Palhinha si è messo in mostra allo Sporting, la squadra dov'è nato e cresciuto. Ha esordito nella prima squadra biancoverde nel 2017, si è fatto un paio d'anni in prestito al Braga, è tornato nel 2020. E lì ha trovato Ruben Amorim.
Proprio l'attuale allenatore del Milan, altra squadra accostata al suo acquisto, gli ha dato fiducia e minuti. Consentendogli di guadagnarsi la chiamata dall'estero e dal Fulham, in Premier League, tanto da diventare un pilastro dei Cottagers: 79 le presenze complessive in un biennio, con 8 goal segnati.
Dopo averlo rincorso per mesi, Palhinha si è così trasferito al Bayern all'indomani degli Europei, nel luglio del 2024. Da record la cifra sborsata dai bavaresi: 51 milioni di euro, la cessione più remunerativa della storia del Fulham. Ma in Germania il portoghese ha profondamente deluso, non riuscendo mai a entrare nei meccanismi della nuova squadra e collezionando appena 667 minuti nell'unica stagione di Bundesliga.
A complicargli la vita, e a impedire che la cinquantina e passa di milioni spesi trovasse frutti sul campo, è stato anche un infortunio: un guaio muscolare molto serio che lo ha costretto a rimanere ai box per due mesi, da novembre 2024 a gennaio 2025, chiudendogli di fatto le porte dell'undici titolare.
"Sono rimasto fuori dai giochi più a lungo del previsto - ha detto dopo la fine di quella stagione - E non ho avuto le opportunità che, a mio parere, meritavo. Questo ha finito per influenzare anche il mio minutaggio in Nazionale. Credo che sia sempre più facile ottenere lo stesso numero di minuti in Nazionale quando si gioca con regolarità nel proprio club".