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Calzona MertensGetty Images

Calzona e l'idea che ha cambiato la carriera di Mertens a Napoli: "Avevo questa fissa, è andata bene"

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Il matrimonio tra Francesco Calzona e il Napoli è storia recente, recentissima. Aurelio De Laurentiis che a malincuore si separa da Walter Mazzarri, l'attuale commissario tecnico della Slovacchia che ne prende il posto a poche ore dall'ottavo contro il Barcellona, l'annuncio arrivato nella serata di lunedì.

Eppure, il fidanzamento tra Calzona e il Napoli è stato lungo, come noto. Sempre da vice allenatore, di Maurizio Sarri prima e Luciano Spalletti poi. Tanti i campioni conosciuti, guidati, allenati. Tra questi anche Dries Mertens, uno dei più grandi idoli che la piazza azzurra abbia mai amato.

E qui la storia è piuttosto particolare. Perché non tutti lo sanno, o non tutti se lo ricordano, ma qualche anno fa è stato proprio Calzona ad avere l'idea che avrebbe cambiato per sempre la seconda parte della carriera del belga.

  • Mertens NapoliGetty Images

    MERTENS FALSO NOVE

    Il giorno da cerchiare in rosso sul calendario è l'11 dicembre 2016. Da un paio di mesi il Napoli deve fare a meno di Arek Milik, arrivato nell'estate precedente per far dimenticare Gonzalo Higuain, passato alla Juventus: a ottobre il polacco si è rotto il crociato e ne avrà praticamente per tutta la stagione.

    Nella rosa azzurra c'è Manolo Gabbiadini, che però quando scende in campo sembra un pesce fuor d'acqua: non a caso a gennaio si trasferirà al Southampton, in Premier League. Ma in rosa c'è anche Mertens. Che no, non è un attaccante. Ma, secondo qualcuno, può tranquillamente abbandonare la propria posizione di esterno offensivo e spostarsi un po' più al centro.

    Quel qualcuno non è tanto Maurizio Sarri: è Francesco Calzona, il suo secondo. L'idea viene messa in pratica dal capo allenatore a Cagliari, in quel primo pomeriggio di metà dicembre, e funziona, altroché: il Napoli stravince 5-0, domina in lungo e in largo e Mertens segna addirittura tre volte. Esperimento riuscito.

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  • "AVEVO QUESTA FISSA..."

    "Avevo questa fissa e quando s’è creata la necessità abbiamo provato... Ed è andata bene".

    Così, all'inizio di dicembre, parlava Calzona al 'Corriere dello Sport'. Confermando, in pratica, di essere stato lui ad avere l'idea di trasformarlo in un attaccante puro nonostante quel ruolo, il belga, in carriera non l'avesse mai fatto.

    Una versione confermata da Marek Hamsik al momento della nomina di Calzona a commissario tecnico della Slovacchia, come riportato dal 'Mattino':

    "Insegna calcio come pochi, è l'uomo giusto per la rinascita del nostro movimento, ha creato Mertens falso nove, è stato fondamentale nel Napoli che ha sfiorato lo scudetto e si applica in allenamento come pochi ho visto fare in Italia".

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  • Dries Mertens NapoliGetty Images

    UNA NUOVA VITA

    "Non sono un tipo grosso che può tener palla e che fa quello che nell'immaginario collettivo fa un attaccante. Ma il calcio cambia e anche il modo in cui giocano le squadre. Io credo che con i goal che ho segnato possiamo abbandonare l'espressione 'falso' e dire che sono semplicemente un numero nove".

    Così, qualche mese dopo Cagliari, si esprimerà Mertens in un'intervista al 'Bleacher Report'. Confermando ormai di aver fatto scattare qualcosa nella propria testa e nei propri piedi dal momento in cui Sarri e Calzona gli hanno chiesto, con risultati entusiasmanti, di accentrare la propria posizione nel tridente.

    Mertens chiuderà quel campionato, il 2016/17, addirittura a quota 28 reti, una in meno rispetto al capocannoniere Edin Dzeko: bestiale. L'anno successivo, quello dello Scudetto conteso quasi fino in fondo alla Juventus, saranno 18.

    Poi il rendimento calerà, caleranno le segnature, fino all'addio dell'estate 2022. Ma il primo posto nella classifica marcatori di tutta la storia del Napoli, oggi, appartiene a lui: 148 goal, 26 più di Lorenzo Insigne e 27 più di Marek Hamsik. Con Diego Armando Maradona staccato in quarta posizione.

  • DI FRONTE AGLI EUROPEI

    E ora occhio, perché Mertens e Calzona si ritroveranno ben presto di fronte. Non in Champions League, se è vero che il Galatasaray di Dries è retrocesso in Europa League dopo aver chiusi la fase a gironi al terzo posto: ai prossimi Europei.

    Calzona è il nuovo allenatore del Napoli, ma resta anche il commissario tecnico della Slovacchia. Che in Germania, ironia del destino, è stata inserita nello stesso gruppo del Belgio di Mertens. Le due nazionali si ritroveranno una di fronte all'altra lunedì 17 giugno alle 18.

    "Dries per me è speciale": così raccontava Calzona al 'Corriere dello Sport' dopo i sorteggi di inizio dicembre. Ricambiato. Perché la svolta della carriera del belga, alla fine, è partita da lui.

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