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Chiesa Osimhen KoopmeinersGetty Images

Chiesa, Osimhen, Koopmeiners e non solo: sarà una prima giornata di Serie A "dimezzata"

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Ah, il mercato. Delizia dei tifosi - dei tifosi a cui piace, almeno - e croce degli allenatori. Praticamente tutti, in questo caso. E il motivo, pensando alla data di chiusura della finestra estiva, è facilmente intuibile.

Si terminerà venerdì 30 agosto, il giorno in cui inizia la terza giornata di Serie A. Due turni, dunque, andranno in scena con il mercato ancora apertissimo. ll primo dei quali, quello che darà ufficialmente il via alle danze del nuovo campionato, prenderà il via tra appena due giorni.

Sarà una giornata un po' monca. Dimezzata, quasi. Priva di diversi elementi di altissimo livello e prestigio che, per questioni legate al mercato, saranno fuori causa: relegati al rango di esuberi, in rotta totale, oppure semplicemente dal destino incerto.

Perché col mercato aperto è così: il primo turno puoi giocarlo con la maglia della Juventus e il secondo con quella del Milan. E viceversa. È accaduto più volte, accadrà anche nei prossimi 15 giorni.

  • ESCLUSIONI E AMMUTINAMENTI

    Federico Chiesa, ad esempio, è completamente fuori dai piani della Juventus. A pesare, più che questioni di natura tecnica, è quel contratto in scadenza tra un anno che rischia di trasformare l'ex viola in un succoso parametro zero. E, di conseguenza, di lasciare i bianconeri con un pugno di mosche.

    "Oggi è molto difficile vendere - ha ammesso Maurizio Scanavino, ad della Juventus, in un'intervista a Tuttosport - Bisogna trovare gli incastri giusti e siamo in una situazione di mercato non particolarmente florida, peraltro non solo in Italia, perché il mercato non si sta muovendo da nessuna parte. Tante società devono rientrare nei parametri dei fairplay finanziari quindi tendono a vendere più che comprare".

    Chiesa non verrà convocato contro il Como, così come non farà parte della rosa del Napoli che comincerà il proprio campionato Victor Osimhen. A prescindere dal fatto che la bollente trattativa col Chelsea si chiuda o meno nelle prossime 48 ore, con conseguente ritorno in Italia di Romelu Lukaku e forse dell'altro nerazzurro Cesare Casadei.

    Non ci sarò neppure Teun Koopmeiners, evidentemente. Non convocato contro il Real Madrid, l'olandese guarderà i suoi (futuri ex?) compagni cavarsela anche a Lecce senza di lui. Vuole la Juventus, Koop. Ma intanto, fino a quando l'operazione con Madama non sarà conclusa, non giocherà.

    "Siamo affezionati a Koopmeiners, ci dispiace che non sia qui a fare quello che ha sempre fatto - ha detto l'ad Luca Percassi a Sky prima della Supercoppa - Noi gli vogliamo bene, sappiamo cosa ci ha dato e cosa ha ricevuto. Alcune volte si può incappare in qualche errore, vista la loro giovane età. Per noi è un giocatore importante a cui siamo legati“.

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  • IL CASO DYBALA

    Che fine farà, invece, Paulo Dybala? Il campione della Roma, allo stato attuale, ha un piede nella Capitale e l'altro in Arabia Saudita: lo vuole l'Al Qadsiah di Aubameyang e Nacho e i giallorossi, desiderosi di rientrare nei costi, sembrano aver preso la strada di una scelta dolorosa ma apparentemente necessaria: fare a meno di lui.

    "lo non faccio la formazione in base alle voci, quelle le lascio ad altri - diceva Daniele De Rossi qualche giorno fa - Non c’è niente che ha influenzato le mie scelte. Contro l’Everton ho messo la squadra che volevo vedere in campo: iniziamo ad avvicinarci al campionato e dobbiamo essere sempre più simili a ciò che dovremo essere. Ho fatto degli esperimenti, come in altre partite. Quelli che erano in Inghilterra sono tutti giocatori della Roma, poi vedremo che cosa succederà. Non solo per Dybala, ma per tutti. Quando mi è stato chiesto se c’era qualcuno da tenere legato qui mani e piedi ho risposto di no, che non c’era. Chiunque vuole andare via è libero di farlo".

    Il lungo monologo era riferito alla panchina di Dybala proprio contro l'Everton. Che con ogni probabilità verrà replicata da un'altra panchina, almeno iniziale, a Cagliari. Sempre che la Joya non abbia già preso la via dell'Arabia Saudita entro domenica sera.

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  • NICO GONZALEZ ASPETTA

    Meno drastica rispetto alle precedenti è la situazione di Nico Gonzalez. Che per il momento è un giocatore della Fiorentina, ma che potrebbe presto sposare la causa della Juventus, così come tanti hanno fatto prima di lui: da Roberto Baggio a Federico Bernardeschi, passando per lo stesso Chiesa e Dusan Vlahovic.

    La Juve preme per il figlio d'arte Francisco Conceição e continua a tenere d'occhio anche Nico. Un pressing che al momento è bloccato dalla ricerca viola di un sostituto, ovvero il rossoblù Gudmundsson. Con il Genoa che a sua volta deve trovare un rimpiazzo dell'islandese prima di concederlo alla Fiorentina. Un effetto domino che potrebbe essere spezzato da Fabio Silva: il ventiduenne portoghese al Genoa, Gudmundsson alla Fiorentina, Nico Gonzalez alla Juventus.

    L'argentino attende, resta in bilico, nell'ultima amichevole contro il Friburgo non è stato nemmeno convocato. Da capire se ci sarà a Parma, se giocherà, se lo farà dal primo minuto. E con quale testa.

  • GUDMUNDSSON TRA MERCATO E PROBLEMI FISICI

    Chiusura proprio con Albert Gudmundsson. Un altro sul filo del rasoio, diviso tra una poco probabile permanenza al Genoa e una quasi certa partenza: alla Fiorentina più che all'Inter, già piena zeppa in attacco.

    Quel che è ormai quasi certo è che Gudmundsson non ci sarà sabato, proprio contro l'Inter, nel match d'esordio del Genoa in campionato. Sia perché le voci di mercato impongono delle riflessioni in questo senso, sia perché un guaio fisico gli sta complicando la vita da qualche giorno.

    "Ora Albert ha un problema muscolare, non credo sarà disponibile contro l’Inter, ma non appena recupererà tornerà a disposizione", ha ribadito l'amministratore delegato genoano Andres Blazquez a Tuttosport, confermando quanto spiegato alcuni giorni prima.

    Tornerà a disposizione di chi? Questa è la domanda. In attesa della risposta, la Serie A impoverita dovrà rinunciare anche a Gudmundsson nel weekend.

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