L'acquisto del Manchester City è coinciso con una massiccia campagna di rafforzamento, perorata a suon di milioni nel corso degli anni con l'obiettivo di far diventare i Citizens una potenza del calcio inglese ed europeo.
Il primo grande colpo della nuova proprietà fu Robinho, acquistato dal Real Madrid per 42 milioni di euro. Ma l'acquisto che fece capire che qualcosa nelle gerarchie cittadine di Manchester stava cambiando fu il passaggio di Carlos Tevez dallo United al City per 29 milioni nell'estate del 2009.
Un'acquisizione dal forte carico tecnico, ma soprattutto dall'impatto mediatico elevatissimo. La nuova proprietà entrò nel Gotha della Premier League a gamba tesa, fissando come obiettivo la vittoria del campionato nel minor tempo possibile.
Che qualcosa sia inevitabilmente destinato a cambiare lo coglie prima degli altri Sir Alex Ferguson, storico allenatore del Manchester United che in un'intervista destinata a passare alla storia definirà i cugini del City "Noisy neighbours", vicini rumorosi.
"Noisy neighbours are getting louder" sarà la risposta dei tifosi avversari, esposta in uno striscione sbandierato sulle tribune dell'Etihad Stadium poco tempo dopo.
Dopo l'Apache, arrivarono in ordine sparso David Silva, Mario Balotelli, Yaya Touré, Jerome Boateng e EdinDzeko, messi a disposizione di Roberto Mancini arrivato a gennaio del 2010.
I risultati non tardano ad arrivare. Nel 2011, al fine di un campionato al cardiopalma, il Manchester City batte il Queens Park Rangers e vince il suo primo campionato a distanza di quarantaquattro anni dall'ultima volta e proprio ai danni del Manchester United.
Da quel momento in poi il percorso è tracciato. In quindici anni di presidenza i vicini rumorosi diventano il nuovo riferimento calcistico della città.
Il palmares viene arricchito con sette Premier League, due FA Cup, sei Coppe di Lega e tre Community Shield.
L'unico obiettivo non ancora raggiunto dal City è la vittoria della Champions League, sfiorata nel 2021 ma persa in favore del Chelsea in finale. Quest'anno la seconda chance della sua storia per portare a casa "The Big One", stavolta contro l'Inter.