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Gianluigi Buffon Juventus Serie AGetty

Buffon spiega cosa è stata per lui la Juventus e lancia Allegri: "Lo Scudetto non è un'illusione"

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Oggi Gianluigi Buffon, 45 anni, fa il capo delegazione della nazionale italiana, studia da direttore sportivo ed è impegnato in un master alla Bocconi. Tutta un'altra carriera rispetto a quella tra i pali, ma sempre a stretto contatto col mondo del calcio.

La cosa che stupisce, forse, è che che l'ex portiere, ritiratosi la scorsa estate, in una lunga intervista a Tuttosport ammette candidamente di non sentire già più il richiamo del campo, di star benone anche senza i guantoni che gli scaldano le mani.

"Mi hai dato tutto, ti ho dato tutto", scriveva sui social il giorno in cui appendeva gli scarpini al chiodo. Oggi, da lontano, guarda la sua Juventus (656 presenze in bianconero), sostiene il lavoro di Allegri e spiega perché lo Scudetto, a Torino, può (e deve) essere molto più di una semplice illusione.

  • Buffon JuventusGetty Images

    "PER ME JUVE SIGNIFICA RISCATTO"

    "Per me giocare in Serie A e indossare la maglia della Juve, come quella del Parma, rappresentava un riscatto - ha spiegato Buffon al quotidiano torinese - Non un riscatto sociale, un riscatto esistenziale, perché avvicinarmi a certi giocatori che mi avevano ispirato da piccolo, entrare in certi stadi, mi faceva accapponare la pelle".

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  • Buffon Allegri Juventus Milan Tim Cup Final 2018Getty Images

    "CON ALLEGRI JUVE PIÙ FELICE. SCUDETTO UN'ILLUSIONE? PERCHÉ?"

    "Allegri viene criticato perché arriva da due anni in cui la Juve ha passato parecchie vicissitudini - ha detto l'ex portiere, parlando della squadra di oggi -A volte penso alla felicità del mondo Juve quando è tornato. Ma quando si riparte c'è bisogno di tempo. Questi due anni gli hanno permesso di fare delle scelte, di operare una scrematura nel gruppo e magari di costruire per arrivare nel giro di un anno o due alla vittoria. Scudetto illusione? E perché? Certo, non deve essere l'obiettivo, quello che ti toglie il sonno di notte, ma deve essere “un” obiettivo, una speranza. Quello deve essere voglia e determinazione a spostare il limite di ogni squadra".

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  • "SCUDETTO ILLUSIONE? PERCHÉ?"

    Quando gli chiedono come sta senza giocare, Buffon spiazza tutti:

    "In realtà benissimo. Sono veramente felice perché riesco ad occuparmi di tante cose, impegno la mente per cercare di mettere da parte nuove idee e soprattutto migliorare le mie competenze. Insomma, non è che ho smesso a 29 anni, all'improvviso. Era una scelta che da quattro o cinque anni stava lì: dovevo solo scegliere il momento più opportuno. Ora sto molto bene, ho una vita soddisfacente, oltre che lavorativa, anche familiare. Voglia di giocare? Mai. Veramente. Quando mi sono fatto male a Cagliari nei playoff dell'anno scorso è stato il triplice fischio. Alla fine, io volevo solo che ci fosse un motivo valido per smettere e quello è stato perfetto, era fine maggio, per la terza volta mi facevo male al polpaccio, che è un infortunio fastidioso: per riprendere mi ci sarebbero voluti tre, forse quattro mesi e allora ho capito che era venuto il momento. Poi è venuto il corso per diventare ds e ora mi sono iscritto a un master della Bocconi per manager d’azienda".

  • Buffon ItalyGetty

    SULL'ESAME DA DS: "MI SONO MESSO SOTTO"

    "Non sono ancora usciti i quadri con i risultati degli esami, quindi ancora non sono ds. Però sono davvero contento perché ho fatto un buon esame e mi sono preparato bene. Non è una formalità. Diciamo che è la tipica situazione nella quale se non ti prepari a dovere, fai una figura di merda, ecco. Ho dovuto mettermi sotto. Anche perché ci sono delle parti mnemoniche e un po' noiose, per esempio quella sulla giustizia sportiva, con lo statuto e il codice da imparare comma per comma".

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