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Kolo Muani AlajbegovicGetty Images

Come giocherà la Juventus con Kolo Muani e Alajbegovic: il modulo di Spalletti, chi sarà titolare e chi no

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All'improvviso, ecco la Juventus. Un mercato bloccatissimo si è finalmente stappato. E in poche ore i bianconeri hanno di fatto messo a segno un doppio colpo: prima Randal Kolo Muani, poi Kerim Alajbegovic.

Kolo Muani sta per arrivare dal PSG in prestito oneroso con obbligo di riscatto, per una cifra superiore a 45 milioni di euro. Operazione a titolo definitivo invece per Alajbegovic, per il quale i bianconeri hanno trovato un accordo con il Bayer Leverkusen in cambio di 33 milioni più bonus, per un totale di 40 milioni.

Inizia così a prendere forma la Juventus che dovrà necessariamente andare a caccia del riscatto dopo l'ultima stagione. Una Juve che non giocherà la Champions League, una Juve che la Champions tenterà di riconquistarla dopo una stagione d'assenza.

Ci proverà con Kolo Muani e Alajbegovic, in attesa di capire come Luciano Spalletti deciderà di usarli. Già: come potranno giocare i due a Torino?


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  • KOLO MUANI È IL VERO DOPO VLAHOVIC

    Per quanto riguarda Kolo Muani, pochi dubbi: è stato preso per portare maggiore qualità e peso specifico a un attacco pesantemente in sofferenza, specialmente dopo l'addio di Dusan Vlahovic.

    Il serbo se n'è andato e a meno di clamorose sorprese non tornerà, Openda è appena passato al Lione. In rosa ci sono solo il deludente David e Milik, pure lui per nulla certo di rimanere. Oltre a Ekhator, che si è già fatto male nella prima amichevole giocata contro il Basilea.

    Kolo Muani sarà titolare con Spalletti, dunque? La risposta, almeno sulla carta, è sì. L'ex giocatore del PSG sarà il punto di riferimento offensivo dell'ex ct della Nazionale, che peraltro avrebbe spinto con la società per arrivare alla sospirata chiusura dell'operazione, un anno e poi sei mesi dopo gli altri tentativi andati a vuoto.

    Il francese, che è uscito dal giro della propria selezione e non è stato convocato da Deschamps per i Mondiali, conosce peraltro bene sia Torino che la Serie A: ci ha giocato nella seconda parte del 2024/25, segnando 8 volte in 16 presenze di campionato e aiutando la squadra allora allenata da Igor Tudor ad andare in Champions League.

    E David? Titolare quasi per necessità per larghi tratti della scorsa stagione, nonostante un rendimento complessivamente negativo, dovrà riconquistarsi il posto. Dopo l'arrivo di Kolo Muani scalerà in seconda fila nelle gerarchie di Spalletti. Nemmeno il Mondiale, in questo senso, ha deposto a suo favore.

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  • Randal Kolo MuaniGetty Images

    L'ALTERNATIVA: KOLO MUANI ESTERNO

    Kolo Muani, insomma, nei piani di Spalletti farà l'attaccante puro. Perché è proprio quel che serve in questo momento alla Juventus. Però l'ex giocatore dell'Eintracht Francoforte ha un altro pregio: sa cavarsela in più posizioni là davanti.

    Nel corso della propria carriera, RKM è stato schierato anche come esterno destro d'attacco. Sia in un 4-3-3 che in un 4-2-3-1. E sia a livello di club che nella Francia.

    Proprio lì lo ha utilizzato Roberto De Zerbi nella parte finale della soffertissima stagione del Tottenham, chiusa con la salvezza all'ultima giornata in Premier League: da esterno. Anche perché il rendimento come punta, perlomeno in campionato, è stato di basso livello: appena un goal segnato.

    Kolo Muani avrà dunque la possibilità di fornire un'alternativa tattica a Spalletti. E, di conseguenza, di giocare assieme a un altro attaccante, che si tratti di David o di chicchessia.

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  • LE TANTE FACCE DI ALAJBEGOVIC

    Per quanto riguarda Alajbegovic, gli scenari sono ancora di più rispetto a quanti ne offra Kolo Muani. Tradotto: il bosniaco è aperto ad ancora più ruoli in campo, anche se rigorosamente sulla trequarti.

    Il ruolo preferito del gioiello bosniaco, che a marzo ha contribuito ad eliminare l'Italia ed è reduce dalla disputa dei Mondiali, è quello di esterno sinistro in un 4-2-3-1. Solo che c'è un problema: è la stessa fetta di campo ricoperta da Kenan Yildiz, che della Juventus è la stella e che chiaramente non è sul mercato.

    Le opzioni, fermo restando che Alajbegovic dovrà entrare in sintonia con la Juve e adattarsi al campionato italiano guadagnandosi così il posto, sono dunque parecchie. E portano altrove sul terreno di gioco. Perché è complicato pensare che Kerim possa essere semplicemente un vice Yildiz, considerando sia la sua qualità che il suo costo.

    Ecco dunque che i due potrebbero giocare insieme, uno da esterno sinistro e l'altro da 10. Sia Yildiz che Alajbegovic, in questo senso, hanno già agito più centralmente nel corso delle rispettive carriere. Sempre ricordando che in rosa c'è pure Weston McKennie, tra i migliori nel 2025/26.

    Ma Alajbegovic sa fare benissimo anche l'esterno a destra: lo abbiamo visto giocare lì sia nei club che con la Bosnia. E dunque occhio alle situazioni di chi c'è ora da quella parte: Chico Conceiçao, per il quale parla di Liverpool e Manchester United, ed Edon Zhegrova, che ha un contratto fino al 2030 ma è reduce da un'annata da dimenticare.

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  • SpallettiGetty Images

    COME GIOCHERÀ LA NUOVA JUVENTUS

    Come giocherà dunque la nuova Juventus? Intanto è bene partire dal modulo: dovrebbe essere un 4-2-3-1, sistema tattico che Spalletti ha usato solo a sprazzi da quando è arrivato a Torino, alternandolo con un 3-4-2-1. Fermo restando che gli uomini, più o meno, erano gli stessi: cambiavano le mansioni in campo.

    Kolo Muani, come già spiegato, di base sarà titolare con David in seconda fila: farà la punta unica con tre trequartisti alle sue spalle. Alajbegovic dovrà invece guadagnarsi il posto, sia guardando all'affollamento attuale della trequarti di Spalletti che al suo percorso di crescita: ha talento, ma fin qui ha giocato solo nella Bundesliga austriaca a livello di prima squadra. A meno che, appunto, Conceiçao non lasci Torino entro settembre.

    Questa, sempre in attesa di un nuovo portiere e di ulteriori novità dal mercato, è insomma la Juventus attuale con Kolo Muani e Alajbegovic. La Juventus del riscatto, con una missione (iniziale) ben chiara: tornare in Champions League.

    JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly (Celik), Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceiçao (Alajbegovic), McKennie (Alajbegovic), Yildiz; Kolo Muani. All. Spalletti

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