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Paoloni

Chi è Marco Paoloni: dagli inizi alla Roma, alla Serie C, la Serie B e il caso Calcioscommesse

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Una carriera vissuta tra Serie B e Serie C, un titolo di Campione d’Europa vinto con l’Italia U19 e poi una vicenda, quella del ‘Calcioscommesse’ che ha portato il suo nome alla ribalta nazionale.

Quello di Marco Paoloni è stato un cammino nel mondo del calcio che lo ha portato ad essere, nel giro di pochi anni, una potenziale promessa a uomo simbolo di uno degli scandali più gravi che abbiano mai colpito il nostro movimento calcistico.

Paoloni è tornato oggi a far parlare di sé, questa volta per le dichiarazioni con le quali ha ammesso di aver scommesso con “calciatori che giocano ancora in Serie A e con altri che hanno smesso e che oggi hanno cariche importanti in Federazione”.

Parole che rientrano nell’ambito del nuovo caso che recentemente ha colpito il calcio italiano: quello delle scommesse legali.

  • UNA CARRIERA INTERROTTA NEL 2011

    Nato a Civitavecchia nel 1984, Marco Paoloni ha iniziato nel settore giovanile della Roma un percorso nel mondo del calcio che poi, per motivi di causa maggiore, si rivelerà abbastanza breve.

    Considerato in giovane età un portiere dal buon potenziale, nel 2003 ha lasciato il club giallorosso per ripartire dal Teramo, squadra che allora militava in C1, nel quale resterà fino al gennaio del 2005, dopo aver vissuto una prima parte di annata da titolare, quando poi si trasferirà in prestito alla Ternana in Serie B.

    Riserva di Tommaso Berni, dopo l’esordio nel campionato cadetto, Torna per una stagione al Teramo, prima del ritorno in B all’Ascoli. La parentesi nelle Marche dura poco ed è vissuta da comprimario e, una volta risolto il suo contratto, via Udinese passa alla Cremonese, squadra della quale diventa titolare ancora in Serie C e nella quale resta fino al 2011 quando passa in prestito al Benevento.

    Proprio nel 2011, a soli 27 anni, appenderà i guanti al chiodo.

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  • IL CASO CALCIOSCOMMESSE

    Marco Paoloni viene arrestato il 1° giugno 2011 nell’ambito delle indagini della Procura di Cremona relativa a scommesse e partite truccate in Serie B e Serie C (allora Lega Pro).

    Paoloni viene accusato di aver somministrato segretamente dei farmaci ansiolitici ai compagni di squadra della Cremonese durante l’intervallo di una partita contro la Paganese. Il portiere viene scarcerato il successivo 17 giugno e posto ai domiciliari. Il successivo 9 agosto la FIGC lo squalifica per 5 anni, sanzione poi questa confermata nel febbraio del 2012 dal TNAS.

    Paoloni diventa uno dei volti dell’intera inchiesta. Non solo infatti ha cercato di indurre sonnolenza ai suoi compagni allo scopo (non riuscito) di far perdere la Cremonese contro la Paganese, ma viene anche accusato di essere uno degli uomini che fornisce consigli su quali partite giocare. Diventano allora virali le immagini di alcuni suoi errori clamorosi che vengono allora visti come tentativi per alterare i risultati delle partite.

    Nel giugno del 2012 il Procuratore Federale chiederà per lui ulteriori 6 mesi di squalifica, mentre il successivo 18 giugno la Commissione Disciplinare della FIGC lo squalificherà in primo grado per altri 4 anni.

    Nel febbraio del 2015 la Procura di Cremona, al termine delle sue indagini, formulerà per lui l’accusa di associazione a delinquere.

    Paoloni verrà anni dopo assolto dall’accusa di aver riempito le bottigliette di alcuni compagni di squadra con farmaci per indurre la sonnolenza (il Minias) in occasione di Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, quella resterà tuttavia la partita dalla quale partirà l’inchiesta del 2011 che porterà all’arresto di diversi giocatori ed ex giocatori.

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  • IL CASO PROVINI

    Il nome di Marco Paoloni è tornato alla ribalta nell’estate del 2023.

    E’ emerso infatti che l’ex portiere proponeva a giovani calciatori provini per altre squadre, ma lo faceva senza regolare iscrizione presso il Registro degli Agenti.

    Faceva sottoscrivere dei mandati pretendendo corresponsione di denaro, cosa questa che, a seguito di una segnalazione, ha portato ad un procedimento disciplinare. Paoloni di fatto esercitava abusivamente, così come da lui stesso svelato.

    “Portavo i ragazzi ai provini senza essere iscritto al registro degli agenti. Dopo otto anni d’inferno ho subito anche questa”.

  • PERDITE PER 600.000 EURO

    In un’intervista recentemente rilasciata al ‘Corriere della Sera’, Paoloni ha svelato di essere stato dipendente dal gioco, ma ha anche ribadito di non aver mai venduto una partita.

    “Ero compulsivo, giocavo su tutto: poker online, tennis, basket, anche serie A e Coppe europee. Ma non mi sono mai venduto una partita, mai".

    Un problema, quello con la ludopatia, che gli ha causato anche molte perdite a livello economico.

    “In tre anni circa 600 mila euro e ne prendevo 200 mila all’anno di stipendio. Ho iniziato ad Ascoli con un compagno di squadra che mi fece vedere un sito, un po’ come Fagioli con Tonali. Io non lo sapevo ma dietro c’era la malavita, tutto partiva da Singapore".

    Quello del gioco è stata di fatta la causa della fine della sua carriera da calciatore.

    "La psicologa mi disse: 'Non so come tu non ti sia suicidato'. Avevo perso lavoro e famiglia, è stata dura".

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  • “HO LE PROVE”

    Marco Paoloni, parlando ai microfoni di ‘Avanti Popolo’, trasmissione che va in onda su Rai 3, ha svelato di aver scommesso con giocatori che ancora oggi calcano i campi di Serie A.

    “Ho scommesso insieme a giocatori che giocano ancora in Serie A. E insieme ad altri che hanno smesso ed hanno cariche importanti in federazione. Non andavo in giro col registratore, ma avrei le prove. Mi hanno criticato tanto sui giornali, ma i primi erano loro”.

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