Pubblicità
Pubblicità
Kevin De Bruyne Pep Guardiola Manchester City 2024-2025Getty Images

Che succede al Manchester City: perché non vince più e i motivi della crisi

Pubblicità

L'harakiri di domenica al cospetto dei cugini dello United, ha torchiato definitivamente la crisi del Manchester City.

Il momento horror attraversato dalla squadra di Pep Guardiola è sfociato nella sconfitta subita in rimonta nel derby, che aggrava il tracollo in atto e assume i contorni della più classica delle sentenze.

I Citizens hanno perso la rotta, Pep pure: ma perché? Cosa sta succedendo ad un gruppo di calciatori fino a poco tempo fa galattico e al miglior allenatore al mondo?


  • I NUMERI DELLA CRISI DEL CITY

    I numeri, nudi e crudi, raccontano meglio di qualunque altra cosa la caduta libera del City: dal 30 ottobre ad oggi, per Haaland e compagni, una sola vittoria in 11 gare contraddistinte dalla bellezza di 8 sconfitte (tra cui quella di mercoledì scorso contro la Juve) e 25 goal subiti. Per il resto, il disastroso ruolino include anche 2 pareggi.

    Un'inversione di tendenza a dir poco clamorosa se si considerano portata del progetto, qualità della rosa e di chi siede in panchina, che ha fatto precipitare le ambizioni stagionali del club di Manchester sia in Inghilterra che in campo europeo.

    Il City in Premier attualmente si ritrova al quinto posto, a -9 dalla capolista Liverpool e con una partita in più rispetto ai Reds; nel girone unico della nuova Champions, invece, è addirittura ventiduesimo con la miseria di 8 punti conquistati in 6 giornate, al momento a malapena qualificato per i Playoff ed a 5 lunghezze di distanza dall'ottava posizione che vorrebbe dire pass diretto per gli ottavi.

  • Pubblicità
  • MERCATO SBAGLIATO

    Le scelte di mercato compiute in estate hanno inciso in maniera notevole sull'involuzione della banda Guardiola, con pochi acquisti e cessioni - visto come stanno andando le cose - rivelatesi dolorose. L'emblema porta il nome di Julian Alvarez, volato nella Madrid Colchonera alla corte di Diego Simeone lasciando orfani Pep e Haaland di un alter ego fondamentale da piazzare al centro dell'attacco.

    In entrata, soprattutto sulla scorta della volontà di Pep di lavorare con una rosa ristretta, gli innesti sono stati appena 2: Ilkay Gundogan, che dopo una sola stagione al Barcellona ha fatto dietrofront venendo riportato ad Etihad ma non più fisicamente fresco e costante come il top player del centrocampo degli anni d'oro, nonché Savinho, gioiellino brasiliano protagonista della favola Girona. Troppo poco.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • INFORTUNI E TOP PLAYER DISCONTINUI

    A un mercato numericamente povero e all'uscita di Alvarez, si affianca un'infermeria piena zeppa e popolata da top player e prime alternative: la rottura del crociato di Rodri ha sconvolto idee ed equilibri, privando Guardiola dell'equilibratore fresco vincitore del Pallone d'Oro.

    De Bruyne fatica a tornare De Bruyne dopo il calvario fisico degli ultimi mesi, così come rincalzi di livello come Akanji, Kovacic e Stones devono lottare con acciacchi vari e fanno compagnia alla discontinuità (atletica e di rendimento) di Doku, Foden, Grealish e Nunes.

    Dulcis in fundo, parentesi sull'età media: 27,9 anni. Non serve aggiungere altro.

  • Erling Haaland Manchester City 2024Getty

    DIETRO AD HAALAND IL VUOTO

    Un'altra fotografia della crisi la regala il numero di goal segnato da ciascun calciatore in organico: se Haaland, nonostante il momentaccio, si è mantenuto su standard realizzativi altisonanti (18 reti), il miglior marcatore stagionale del City dietro al norvegese è Josko Gvardiol (un difensore) con 4. Doku e Foden sono a quota 3, De Bruyne, Bernardo Silva e Gundogan a 2. Insomma, score poverissimi.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • GUARDIOLA: "NON SONO ABBASTANZA BRAVO"

    Le parole pronunciate da Guardiola dopo il derby sanno di resa, acuendo le difficoltà:

    "Sono il manager. Devo trovare una soluzione. Non sono abbastanza bravo. Devo trovare il modo di parlare con i calciatori al campo di allenamento, sul modo in cui dobbiamo giocare, come pressare, come costruire. Non sto facendo bene. Questa è la verità".

    Che il ciclo di Pep - che a novembre ha rinnovato fino al 2027 - sia finito? Che non riesca più ad entrare nella testa dei suoi? Interrogativi e dubbi, visto il protrarsi del tracollo, sono inevitabili.

  • LE VICENDE EXTRA-CAMPO

    Se il campo riserva note amare, ciò che lo circonda non allevia i dolori.

    Le beghe extra-campo con cui è alle prese il gruppo capitanato dallo sceicco Mansur, che addensano nubi su futuro e strategie, includono pendenze legate a presunte violazioni delle normative federali inglesi e inchieste relative a possibili irregolarità in ambito finanziario finite anche sotto la lente dell'UEFA.

    Un problema sull'altro dunque, che ha fatto infilare i Citizens nel tunnel della crisi senza che il condottiero Guardiola stia riuscendo a trovare l'interruttore per far intravedere la luce a squadra e tifosi: ecco perché, da qui a Natale, al netto di eventuali risalite ogni scenario è plausibile.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0