Dicono che dopo un brutto ko non ci sia niente di meglio che tornare subito in campo, e in molte occasioni forse è vero. Solo che, probabilmente, non è il caso del Napoli. Non il Napoli visto negli ultimi tempi, almeno.
I campioni d'Italia in carica hanno perso malamente contro la Juventus. E ora alle porte c'è un'altra gara fondamentale per una stagione che ha preso una brutta piega: mercoledì al Maradona arriva il Chelsea e sarà una sfida da dentro o fuori, perché o l'avventura in Champions League proseguirà coi playoff o si interromperà bruscamente. Vie di mezzo non ce ne sono.
In un senso o nell'altro, questo è il momento più delicato da quando Antonio Conte siede sulla panchina del Napoli. Anche più di novembre, più del post Bologna, quella settimana infuocata in cui le voci di dimissioni o di rottura avevano insidiosamente cominciato a rincorrersi.
Il motivo è chiaro: il Napoli, che pure si metteva in bacheca la Supercoppa Italiana solo poche settimane fa ed è comunque ancora in corsa in Coppa Italia, rischia di ritrovarsi fuori praticamente da tutto il resto già a gennaio. Il che, per un vincente come Conte, sarebbe un inedito praticamente assoluto.




