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Argentina BrazilGetty Images

Brasile-Argentina ad altissima tensione: la Seleção rischia lo stato di crisi

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Da una parte il Dinizismo e il suo gioco aposizionale. Dall'altra la Scaloneta campione del mondo in carica. Ovvero Brasile-Argentina, il Superclásico de las Américas (o das Américas, alla portoghese), come veniva ribattezzato in una doppia sfida di scena per qualche anno. Che in questo caso non vale una finale di Copa America, come nel 2021. Ma conta tanto, tantissimo.

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Basta vedere la classifica delle Qualificazioni sudamericane ai prossimi Mondiali per rendersi conto di come l'Argentina abbia una chance mica male per le mani: affossare il Brasile, in campo e contemporaneamente nell'autostima. Ma anche scappare lontano, diventare a tutti gli effetti la nazionale guida del Continente, confermarsi sul trono dopo il trionfo in Qatar.

E dunque, Brasile contro Argentina, Argentina contro il Brasile. La sfida da mille e una notte. E proprio di notte (italiana) si gioca: calcio d'inizio alle 1.30.

  • Luis Diaz James Rodriguez ColombiaGetty

    DIMENTICARE I PASSI FALSI

    Occhio: pure l'Argentina è reduce da una sconfitta. Per mano di un connazionale, peraltro: la settimana scorsa il Loco Bielsa e il suo Uruguay hanno espugnato la Bombonera, grazie alle reti di Araujo nel primo tempo e Darwin Nuñez nel finale, infliggendo a Scaloni la prima sconfitta post Mondiale e violando la porta del Dibu Martinez dopo un'eternità.

    Però il Brasile sta peggio. Molto peggio. Ha vinto le prime due, poi è miseramente crollato: 1-1 in casa contro il Venezuela, quindi i ko in Uruguay e Colombia. Una situazione di tensione acuita dagli infortuni: Neymar è fuori causa e a Barranquilla si è fatto male pure Vinicius Junior. In pratica, i due elementi più forti. Un mezzo dramma sportivo.

    "Però guardate la partita contro la Colombia - ha detto Scaloni lunedì - Vi invito a guardarla. Dire che il Brasile è in crisi è relativo. Non è del tutto vero: in Colombia ha giocato una gran partita fino al 76', il risultato non rispecchia completamente la realtà. Il Brasile ha una buona rosa, è una grande nazionale e, qualunque sia il suo stato di forma, gioca sempre per vincere".

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  • TRA DINIZ E ANCELOTTI

    La pressione è tutta sulle spalle di Fernando Diniz, l'allenatore del Fluminense appena salito sul tetto del Sudamerica e, al contempo, commissario tecnico ad interim della Seleção in attesa dell'arrivo di Carlo Ancelotti, programmato per il 2024. Forse.

    Già, perché alla CBF sembrano aver fatto i conti senza l'oste. Tanto che in Spagna si parla pure di possibile rinnovo dell'italiano con il Real Madrid, il cui contratto va in scadenza proprio il 30 giugno prossimo.

    Si vedrà. Il dato di fatto attuale, intanto, è che il Brasile di oggi è la copia sbiadita di quello che dominava le scorse qualificazioni con Tite in panchina: 14 vittorie su 17, con 3 pareggi e nessuna sconfitta. Ora sono già due, come detto. In caso di nuovo capitombolo, la Seleção rischierebbe seriamente di scivolare fuori dalla zona Mondiale: impensabile.

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  • 100721 argentina brasilGetty

    LA RIVINCITA DEL 2021

    Brasile e Argentina si sono affrontate per l'ultima volta nel novembre del 2021: 0-0 a San Juan. Ma negli occhi e nella memoria rimane soprattutto il Maracanazo di qualche mese prima, 1-0 nella finale di Copa America targato Angel Di Maria.

    Era stato, quello, il punto più alto della carriera di Lionel Scaloni da ct albiceleste. Prima, naturalmente, del trionfo contro la Francia di un anno e mezzo più tardi. L'Argentina non vinceva nulla da quasi 30 anni, dalla Copa 1993 griffata Gabriel Omar Batistuta: ci era riuscita in casa del proprio rivale più grande, dopo aver perso quattro finali di fila dal 2004 al 2016.

    Si gioca anche questa volta a Rio de Janeiro, al Maracanã. E, come detto, tensione e adrenalina sono alle stelle come o ancor più di quel giorno di luglio. L'Argentina è tranquilla, ma non può e non vuole permettersi altri passi falsi, il Brasile è alle corde: perdere di nuovo, e di nuovo contro Messi e compagnia, è fuori discussione.

  • DUBBIO LAUTARO-ALVAREZ, GIOCA GABRIEL JESUS

    Diniz non ha a disposizione né Neymar né Vinicius Junior, come già spiegato: un bel problema. E dunque dentro Gabriel Jesus, che farà il centravanti con Rodrygo a sostegno. L'altra novità, ed è una novità che coinvolge direttamente anche la Serie A, è l'inserimento dal primo minuto di Carlos Augusto: l'interista si prepara a rimpiazzare Renan Lodi sulla sinistra dopo aver già giocato in Uruguay.

    Scaloni ha più dubbi. In attacco, intanto, dove resiste il solito dubbio tra Lautaro "Hyde" Martinez (con l'Argentina non segna dal 24 settembre del 2022, e Julian Alvarez. A sinistra uno tra Di Maria e Nico Gonzalez, ma occhio all'opzione Paredes: in questo caso il ct rinforzerebbe il centrocampo, pur perdendo un po' di brio offensivo.

    BRASILE (4-4-2): Alisson; Emerson Royal, Marquinhos, Gabriel Magalhães, Carlos Augusto; Raphinha, Bruno Guimarães, André, Martinelli; Rodrygo, Gabriel Jesus. Ct. Fernando Diniz

    ARGENTINA (4-3-3): E. Martinez; Molina, Romero, Otamendi, Tagliafico; De Paul, Fernandez, Mac Allister; Messi, Lautaro Martinez, Di Maria. Ct. Scaloni

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