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Leonardo BonucciGetty Images

Bonucci senza filtri: "Andai al Milan per lo screzio con Allegri, la Juve prese Ronaldo per vincere la Champions, Conte entra nell'anima"

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Leonardo Bonucci a ruota libera.

Ospite negli studi di 'Sky', l'ex difensore si è concesso ad una lunga intervista riavvolgendo il nastro e svelando aneddoti legati alla propria carriera.

Juventus, Milan, Allegri, gli Europei vinti con l'Italia, Conte, Mancini e retroscena di mercato: ecco cosa ha detto il viterbese.

  • "AL MILAN PER LO SCREZIO CON ALLEGRI"

    "Perché sono andato al Milan? C'era stato il famoso screzio con Allegri, volevo restare vicino casa per il problema di salute di mio figlio e all'estero non me la sentivo. Lì stava iniziando un nuovo ciclo, fecero 12 acquisti, poi a fine anno mi dissero che non c'era più posto e dissi che se dovevo andare via era per tornare alla Juventus. Con Max, quando ci siamo riavvicinati, siamo stati meglio di prima".

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  • "MI CERCARONO CITY E PSG"

    "Nel 2017 il Milan mi aveva chiamato e in quei giorni dopo l'ok di massima dato mi cercarono City e PSG, ma da parte mia se ti do parola è quella. Anche a dispetto di una bella proposta economica".

    "Giocare con Guardiola sarebbe stato importante ma dovevo aspettare la cessione di Otamendi per questioni di fair-play finanziario e io non ero pronto, in più si stava concretizzando il Milan e cambiare idea non fa parte di me".

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  • "CRISTIANO RONALDO ALLA JUVE PER VINCERE LA CHAMPIONS"

    "L'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve fu deciso per migliorare una squadra già forte: l'obiettivo era vincere la Champions, ma non è stato raggiunto".

    "Negli ultimi 2 anni c'era un'energia diversa, prima gli altri avevano paura nei nostri confronti e lo percepivi. Poi, invece, chi veniva allo Stadium pensava di poter portare a casa il risultato, mentre in precedenza...".

    "I nuovi dovevano acquisire quello stand da Juve, perché prima c'era gente come Buffon, Dani Alves, Chiellini, Khedira, Matuidi, Higuain, Dybala, Tevez...".

    "Nell'anno in cui è arrivato CR7 si sono incastrate dianiche strane: Allegri a fine ciclo, il Covid, Sarri che faceva a entrare nelle dinamiche della gestione dei campioni che c'erano".

  • "SARRI ALLA JUVE NEL MOMENTO SBAGLIATO"

    "Sarri è arrivato nel momento sbagliato: molti dicono che non è da Juve, ma non la penso così. Quando hai Ronaldo, Higuain, Dybala e Douglas Costa come li fai giocare tutti? Nella gestione devi essee un fenomeno".

    "CR7 sempre stato un elemento di energia nello spogliatoio, ma nel secondo anno di Sarri nel modo di giocare è stato portato più ad agire come singolo che uomo squadra. Lui voleva giocare libero, Maurizio aveva i suoi paletti".

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  • "LAVORO SUPER DI THIAGO MOTTA"

    "Thiago Motta a Spezia ha fatto bene e ha portato il Bologna in Champions, ora è arrivato alla Juve con tanti giovani e sta facendo un lavoro eccezionale sia sul campo che nella comunicazione".

  • "IO ALLENATORE? UN MIX TRA CONTE, MANCINI E ALLEGRI"

    "Conte come conoscenze tattiche mi ha dato più di tutti, nell'ultima parte della carriera Mancini mi ha aperto a un'idea di gioco diversa coi '5 canali' utilizzati in Nazionale, mentre il primo Allegri della Juve nella gestione del campione è stato il top. Spero di arrivare a un livello che appunto unisca conoscenze e gestione".

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  • "CONTE TI ENTRA NELL'ANIMA"

    "Conte è meticoloso, è puntiglioso. Mi sono trovato spesso a parlare con lui. Deve trovare la soluzione per vincere e si è accorto che rispetto al passato il calcio è cambiato. Non poteva già adattare il suo modo di vedere il calcio. Adesso vediamo un Napoli completamente diverso ma che ha la sua identità, le sue caratteristiche ben precise. Portare delle idee e convincere i calciatori è la cosa più importante che Antonio ha fatto in tutte le squadre che ha avuto".

    "Ti entra dentro, nell'anima del giocatore. Kvaratskhelia lo vediamo giocare in mezzo al campo, cosa che non ha mai fatto, con Spalletti giocava con i piedi sulla linea. Adesso lo ha convinto che quello è il modo giusto. Questo significa che la chiave di lettura che Antonio ha quando parla con i giocatoti fa sì che gli vadano dietro. Ha fatto così con la Juve, l’Inter, al Chelsea e anche in Nazionale".

    "Ricordo un discorso memorabile. Eravamo qualificati per l’Europeo del 2016, giocammo con la Norvegia all’Olimpico. Dopo il viaggio di ritorno chi aveva giocato non si allenava e lui fece un discorso tale per cui anche chi aveva giocato penso 'Dai chiamate l’altra squadra che giochiamo adesso'. Ti entra dentro e ti prende le risorse più difficili da trovare".

    "Lo Scudetto? Quello è il suo obiettivo, poi magari adesso vuole tener la piazza un po' tranquilla e poi sa che ci potranno essere delle difficoltà come quelle dell’inizio che ha messo subito a posto. Quindi sta mantenendo tutti con le ali basse per non trovarsi in difficoltà, perché nel corso di una stagione ci sono i momenti complicati".

  • "EUROPEI VINTI COL GRUPPO"

    "Quando un gruppo funziona i risultati arrivano. La magia dell'Europeo è dovuta ad un gruppo sempre più amalgamato, la mossa di Mancini di andare tutti al Forte Village in Sardegna con le vacanze fu azzeccata. Eravamo 40 famiglie nel resort e stavamo sempre tutti insieme, questo ci ha dato senso di appartenenza al gruppo. Mancio ha capito subito come cambiare e costruire la Nazionale, unendo la tattica al gruppo creato".

    "Vialli, insieme a Mancini e Oriali, è stato quell'anello che rende la catena indistruttibile. Fondamentali".

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  • "CR7 MACCHINA PERFETTA, MESSI È TALENTO"

    "Cristiano Ronaldo o Messi? Con Cristiano parti 1-0, lo dicono i numeri, però per me Messi è quello che fa sognare di più i ragazzini. Ronaldo è una macchina perfetta, Messi è talento. Ci ho giocato insieme e dico Ronaldo, da amante del calcio dico Leo".

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