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Calhanoglu InterGetty Images

Calhanoglu è l'altro Lautaro: 9 goal, già eguagliato il proprio record in Serie A

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Nell'estate del 2017, quella delle "cose formali" by Fassone&Mirabelli, Hakan Calhanoglu era un 10. Nel vero senso del termine (e del numero). Perché quella era la maglia che il turco indossava al Bayer Leverkusen, prima di arrivare in Italia. E perché quello era il ruolo per il quale il Milan lo aveva acquistato: un 10 puro, appunto.

Sembra una vita fa, e in un certo senso lo è. In primis perché Calhanoglu la casacca del Diavolo non la indossa più da un bel po', avendo deciso di trasferirsi all'Inter nell'estate del 2021. E poi perché l'ex rossonero, da circa un anno e mezzo, non fa più nemmeno il trequartista.

Però a volte il calcio sa essere davvero strano. E così capita che Calhanoglu, nonostante abbia arretrato, arretrato, arretrato la propria posizione in campo, sia diventato il secondo miglior marcatore dell'Inter. Oltre ad essere un elemento chiave della squadra che sta comandando dall'inizio il campionato, ma questo è sotto gli occhi di tutti.

  • A UN PASSO DALLA DOPPIA CIFRA

    Quel che non tutti hanno notato è che Calhanoglu ha già segnato 9 reti in campionato. Le ultime due nel portentoso anticipo di Monza, nel quale l'Inter ha schiantato i padroni di casa con un netto 5-1, vendicandosi sportivamente dell'unico punticino lasciato da Caldirola e compagnia nello scorso campionato.

    Quando la Serie A ha appena girato la boa, insomma, Calhanoglu è a un passo dalla doppia cifra. Secondo miglior marcatore dell'Inter dopo Lautaro Martinez (18), un goal in più rispetto a Marcus Thuram, che pure è andato a sua volta a segno allo U-Power Stadium.

    Spettacolare, peraltro, il punto del momentaneo 0-3 a mezz'ora dalla fine: Mkhitaryan tocca in mezzo per Thuram, da questi di tacco per l'accorrente Calhanoglu, che da pochi passi non ha troppe difficoltà nel battere Sorrentino.

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  • Calhanoglu penalty Inter SalzburgGetty

    INFALLIBILE DAL DISCHETTO

    Certo, dirà qualcuno, ma finché si tira un rigore dopo l'altro è facile che il conto realizzativo si impenni. Giusto. Però dal dischetto bisogna saperci andare. Ed è questa la differenza tra un Calhanoglu e un Lautaro Martinez, ovvero tra un rigorista infallibile e un campione che ha nella percentuale dagli 11 metri uno dei pochissimi difetti del proprio repertorio. Anche se a Monza non ha sbagliato, diversamente da quanto aveva fatto in Coppa Italia contro il Bologna.

    Calhanoglu, a differenza dell'argentino, non fallisce mai. All'Inter, almeno: da quando è passato al lato nerazzurro di Milano ha calciato 13 rigori tra tutte le competizioni e li ha segnati tutti e 13. Ma anche guardando alla carriera non è che il dato scenda di molto: 39 esecuzioni dal dischetto, 35 errori, appena 4 rigori. Una percentuale da specialista puro.

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  • EGUAGLIATO IL PROPRIO PRIMATO

    Dei 9 goal già collezionati in campionato, a cui va aggiunto quello decisivo per battere il Salisburgo in Champions League, Calhanoglu ne ha realizzati 7 su calcio di rigore. Due, invece, sono arrivati su azione: con un gran destro dal limite dell'area a Napoli, nel 3-0 di inizio dicembre, e poi il già citato guizzo in inserimento di Monza.

    Poco importa: la realtà dice che mai, in carriera, Calhanoglu si era spinto così in alto a livello realizzativo a questo punto della stagione. Il suo record personale sono le 17 reti col Karlsruhe, nel 2012/13 in Dritte Liga. Gran parte delle quali messe però a referto da febbraio in poi, in una sorta di finale sprint dell'annata.

    A livello di prime divisioni, Calhanoglu ha superato la doppia cifra solo una volta: nel 2013/14 con l'Amburgo. Mentre il massimo raggiunto con il Milan è proprio 9, nel 2019/20. Hakan, in pratica, ha già eguagliato se stesso e il proprio precedente primato in Serie A. E ora ha tutta l'intenzione di superarsi.

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  • Calhanoglu Brozovic InterGOAL

    IL PARAGONE CON BROZOVIC

    Fa specie, perché oggi Calhanoglu è a tutti gli effetti un ex trequartista. Simone Inzaghi gli ha confezionato il vestito di regista in una partita della scorsa Champions League contro il Barcellona, ha ricevuto risposte ottime (quella notte il goal decisivo è stato proprio dell'ex milanista) e non è più tornato indietro. Anche se i numeri suggeriscono un rendimento da trequartista, più che da equilibratore del centrocampo.

    Il paragone con il predecessore Marcelo Brozovic, in questo senso, è lampante. Anche il croato è un ex trequartista, anche lui ha trovato la propria dimensione davanti alla difesa. A differenza del collega, però, la porta l'ha sempre vista poco: il suo primato individuale in Serie A sono le 4 reti segnate in sequenza nel 2015/16, 2016/17 e 2017/18.

    Ovvio: Brozovic non calciava i rigori. Solo una volta è andato sul dischetto con l'Inter nel corso dei 90 minuti, contro l'Eintracht Francoforte nel 2019: parata di Trapp. La differenza fondamentale con Calhanoglu è anche questa. Ma ciò non toglie che Inzaghi abbia trovato un altro Lautaro nella corsa allo Scudetto.

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