Se ne parla poco, ma non è certo la prima volta che accade. Spesso, negli ultimi decenni, le nazioni che hanno ospitato importanti manifestazioni sportive, dai Mondiali agli Europei, passando per tornei continentali e Olimpiasi, sono state accusate di aver messo in atto una strage di cani e gatti randagi in vista dell'arrivo di migliaia di tifosi nelle proprie città. Stavolta è il turno del Marocco, che ha appena ospitato la Coppa d'Africa e che nel 2030 vivrà il Mondiale al pari di Spagna e Portogallo.
Il The Athletic, dipartimento sportivo del New York Times, ha pubblicato sul proprio sito un'importante inchiesta su quanto sta accadendo negli ultimi anni nelle maggiori città del Marocco, specialmente a Marrakech, così da descrivere, insieme al bello del calcio e dello sport, anche tutto l'orrore presente nelle strade del paese, che animali, soprattutto cani ma anche gatti randagi, devono sopportare al pari della popolazione locale, terrorizzata per il destino degli stessi, spesso di loro proprietà.
L'inchiesta del The Athletic racconta di un edificio ai margini di Marrakech, a pochi km dal quartiere Gueliz, un ex mattatoio in cui diversi furgoni portano i cani randagi: si tratta di una delle varie strutture con cui la città cerca di "gestire la sua popolazione di cani randagi".
