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Come il Barcellona è tornato il Barcellona: otto goal tra Bayern Monaco e Real Madrid, il ruolo di Flick

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Quattro goal segnati al Bayern Monaco mercoledì, altri quattro rifilati al Real Madrid in casa sua tre giorni dopo. Sì, ora possiamo dirlo, il Barcellona (quello vero) è tornato.

In realtà rispetto al recente, deludente, passato in campo è cambiato poco. Anzi pochissimo. Anche perché le finanze del club, a differenza di quelle del Real Madrid, non permettono follie.

La vera novità riguarda quindi la gestione dalla panchina, dove un po' a sorpresa qualche mese fa è arrivato Hansi Flick per sostituire l'ex bandiera Xavi.

  • CAMBIO A SORPRESA

    Lo scorso aprile il presidente Laporta annuncia ufficialmente la conferma di Xavi.

    Il tecnico già a gennaio voleva lasciare la panchina blaugrana a causa degli scarsi risultati e delle pesanti critiche ricevute, ma su pressione della dirigenza viene convinto a restare.

    "Xavi ha espresso il piacere di restare al Barcellona, proseguendo il progetto che è stato avviato. Siamo molto felici di ciò, è un'eccellente notizia per il Barça. La stabilità è la chiave per i progetti di successo e Xavi è un vero 'barcelonista'", dichiara Laporta in conferenza.

    Neppure un mese dopo, però, le cose cambiano radicalmente col presidente che dà il benservito a Xavi per accogliere Hansi Flick.

    Il motivo? Alcune dichiarazioni rilasciate da Xavi secondo cui il Barcellona avrebbe fatto fatica ad essere competitivo a causa delle difficoltà economiche in cui versa il club.

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  • UN MERCATO 'POVERO'

    In realtà le mosse del Barcellona sul mercato estivo confermano le difficoltà paventate da Xavi.

    I blaugrana sognano per tutta l'estate Nico Williams, eroe della Spagna, ma l'esterno resta a Bilbao così in Catalogna arriva 'solo' Dani Olmo.

    In compenso il Barcellona non perde nessun pezzo pregiato e riparte intorno al nuovo gioiello della Masia, Lamine Yamal.

    In pochi però pensano che possa bastare per contrastare il Real Madrid, che a Vinicius e Bellingham aggiunge un certo Mbappé.

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  • LE IDEE DI FLICK

    Poco male perché, come sempre, l'ultimo responso spetta al campo dove il Barcellona di Flick sta letteralmente volando.

    I blaugrana dopo il trionfo del Bernabeu guidano la classifica in Liga con 30 punti nelle prime 11 giornate. Un percorso quasi netto, fatta eccezione per la sconfitta in casa dell'Osasuna.

    Quello di Flick è un calcio verticale, molto diverso dal tiki taka di guardiolana memoria. Un calcio che funziona, come dimostrano i 37 goal segnati solo in campionato dal Barcellona.

    "Ho studiato la scuola olandese e imparato tutto su Johann Crujiff. Non mi considero molto distante dall'idea di calcio che animava il Barcellona in passato", ha dichiarato Flick.

    Il resto lo sta facendo il grande feeling tra il tecnico tedesco e Robert Lewandowski, col quale ha già vinto il Triplete ai tempi del Bayern Monaco. Lo stesso tecnico che ha rilanciato Raphinha, protagonista assoluto del nuovo corso dopo essere stato ad un passo dall'addio.

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  • IL SEGRETO SI CHIAMA MASIA

    Principi chiari certo, ma anche tanto talento in campo. Così è rinato il vero Barcellona. Una gioia per gli occhi di chi ama il calcio.

    Dietro a Lamine Yamal, uno che a 17 anni ha già battuto decine di record e destinato a riscrivere la storia di questo sport, crescono tantissimi altri giovani.

    Il segreto del Barcellona d'altronde, da sempre, si chiama Masia: da Cubarsì a Marco Casado, fino a Sergi Dominguez, Hector Fort e Pau Victor. Senza dimenticare Inaki Pena, portiere ex canterano che non sta facendo rimpiangere ter-Stegen e lascia in panchina Szczesny.

    Il talento da quelle parti insomma abbonda e Flick sta trovando il modo per sfruttarlo nel migliore dei modi, senza bruciarlo. Anche nel calcio moderno, a volte, non servono solo i milioni per vincere e divertire: la lezione del Barcellona insegna.

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