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Antonio Conte Copenaghen NapoliGetty Images

Conte amaro dopo Copenaghen-Napoli: "Il nostro livello non è all'altezza della Champions"

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Il Napoli si fa male da solo e fa divampare amarezza in Antonio Conte.

L'allenatore leccese non usa mezze misure per commentare la prova double face degli azzurri, che a Copenaghen hanno gettato al vento un ottimo primo tempo facendosi riprendere sul pari nonostante l'uomo in più.

Ecco cosa ha detto Conte, a Sky, al termine del match.

  • "NIENTE ATTENUANTI, DEVI VINCERLA"

    "Dev'esserci delusione, perché era una partita che si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e farci compiere uno step in avanti. Potremmo avere mille attenuanti, ma no. La partita si era messa in una situazione talmente favorevole che devi vincerla. Per la quarta volta consecutiva in Champions, fuori casa, abbiamo dimostrato di fare fatica".

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  • "IL NOSTRO LIVELLO NON È DA CHAMPIONS"

    "Eravamo in 11 contro 10 e, al netto delle assenze e della stanchezza, la stai vincendo e devi vincerla. C'è delusione perché non ci siamo riusciti, significa che il nostro livello non è all'altezza di questa competizione. Mea culpa da parte di tutti, devi portarla a casa punto e basta. C'è poco da parlare bensì molto da essere arrabbiati con noi stessi, forse non abbiamo percepito l'importanza della posta in palio. Ce la siamo messa in salita da soli".

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  • "CON LA JUVE QUANTI SAREMO? 10, 11, 12?"

    "Siamo a fine gennaio, cerchiamo di fare del nostro meglio con chi è a disposizione, lavorando e cercando di offrire la miglior versione di noi. A Copenaghen aevamo una grande occasione e invece siamo riusciti a rovinarcela, deve farci riflettere.

    Da mercoledì conteremo quanti siamo per preparare la Juve: quanti siamo? 10, 11, 12?".

  • "SE NON CI DÀ FASTIDIO VUOL DIRE CHE NON VOGLIAMO CRESCERE"

    "L'input era entrare in campo nella ripresa sapendo di avere la partita in mano e cercare di fare secondo e terzo goal, perché poi capita l'episodio e ti lecchi le ferite. Ed è accaduto. Dispiace perché nonostante mille attenuanti che potremmo avere devi vincerla, la stavi dominando e invece siamo riusciti a complicarci tutto. Queste cose devono darci fastidio, altrimenti vuol dire che non vogliamo crescere. Alla luce dell'importanza della partita e con l'uomo in più, far tornare in partita il Copenaghen non esiste. Devi entrare incazzato dal primo all'ultimo minuto, altrimenti rischi sempre la beffa. È un pareggio che fa molto male e deve far male anche ai miei calciatori".

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