'Inter Yann Sommer vince la classifica relativa alle porte inviolate della Serie A 2023/24: 19. È un numero importante per un debuttante nel massimo campionato italiano, ma è parte di un'annata dominata dalla formazione di Simone Inzaghi, quella della seconda stella conquistata aritmeticamente contro il Milan a San Siro a fine aprile.
È fondamentale ricordare l'impatto dello svizzero in nerazzurro perché, per dirne una, pur non essendo il più carismatico dei tre, né André Onana, né Samir Handanovic e neppure Julio Cesar, per citare uno dei suoi predecessori che ha fatto la storia del club, sono riusciti a concludere tante partite senza subire goal in Serie A in una stagione (Handanovic era arrivato a 17 nei campionati 2017/18 e 2018/19).
L'annata, almeno in Europa, termina agli ottavi di finale di Champions League contro l'Atletico Madrid. Il voto, comunque, non può che essere positivo.
La seconda stagione all'Inter per Sommer è anche quella dell'arrivo del suo erede, Josep Martinez, ma lo svizzero mantiene ovviamente la titolarità, pur concedendo qualcosa in più (32 goal subiti a fronte delle 13 porte inviolate, rispetto ai 19 goal subiti e i 19 clean sheet dell'anno precedente).
Chiaramente viene risucchiato, come tutti, dal vortice degli eventi che porterà l'Inter di Inzaghi a perdere sia la corsa alla Coppa Italia, sia quella allo Scudetto. E, infine, la finale di Champions League contro il PSG.
A Monaco di Baviera, però, i nerazzurri ci arrivano soprattutto grazie a lui e alle sue parate contro il Barcellona: quella su Lamine Yamal la più difficile.
"Perché era più vicino", ha spiegato poche settimane fa a RSI.
È la sintesi dell'intervento perfetto: Yamal è un fenomeno. Si avvicina, entra in area e fa partire un rapidissimo mancino a giro che Sommer devia in angolo, costringendo Alessandro Bastoni a esultare in maniera plateale.
La terza e ultima stagione in nerazzurro non è la più difficile dal punto di vista numerico, quanto da quello mentale. Sullo svizzero iniziano a piovere critiche già dal Derby d'Italia perso all'Allianz Stadium a metà settembre, con 4 goal subiti. Un chiaro e semplice flashback di quanto capitato ad Handanovic nella stagione 2022/23: c'è chi parla di insicurezza, chi di un momento perfetto per l'avvicendamento in porta a favore di Martinez.
Gli eventi che hanno visto, suo malgrado, protagonista il portiere ex Genoa hanno frenato forse un cambio generazionale di cui, possiamo dirlo, non c'era bisogno in maniera così urgente come, al contrario, pensavano i tifosi nerazzurri.
Insomma: adesso, con due trofei in bacheca, è facile scordare i dubbi e le perplessità generate dall'addio di Simone Inzaghi e la fragilità, soprattutto difensiva, della primissima Inter di Cristian Chivu. Non era facile, possiamo ammetterlo adesso, no?
Vogliamo essere più concreti, pur sapendo che il calcio non è tutto numeri e dati: Sommer lascia l'Inter con 66 porte inviolate e 120 goal subiti in 139 partite complessive. E quattro trofei: due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Alla faccia di chi lo considerava solo di passaggio.