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Buffon ItalyGetty Images

Buffon e il ritiro: "Ho detto basta dopo il primo tempo di Cagliari"

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Da poco più di due settimane, Gigi Buffon non è più un calciatore. Strano a dirsi, ma è così: ha appeso i guanti al chiodo dopo aver mancato la promozione in Serie A con il Parma e, a 45 anni suonati, ha deciso ufficialmente e definitivamente di dire stop.

Se una porta si è chiusa, però, un portone di colore azzurro si è immediatamente spalancato: Buffon è diventato il nuovo Capodelegazione dell'Italia, figura già ricoperta dal compianto Gianluca Vialli.

E così, in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport', l'ex portiere della Juventus, del Parma e della Nazionale ha raccontato le sensazioni della propria nuova vita di ex giocatore, oltre a fare le carte al campionato che prenderà il via oggi con i primi anticipi della giornata d'esordio.

  • RIMPIANTI

    "Nessun rimpianto. Sono fatto così: quando prendo una decisione, magari anche figlia delle emozioni, vado fino in fondo. Io ho detto basta dopo il primo tempo della semifinale d’andata dei playoff Cagliari-Parma. Mi ero preparato al meglio per quella sfida e poi, per una banalità, mi sono infortunato.

    La vita mi stava mandando un segnale chiaro, era arrivato il momento di smettere: così ho fatto. Ripeto: senza rimpianti e con tanta felicità per ciò che ho fatto in carriera e per quanto mi è stato restituito come affetto e di successi".

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  • buffon(C)Getty Images

    I PRONOSTICI DI BUFFON

    "Favorite per lo scudetto? Napoli, Inter e Juve. La zona Champions? Oltre a queste tre, aggiungo Milan, Lazio e Roma. Salvezza? Le tre neopromosse sono quelle che, probabilmente, incontreranno maggiori difficoltà. Ma il Cagliari, nella lunga volata per la salvezza, parte avvantaggiato avendo in panchina un allenatore esperto e bravo come Ranieri. E il Verona credo si sistemerà meglio perché c’è un ottimo tecnico come Baroni".

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  • SULLA JUVENTUS

    "Osservo con attenzione e comprensibile interesse. Il fatto di non dover giocare le coppe può essere alla lunga un fattore determinante: meno partite, meno infortuni, più allenamenti".

  • Neymar MbappeGetty

    IL CAMPIONE CHE AVREBBE VOLUTO IN ITALIA

    "Due, perché ne ho apprezzato le qualità al Psg: Neymar e Mbappé. Hanno talmente tanta classe che ti toglie il fiato. Il pubblico italiano avrebbe meritato, per la passione che ha, di vederli, come un tempo ha ammirato Ronaldo il Fenomeno, Zidane, Maradona e Platini, Van Basten e Gullit...".

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