Pubblicità
Pubblicità
camarda nazionale italiaGetty Images

Camarda tra sogni e modelli: "Punto alla Nazionale maggiore, mi ispiro a Ibrahimovic"

Pubblicità

Nel corso della sosta dedicata agli impegni delle nazionali in giro per l'Europa e per il Mondo, ha brillato, e non poco, anche il talento di Francesco Camarda.

L'attaccante di proprietà del Milan, attualmente in prestito al Lecce, ha lasciato un segno indelebile nella sfida vinta dall'Italia Under 21 per 4-1 contro i pari età del Montenegro: l'attaccante classe 2008, infatti, è stato il protagonista assoluto del match, nel corso del quale ha messo a referto un goal, nonché il quarto complessivo in quattro apparizioni con l'U21.

Il giovanissimo centravanti azzurro si è poi raccontato ai microfoni di VivoAzzurro.tv

  • GLI INIZI

    "Ho iniziato a giocare a quattro anni, in una squadra vicina al mio quartiere, la Forese. Quando ci ripenso e guardo a dove sono ora, questo mi dà motivazione e orgoglio. Devo e dovrò tutto alla mia famiglia, hanno fatto grandi sacrifici per me, come il trasferirsi quest’anno a Lecce. Quando ho esordito a San Siro con il Milan contro la Fiorentina mia mamma si è messa a piangere, perché era come se fosse in campo con me e il mio sogno l’avesse esaudito anche lei".

  • Pubblicità
  • IL PERCORSO IN AZZURRO

    “Ho iniziato in Under 15, la prima convocazione fu con la Slovenia e segnai anche. Capii subito l’importanza della maglia azzurra, fu una bellissima emozione. Sono passato dall’Under 16 con Zoratto, per poi salire quasi subito in Under 17 con mister Favo. Fra noi si è creato un bel rapporto e ancora adesso ci sentiamo. Abbiamo vinto quel bellissimo Europeo: si era creato un clima fantastico di fiducia fra noi e lo staff e non poteva andare diversamente.

    Poco dopo ho giocato anche l’Europeo Under 19 con mister Corradi e uscimmo in semifinale con la Spagna, un vero peccato perché anche lì potevamo andare in fondo. La Nazionale maggiore? Spero un giorno possa arrivare, è il sogno di ognuno di noi".

    Il focus, per ora, è tutto sull'Under 21: "Siamo un gruppo molto forte e unito. Ci troviamo proprio bene insieme e in campo si vede: quando c’è da essere seri siamo seri, ma fuori dal campo siamo come una famiglia. I goal arrivano per merito della squadra e del mister: nessun attaccante può segnare se i compagni non lo mettono nelle condizioni di farlo".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • L'IMPATTO CON LA SERIE A

     "Quando ti trovi in campo con quelli più grandi devi aumentare forza fisica e mentale. Fin qui sono riuscito sempre ad adattarmi abbastanza bene ai ritmi, ma un conto è farlo quando hai 13 anni e giochi con quelli di 15, un conto è farlo ora a 17 in Serie A con uomini di 30 anni. Serve uno sforzo importante per adeguarsi ai tempi di gioco".

  • SI ISPIRA A IBRA

    "Mi ispiro tanto a lui, a ciò che ha vissuto, alla carriera che ha avuto. È stato uno dei più forti al mondo, ha fatto la storia del calcio".

  • Pubblicità
    Pubblicità