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Soulé RanieriGetty Images

"Calcia come Maradona o Zico, è un campione": cosa cambia per Soulé con l'arrivo di Ranieri alla Roma

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Che cosa cambierà con il ritorno di Claudio Ranieri alla Roma? Se lo stanno chiedendo in tanti. Spinti dalla curiosità di capire in che modo l'ennesimo ribaltone in panchina potrà giovare alla fin qui disgraziata stagione giallorossa, ma pure al rendimento sotto le attese di troppi elementi della rosa.

Matias Soulé, ad esempio. Accolto come il Messia al momento del suo arrivo dalla Juventus, l'argentino non è quasi mai riuscito a giustificare la trentina di milioni sborsata a fine luglio dalla Roma per portarlo nella Capitale. Tra lampi di classe (pochi) e pause (tante), un costante equivoco tattico e quell'altrettanto costante difficoltà nel trovare un modo di farlo coesistere col connazionale Dybala.

Ora Daniele De Rossi non c'è più e Ivan Juric neppure. Fino a fine stagione via al nuovo corso, il corso Ranieri. Uno che Soulé l'ha già conosciuto da avversario, apprezzandone suo malgrado i colpi sopra la media.

  • LE MAGIE COL FROSINONE

    Ranieri, nella scorsa stagione, ha allenato il Cagliari dopo averlo riportato in Serie A. Soulé, invece, è stato la stella e il simbolo del Frosinone. Entrambi hanno lottato per la salvezza: il primo c'è riuscito, il secondo no.

    Per due volte, una all'andata e un'altra al ritorno, il Cagliari di Ranieri e il Frosinone di Soulé hanno incrociato le armi in altrettanti scontri diretti. Con risultati opposti, 4-3 per i sardi in rimonta da 0-3 alla Unipol Domus e 3-1 per i ciociari in rimonta da 0-1 allo Stirpe. Ma con un tratto in comune: le magie del mancino ai tempi di proprietà della Juventus.

    A Cagliari è stato Soulé a sbloccare il risultato sfruttando un errore in disimpegno della difesa rossoblù. E sempre lui ha raddoppiato con una splendida incursione personale conclusa con un destro piazzato alle spalle di Scuffet. Poi la partita è clamorosamente cambiata, Pavoletti ha fatto il fenomeno e la prestazione dell'argentino non è servita a nulla.

    Al ritorno Soulé si è ripetuto. Altro giro, altra magia. Questa volta con una punizione dal limite pennellata direttamente sotto l'incrocio a un quarto d'ora dalla fine, con il risultato bloccato sull'1-1. Quella prodezza sì, è servita.

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  • Matias Soulé FrosinoneGetty Images

    "COME MARADONA E ZICO"

    Ranieri ha osservato, ha ingoiato il boccone amaro, ha applaudito sportivamente. E dopo la partita dello Stirpe, quando si è presentato davanti ai giornalisti per parlare della partita appena persa, un fiore verbale lo ha sportivamente dedicato anche a Soulé e alla sua punizione incastonata sotto l'incrocio.

    "Cosa fa un allenatore quando subisce un goal del genere? Applaude, perché questa è una giocata difficilissima - ha detto a DAZN - stava vicinissimo all'area di rigore, ha scavalcato la barriera e la palla è entrata a metà altezza. Questo è il bello del calcio: quando uno ha questi giocatori se li tiene o ne va alla ricerca. È stato bravo all'andata, è stato bravo oggi. Noi lo avevamo schermato bene, cercando di non farlo andare in possesso palla, e quando entrava in possesso siamo stati bravi a mandarlo sul destro. Ma sulla punizione non potevamo fare nulla".

    In conferenza stampa, in quell'occasione, Ranieri è andato anche oltre. Paragonando il piede di Soulé a quello di due leggende del calcio di un tempo.

    "Quando hai campioni come Soulé, che calciano come Maradona o Zico, li devi solo applaudire. Questo è il bello di chi viene allo stadio e paga il biglietto".

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  • SOTTO LO STESSO TETTO

    Ranieri e Soulé, una decina di mesi dopo quel pomeriggio, si ritroveranno ora sotto lo stesso tetto. Uno sulla panchina della Roma, a cercare di salvare una stagione partita con il piede più sbagliato possibile, e l'altro in campo, con il fermo obiettivo di migliorare un rendimento fin qui di basso livello.

    L'argentino ha fin qui collezionato 12 presenze complessive: 9 in campionato, le altre 3 in Europa League. Goal segnati? Appena uno, anche se di gran livello: il colpo di tacco vincente che ha permesso alla Roma di raggiungere per la prima volta il pareggio a Verona. Un lampo bello quanto inutile, se è vero che alla fine la squadra dell'ex Juric è uscita dal Bentegodi battuta per 3-2.

    Anche contro il Bologna qualche flebile segnale di risveglio si è visto: Soulé ha colpito una traversa, qualche lampo l'ha messo in mostra. Nel contesto, però, di una prestazione complessivamente negativa come quella di tutta la Roma.

  • LA QUESTIONE TATTICA

    Cosa cambia, dunque, per Soulé con l'arrivo di Ranieri? Cambia che l'argentino potrà finalmente sentirsi addosso una fiducia vera, pura. Ciò di cui ha probabilmente bisogno per ritrovare se stesso e per tornare il funambolo di Frosinone.

    Poi, chiaro, andranno analizzati il solito equivoco tattico e la solita questione della convivenza con Dybala. Mancino che parte da destra e altro mancino che parte da destra: come fare per farli giocare nella stessa zolla di campo senza peraltro penalizzare l'equilibrio generale? Per capirlo si dovrà innanzitutto comprendere con che sistema di gioco Ranieri deciderà di costruire la sua terza Roma.

    Sir Claudio tornerà ai quattro dietro o deciderà di proseguire sulla strada della difesa a tre? Sarà in grado di trovare la chiave per far coesistere i due argentini? E come si comporterà di fronte all'inghippo del rinnovo automatico della Joya, legato al numero di presenze? Le domande sono queste, ora si attendono le risposte. E ad attenderle c'è anche Soulé.

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