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Okafor Milan TorinoGetty Images

Chiamatela "zona Okafor": altro goal nel finale, il dato al Milan è impressionante

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Sette minuti più recupero. A Noah Okafor, molto spesso, possono bastare anche le briciole per lasciare il segno. E contro il Torino, nel soffertissimo debutto in campionato del nuovo Milan di Paulo Fonseca, è andata proprio così.

Okafor è stato inserito dall'allenatore all'83' al posto di Calabria, con i granata già in doppio vantaggio grazie all'autorete di Thiaw e a Zapata. Fuori un terzino, dentro un elemento offensivo in più. Una sorta di mossa della disperazione, di "o la va o la spacca", come spesso si usa fare in questi casi.

Ha funzionato: in pieno recupero, proprio Okafor ha trovato il guizzo del definitivo 2-2, quello che se non altro ha evitato al Milan e a Fonseca l'umiliazione e l'imbarazzo di un ko casalingo all'alba della nuova stagione.

  • SPESSO DECISIVO

    Ha funzionato anche perché Okafor è abituato a imprese del genere. Da quando è arrivato al Milan non ha segnato molto: appena sette reti, tutte in campionato, di cui sei nella scorsa stagione più l'ultima contro il Torino. Ma spesso le sue gesta hanno avuto un peso specifico fondamentale nell'economia dei risultati rossoneri.

    Di queste sette reti, cinque Okafor le ha realizzate dopo l'80'. Spesso entrando al posto di un compagno, spesso raddrizzando una situazione storta. Spesso, insomma, rivelandosi decisivo per strappare una vittoria, o anche solo un pareggio insperato. Proprio come contro il Torino.

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  • ZONA OKAFOR

    La zona Okafor ha cominciato concretamente a prendere forma il 30 settembre 2023: Milan-Lazio 2-0, l'ex Salisburgo prende il posto di Giroud al 70' e all'88' chiude i conti. Qualche giorno prima aveva timbrato il cartellino anche in un 3-1 a Cagliari in infrasettimanale, ma partendo titolare e firmando lo 0-1 già nel primo tempo.

    Il secondo guizzo in extremis è arrivato a Udine, contro l'Udinese, il 20 gennaio. Situazione complicatissima, con i friulani avanti per 2-1 grazie anche a una perla di Samardzic: Okafor prende il posto di Reijnders e proprio lui, dopo il 2-2 di Jovic, firma il definitivo 3-2 nel recupero. Una prodezza bissata in casa della Lazio a inizio marzo: 1-0 tra le polemiche, decisivo lo svizzero all'88'.

    Infine, prima del Torino, ecco il 3-3 di Reggio Emilia contro il Sassuolo del 14 aprile, gara infilata tra il doppio impegno europeo contro la Roma. In quell'occasione il Milan è sceso in campo con diverse seconde linee, ma Okafor ancora una volta è partito dalla panchina: ha rimpiazzato Adli all'82' e due minuti dopo ha trovato il 3-3.

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  • PROTAGONISTA SILENZIOSO

    Okafor sapeva sin dal suo arrivo al Salisburgo che avrebbe dovuto combattere per farsi largo in attacco. Tra Leão, Pulisic e Giroud, trovare spazi era un'impresa quasi impossibile.

    Eppure anche lo svizzero ha dato il proprio contributo nel 2023/2024: con i goal pesanti, ma anche con tre assist tra campionato e Champions League. E pure mettendosi pienamente a disposizione di Stefano Pioli, senza polemiche, senza alzare la voce nonostante sia partito dall'inizio appena sei volte in tutte le competizioni.

    "Okafor è un giocatore forte che si è fatto trovare sempre pronto. E la sua duttilità è un'arma importante da sfruttare". Così Pioli lo elogiava a maggio, alla vigilia di una partita contro il Genoa nella quale, puntualmente, gli avrebbe però concesso gli ultimi 23 minuti più recupero.

  • LE PROSPETTIVE

    Con Fonseca è cambiato poco: prima partita, prima panchina, primo ingresso nel finale, primo goal pesante. Un refrain che sembra destinato a ripetersi in eterno, in barba alla "zona Okafor" che così tante volte ha salvato la pelle del Milan tra l'anno scorso e quest'anno.

    Però attenzione: uno spiraglio perché Noah si prenda una considerazione superiore pare esserci. Con due chiavi tattiche: lo spostamento di Pulisic al centro della trequarti, con conseguente "liberazione" della fascia destra, e la nota caccia del Milan a un attaccante che possa alternarsi a Morata.

    Okafor sa giostrare in entrambe le posizioni del campo: sia largo che da punta centrale. Del resto, come ribadito da Pioli, la duttilità è una delle sue armi principali. Nelle prossime settimane potrà dunque giocarsi il posto con Chukwueze e Saelemaekers, nonché provare a convincere la società di avere già in casa il vice-Morata. Sempre e rigorosamente segnando nel finale.

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