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Cheddira Napoli FrosinoneGetty Images

Cheddira segna e manda due messaggi al Napoli: a luglio farà parte della rosa azzurra?

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Non è semplicissimo inquadrare Walid Cheddira. Anche e soprattutto perché si parla di un centravanti dalle mille vite nella stessa vita: il giocatore di Serie B, quello convocato ai Mondiali, quello acquistato dal Napoli, quello che ha fatto panchina al Frosinone. Tutto nello stesso periodo.

Poi vai a vedere le statistiche recenti e scopri che sì, Cheddira in Serie A ci può e ci deve stare. Che sì, è uno che la palla quando può la sa buttar dentro. E che sì, le speranze di salvezza di un Frosinone che non vince da un'eternità dipendono in gran parte dalle sue lune, non soltanto da quelle della stellina Soulé.

Se n'è accorto anche il Napoli, che nell'anticipo di mezzogiorno e mezzo è stato frenato proprio da Cheddira. Ovvero dal fuoco amico, ironia del destino. Perché il cartellino dell'attaccante marocchino è di proprietà proprio del club partenopeo.

  • UN IMPATTO COMPLICATO

    Non è stato semplice lo sbarco di Cheddira in Serie A. Ovvero un torneo in cui mai l'attaccante nato a Loreto aveva militato prima di agosto. Il continuo ballottaggio con il recuperato Kaio Jorge, a volte anche con Cuni, tante difficoltà nell'esprimersi in campo, il goal che non arrivava: fino al 25 febbraio, giorno di Juventus-Frosinone 3-2 e dell'inizio della rinascita personale, Walid aveva timbrato in una sola occasione, a settembre contro il Sassuolo.

    A gennaio, poi, ecco pure i fischi dello Stirpe durante una partita vinta in rimonta contro il Cagliari. Tanto che Eusebio Di Francesco si era sentito in dovere di difendere il proprio calciatore dopo il 90':

    "Una parte ha fischiato e l'altra no. Cheddira lavora tanto per la squadra, può segnare come no, ma dà sempre l'anima per la squadra, non possiamo contestargli l'impegno".

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  • L'ESPLOSIONE

    Oggi tutto è cambiato. Basta un dato per inquadrare piuttosto bene il momento d'oro di Cheddira, nonostante il rendimento individuale faccia a pugni con la tremebonda classifica del Frosinone: dall'inizio del mese di marzo nessun attaccante di Serie A ha segnato quanto l'ex barese (quattro goal). Né Lautaro Martinez né Giroud, né Vlahovic né Osimhen né Lukaku: nessuno.

    Le reti totali messe a segno in campionato da Cheddira? Sette. Non pochissime, ma neppure tantissime. Solo che cinque di queste sono arrivate nelle ultime sette giornate, un'esplosione tardiva come tardiva è stata la svolta della sua carriera, considerando che si parla di un ventiseienne che fino a un paio d'anni fa giocava in Serie C.

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  • PROPRIO A NAPOLI

    Fino ad arrivare alla domenica di Napoli. Se il Frosinone ha portato via un punto dal Maradona, lo deve a Cheddira. Oddio, anche alla papera di Meret, che al marocchino ha regalato su un piatto d'argento la rete del momentaneo 1-1. Ma senza la prontezza di riflessi di Walid, e pure di Soulé nel contrastare il portiere azzurro, nulla sarebbe stato possibile.

    Tutto di Cheddira è stato invece il punto del 2-2, quello definitivo. Sgroppata sulla destra di Lirola, cross perfetto per il centravanti, così come perfetto è stato il colpo di testa di quest'ultimo, con palla infilata là dove un immobile Meret proprio non sarebbe potuto arrivare.

    Per la cronaca: dopo tante realizzazioni singole, si è trattato della prima doppietta trovata in Serie A da Cheddira. Proprio a Napoli. Proprio nel luogo che potrebbe rappresentare il suo futuro.

  • FUTURO AZZURRO?

    Già, perché il cartellino di Cheddira è di proprietà del Napoli. Il club campione d'Italia lo ha acquistato dal Bari alla fine di agosto, a campionati già iniziati, in una sorta di operazione in famiglia tra i De Laurentiis. Non l'unica, pensando anche a Caprile. E come Caprile, anche Walid è stato immediatamente dirottato in prestito: al Frosinone.

    E il futuro? Cheddira spera di non essere il nuovo Roberto Inglese, altro centravanti che il Napoli prese anni fa (dal Chievo) senza mai inserirlo nella propria rosa. Oggi, per la cronaca, l'ex parmense gioca a Lecco in Serie B.

    Attenzione soprattutto alla possibile rivoluzione nell'attacco del Napoli: Victor Osimhen può fare le valigie, ma ad andarsene rischia di essere anche il Cholito Simeone, che con Calzona non sta trovando spazio. E qui si torna a Cheddira: pensare a lui come al nuovo 9 del Napoli può essere eccessivo, come un rincalzo immediato magari no.

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