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Mykhailo Mudryk Chelsea 2022-23Getty Images

Come fa il Chelsea a rispettare il Fair Play Finanziario?

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Il calciomercato invernale 2023 ha visto come assoluto protagonista il Chelsea. Reduce dal passaggio di proprietà da Roman Abramovich all'imprenditore Todd Boehly, il club londinese sta vivendo una stagione negativa sul campo.

Motivo per il quale la nuova gestione ha investito cifre monstre per aggiudicarsi calciatori di primissimo piano.

Oltre a Joao Felix, Fofana, Badiashile e Andrey Santos, il Chelsea ha acquistato anche Mychajlo Mudrik dallo Shakhtar Donetsk per ben 70 milioni di euro e soprattuto Enzo Fernandez dal Benfica per 121.

Cifre che destano attenzione, soprattutto in ottica Fair Play Finanziario. Ma il clib di Stamford Bridge sembra aver trovato il modo di non farsi sanzionare. Vediamo come.

  • IL FATTURATO DEL CHELSEA

    In base ai dati forniti da Deloitte Football Money League, il Chelsea risulta avere un fatturato di 568 milioni di euro. Decisamente pochi rispetto ai soldi investiti in sede di mercato.

    Tra agosto e gennaio, il club inglese ha infatti sborsato, solo per i cartellini ben 611 milioni di euro. Senza considerare gli ingaggi e tutte le altre spese che un club è solito sostenere.

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  • LA FURBATA DEL CHELSEA

    Il nuovo proprietario del Chelsea ha fatto firmare ai nuovi acquisti dei contratti molto lunghi. Un esempio? Quello di Mudryk, che si è unito ai Blues per 8 anni e mezzo. Lo stesso contratto di fernandez.

    In questo modo, il costo del cartellino dei giocatori non pesa tutto su una singola stagione, ma vengono ammortizzati nel corso di tutti gli anni per cui il calciatore firma.

    Per capire meglio il discorso: i cartellino di Fernandez e Mudryk, costati rispettivamente 70 e 130 milioni di euro, peseranno a bilancio 8 e 16 milioni a stagione.

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  • NESSUNA RESTRIZIONE

    In base al regolamento UEFA, la durata massima di un contratto di un calciatore sarebbe di 5 anni, ma viene riconosciuta alle federazioni la facoltà di prevedere una durata diversa in base alle leggi nazionali. Il Regno Unito, non prevede dunque limitazioni all'estensione dei contratti.

    Il Chelsea ha dunque sfruttato un vuoto normativo, che però la UEFA sta cercando di colmare al più presto per limitare questo modus operandi.

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