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Brescianini Fabbian SohmGetty Images

Come cambia la Fiorentina a centrocampo: da Sohm e Richardson a Brescianini e Fabbian, per Vanoli è un upgrade

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In attesa che il lavoro di Fabio Paratici inizi concretamente, il che avverrà solo all'inizio di febbraio, la Fiorentina sta facendo sul serio durante il mercato invernale. Specialmente a centrocampo, considerato evidentemente il reparto più bisognoso di rinforzi.

Due sono i volti nuovi per la rosa di Paolo Vanoli. Uno è già stato ufficializzato, ovvero Marco Brescianini, mentre Giovanni Fabbian è in arrivo dal Bologna: l'operazione è destinata a concretizzarsi nei prossimi giorni, se non già nelle prossime ore.

Due sono anche i giocatori che nella seconda parte della stagione non indosseranno la maglia viola: Simon Sohm si prepara a passare proprio al Bologna nell'ambito di uno scambio con Fabbian, mentre Amir Richardson è destinato al Copenhagen, squadra che peraltro questa sera affronterà il Napoli in Champions League.

Numericamente cambia poco. Dal punto di vista della qualità, invece, cambia parecchio. In meglio, almeno in linea teorica e in attesa del verdetto sovrano del campo.

  • Amir Richardson FiorentinaGetty Images

    VIA DUE ELEMENTI SENZA SPAZIO

    Sohm ha giocato 16 partite in campionato fino a questo momento, ma solo una rimanendo in campo dal primo all'ultimo minuto: nella gara d'esordio del torneo, pareggiata 1-1 sul campo del Cagliari alla fine di agosto.

    L'ex centrocampista del Parma, autore di una buona stagione con i crociati al suo primo anno in Serie A, è stato uno dei potenziali colpi dell'estate viola nel 2025. Ma praticamente mai è riuscito a conquistarsi le lodi della piazza, perdendo quasi completamente spazio con Vanoli: è rimasto in panchina in tre delle ultime sei partite, giocando al massimo una ventina di minuti nelle altre tre. Un solo goal segnato (ma in Conference League), più un assist all'attivo.

    Non lascerà rimpianti nemmeno Richardson, arrivato 12 mesi prima. Il figlio dell'ex cestista Sugar ha messo in mostra buone qualità tecniche nonostante l'altezza, ma è spesso sembrato incapace di tradurle in qualcosa di davvero concreto. Volerà in Danimarca dopo aver fatto scena muta da agosto a oggi (appena due presenze), prima di essere messo del tutto ai margini da Vanoli.

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  • COSA PORTA FABBIAN ALLA FIORENTINA

    L'arrivo di Fabbian alza la qualità e la presenza nel centrocampo della Fiorentina. Il giocatore uscito dalle giovanili dell'Inter, peraltro, ha appena segnato proprio ai viola: domenica è stato lui a battere di testa De Gea, riaprendo parzialmente il Derby dell'Appennino comunque finito 2-1 per la squadra di Vanoli.

    Corsa, una lotta per la squadra che in una situazione così delicata è manna dal cielo, ma anche buone qualità tecniche: queste sono le caratteristiche di Fabbian. Uno che a Bologna si è a volte trovato chiuso dai tanti centrocampisti presenti nella rosa di Thiago Motta prima e di Italiano poi, ma che bene o male è spesso riuscito a lasciare il segno. Anche dal punto di vista realizzativo 11 goal e 3 assist in 91 presenze da quando, nell'estate del 2023, si è trasferito sotto le Due Torri.

    Fabbian, poi, ha la non comune capacità di giocare in più posizioni del campo e in più ruoli: centrocampista centrale a due, mezzala in un centrocampo a tre o in un 4-1-4-1 (il nuovo modulo con cui Vanoli sta propiziando la risalita della Fiorentina), ma anche trequartista in un 4-2-3-1, anche se con caratteristiche diverse da un Odgaard o da un Gudmundsson.

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  • BRESCIANINI HA GIÀ ESORDITO

    Brescianini ha tutto sommato una visione simile del calcio rispetto a quella di Fabbian. Nel senso che anche lui è uno di quelli che dove li metti stanno. Basta che si trovino in una posizione tutto sommato centrale del terreno di gioco, s'intende.

    Mediano, mezzala, trequartista: Brescianini ha fatto un po' di tutto nel corso della propria carriera. A Bergamo trovare molto spazio era impossibile, specialmente sulla trequarti: con Lookman e De Ketelaere non si passa. Senza dimenticare la concorrenza dei vari Pasalic, Samardzic, Maldini, Sulemana e chi più ne ha più ne metta. Concorrenza che, in una squadra costretta a salvarsi come la Fiorentina, è minore.

    Anche Brescianini sembra perfetto per interpretare il nuovo 4-3-3/4-1-4-1 di Vanoli. Sembrava potesse esordire a Bologna, ma alla fine il tecnico varesino ha puntato nuovamente sul giovane Ndour, che non ha tradito la sua fiducia. In ogni caso, nelle prossime settimane nascerà un bel duello. Senza dimenticare Fabbian, a sua volta a caccia di una maglia da titolare.

  • COME CAMBIA LA FIORENTINA

    La sensazione generale è che la fiducia sia aumentata in maniera esponenziale dopo gli ultimi risultati positivi. Fagioli sta esprimendo un gran calcio, fatta eccezione per la palla persa nel finale a Bologna. Mandragora segna e sa segnare. E pure Ndour si sta togliendo di dosso una timidezza inevitabile per un ventunenne.

    Il trio di centrocampo di Vanoli, al momento, è questo. Cosa cambia dalla coppia Sohm-Richardson alla coppia Fabbian-Brescianini? Cambia che escono due giocatori col morale sotto i tacchi e fuori dal progetto tecnico e ne entrano altri due con l'obiettivo concreto di conquistarsi un posto da titolare. E con le caratteristiche giuste: agonisticamente validi, dall'animo guerriero, poco avvezzi ai riflettori ma di grande sostanza e concretezza.

    Ecco dunque come può schierarsi la nuova Fiorentina con gli innesti di Fabbian e Brescianini:

    FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodô, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli; Parisi, Mandragora (FABBIAN, BRESCIANINI), BRESCIANINI (Ndour, FABBIAN), Gudmundsson; Kean. All. Vanoli

    Questa sarebbe invece la Fiorentina nel caso Vanoli decida di schierarla con il 4-2-3-1, anche solo a gara in corso: 

    FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodô, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Mandragora, Fagioli; Parisi, FABBIAN, Gudmundsson; Kean. All. Vanoli

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