Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Alessandro Buongiorno Italy NT 2024Getty Images

Il retroscena di Buongiorno: "Ho iniziato a giocare come portiere"

Pubblicità

Se Alessandro Buongiorno è diventato uno dei migliori difensori italiani, lo deve anche… alla mamma.

Già, perché il nuovo pilastro del Napoli di Antonio Conte in un'intervista a 'Vivo Azzurro TV' ha svelato un curioso aneddoto sul cambio ruolo che gli ha svoltato la carriera.

L'ex Toro, oltre a una parentesi sull'inclinazione verso lo studio, ha poi raccontato le emozioni scaturite dalla prima convocazione in Nazionale e il feeling nato con Luciano Spalletti.

  • "HO INIZIATO IN PORTA, MA MIA MAMMA…"

    "A 6 anni la prima esperienza che ho fatto è stata in porta, ma mia mamma aveva paura che prendessi freddo - ha confidato Buongiorno - Così ho iniziato a giocare in difesa e non ho più smesso".

  • Pubblicità
  • BUONGIORNO E LA PRIMA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE

    "Mi trovavo in vacanza in Spagna. Il giorno prima di ricevere la chiamata ho fatto uno scherzo ai miei amici dicendo che mi avevano convocato e che dovevo andarmene. È successo davvero. Ho preso l’aereo e ho raggiunto i compagni in Olanda. Mister Mancini mi ha provato tra i titolari prima della finale per il 3° posto, poi nello spogliatoio ha letto la formazione ed ero nell’undici di partenza".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • "MOMENTO ALTISSIMO DELLA MIA CARRIERA"

    "È un momento altissimo della mia carriera, rappresentare la maglia azzurra è un onere e un onore. Da bambino guardavo la Nazionale sperando nel profondo del mio cuore di arrivarci a giocare un giorno".

  • "CON SPALLETTI RAPPORTO BELLISSIMO"

    "Con il mister ho un bellissimo rapporto, ci sentiamo spesso anche al telefono. È una persona che ti fa crescere molto, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello umano. Con lui sto migliorando e spero di continuare a farlo".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • "STUDIARE TI AIUTA NELLA VITA E NEL CALCIO"

    "Sono sempre andato bene a scuola, ho sempre reputato che studiare ti apra la mente e ti aiuti sia nella vita sia nel calcio. Al liceo a volte studiavo fino alle tre di notte e la mattina arrivavo mezzora prima a scuola per farmi interrogare dai professori perché nel pomeriggio dovevo allenarmi".

    "Mi sono diplomato e ho deciso di continuare a studiare, prima con la triennale e poi con la magistrale in management dello sport. Ho notato la differenza abissale anche nella velocità di pensiero in campo nei periodi in cui studio rispetto a quando non studio".

0