Un anno fa, alla vigilia della partenza del primo campionato in Serie A del Monza, nessuno considerava Andrea Colpani un titolare. Naturale: nell'anno della promozione aveva collezionato un minutaggio buono, sì, ma non eccezionale. E, soprattutto, prima di allora in A non aveva mai messo piede.
Oggi, poco più di un anno più tardi, Colpani è l'imprescindibile del Monza. Più di Caprari, infortunato. Più del Papu Gomez, appena arrivato e ancora alla ricerca di un posto al sole nell'undici titolare di Raffaele Palladino. Più del campione d'Europa Pessina, monzese doc. Più degli ex interisti Gagliardini e D'Ambrosio. Più di chiunque, in sostanza.
Con quel suo traccheggiare palla al piede, con quegli assist, con quella capacità di andare pure a segno, Colpani si è definitivamente scrollato di dosso l'etichetta di riserva affidabile, ruolo che ricopriva per buona parte dello scorso anno. Ha scalato le gerarchie, ha conquistato tutti. In due parole: è esploso.


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