Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Conte gfx Napoli gfxGOAL

Cos'è cambiato nel Napoli di Conte: dopo Verona ha un rendimento difensivo da Scudetto

Pubblicità

Il Napoli è primo in classifica da solo. Ed è un evento vero e proprio: non accadeva dall'ultima giornata del campionato 2022/2023. Ovvero dalla magica stagione dello Scudetto con Luciano Spalletti. Il quale, peraltro, domenica sera era era presente al Maradona per il posticipo col Monza. Tutto torna.

Torna anche quel vecchio adagio del calcio: una buona squadra inizia da un buon portiere. Il Napoli ne ha due, ovvero Alex Meret ed Elia Caprile. Ma una buona squadra inizia soprattutto da una buona fase difensiva: il Napoli spallettiano ce l'aveva, ha chiuso quel campionato con appena 28 goal al passivo, e questa versione azzurra lo sta imitando.

Perché è proprio questa una delle chiavi del Napoli che da domenica guarda tutti dall'alto verso al basso: la solidità difensiva. In barba a Kvaratshelia, a Lukaku e alle stelle d'attacco a disposizione di Conte.

  • UNA RETE AL PASSIVO SU RIGORE

    Il Napoli non ha la miglior difesa del campionato: primato che spetta alla Juventus, capace di non incassare neppure una rete nelle prime sei giornate, unica in Europa. Al secondo posto c'è l'Empoli ancora imbattuto, la sorpresa del torneo. E poi, appunto, i partenopei: 4 goal al passivo.

    Se si fa un giochino e si esclude la partita di Verona, quel disastro in piena regola compiuto dal Napoli a metà agosto, ecco che la situazione cambia e di parecchio. Dalla seconda giornata in poi, la squadra di Conte ha subìto appena una rete: peraltro su rigore, segnato dal parmense Bonny.

    In totale fanno cinque partite e una rete al passivo. Cinque partite che diventano sei, includendo anche il netto 5-0 inflitto al Palermo in Coppa Italia.

  • Pubblicità
  • LA FASE D'ASSESTAMENTO

    Intendiamoci: non è che il Napoli, in questo periodo di tempo, abbia giocato tutte le partite con la pipa in bocca. Ha sofferto, ha rischiato, ha sgocciolato sudore. E mica solo per le temperature atmosferiche.

    Non tanto contro il Bologna, la gara del riscatto, vinta piuttosto agevolmente alla seconda giornata: col Parma e poi col Cagliari. I ducali sono stati piegati dalla rimonta finale firmata Lukaku-Anguissa, dall'espulsione di Suzuki, ma anche da un clamoroso miracolo nel finale di Meret. Che poi si è ripetuto alla Unipol Domus.

    Una fase d'assestamento che ha portato sei punti su sei. E che ha consentito al Napoli di iniziare il proprio percorso verso l'alto, prima di rimanere imbattuto sia contro la Juventus che contro il Monza.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Napoli MonzaGetty Images

    L'INSERIMENTO DI BUONGIORNO

    Se è vero che un singolo calciatore non può modificare le sorti di una squadra, l'inserimento di Alessandro Buongiorno ha consentito a Conte di poter lavorare a pieno regime su una fase difensiva carente.

    L'ex centrale del Torino, schierabile in una retroguardia a due o a tre sia centralmente che da terzo, è l'erede di Kim Min-jae che il Napoli non ha acquistato un anno fa. Ha esordito contro il Bologna, nella prima partita convincente del Napoli, e i risultati si sono visti immediatamente.

    "Buongiorno può essere una colonna del Napoli per anni": così parlava Conte in estate, prima dell'inizio della Serie A. L'età (25 anni) è pienamente dalla sua parte.

  • EQUILIBRIO

    Di tutto questo, di un equilibrio ritrovato e del giusto rapporto tra goal segnati e goal subiti, ha parlato Conte nella conferenza stampa post-Monza:

    "L'equilibrio parte sempre dalla disponibilità dei giocatori di lavorare sia nella fase difensiva che nella fase offensiva. Questo è molto importante, al di là del modulo e della varie situazioni. La disponibilità e la voglia di lavorare in entrambe le fasi ti permettono di avere questo equilibrio. Avete visto il lavoro di Politano? E nonostante questo ha segnato. Questo è quando l'io viene messo a disposizione della squadra. Dobbiamo lavorare col noi, ai ragazzi lo ripeto ogni giorno. Si stanno mettendo a disposizione della squadra sacrificando alcune caratteristiche proprie. Politano oggi ha fatto una grandissima partita in fase difensiva e nella costruzione".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • RITORNO AL PASSATO

    Le somiglianze tra il Napoli di Conte e il Napoli di Spalletti, oggi, si sprecano. A partire dal nuovo modulo implementato dall'ex allenatore di Juventus e Inter: un 4-2-3-1 leggibile come 4-3-3, perché molto dipende dalla posizione in campo di Scott McTominay, l'erede di Piotr Zielinski.

    Sistema tattico inedito per Conte, divenuto celebre e vincente grazie all'utilizzo massiccio della difesa a tre. Appena ne ha visto l'occasione, Antonio non si è fatto scrupoli nel cambiare e nell'abbandonare la vecchia strada, capendo come gestire tatticamente la propria squadra. E i risultati gli stanno dando ragione.

    Il Napoli è una squadra compatta, che sa quando deve attaccare e sa quando deve rifiatare: l'esempio perfetto è la partita contro il Monza, dominata per un tempo e gestita per l'altro. Con i brianzoli che, in pratica, pur giocando quasi solo nella metà campo ospite non hanno mai calciato in porta. L'esempio perfetto di che cosa sia oggi la nuova capolista della Serie A.

0