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Bonucci AllegriGetty Images

Bonucci e la rottura con Allegri: "Ero come un estraneo, un minimo di riconoscenza ci vuole"

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Leonardo Bonucci torna a parlare. L'ex difensore della Juventus è stato ospite al podcast 'Passa dal BSMT', condotto da Gianluca Gazzoli, affrontando diversi temi della propria carriera e, in particolare, della lunga esperienza a Torino.

Uno di questi è il rapporto con Massimiliano Allegri. Un rapporto di amore e odio, tra il celebre sgabello di Oporto che di fatto ha portato al trasferimento al Milan, una seconda parentesi sotto lo stesso tetto e infine la separazione definitiva, da lui e dalla Juventus.

Il tutto, come sempre, senza troppi peli sulla lingua da parte del campione d'Europa 2021.

  • "PER LUI COME UN ESTRANEO"

    "L'ultimo rapporto che ho avuto è stato dopo la partita a Udine - ha detto Bonucci - Ci siamo salutati dopo essere rientrati dalla trasferta, come sempre a fine stagione. Poi anche quand'ero al centro sportivo non c'è mai stato un confronto. Come se per lui fossi un estraneo.

    L'addio alla Juventus a me è stato comunicato dal direttore. Ma se c'era una persona che poteva farlo doveva essere lui: abbiamo fatto otto anni insieme".

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  • "UN MINIMO DI RICONOSCENZA"

    E ancora, sempre sulla rottura con Allegri:

    "Abbiamo caratteri diversi, ci siamo confrontati, abbiamo discusso, litigato, ma io l'ho fatto anche con altri allenatori. In un rapporto umano un minimo di rispetto e di riconoscenza ci debba essere. Bastava che lui fosse chiaro sin dall'inizio.

    Io sono stato al centro sportivo un mese e mezzo e non ho mai ricevuto da lui una chiamata per dirmi: vieni qua che sistemiamo questa cosa, mi dispiace, qualsiasi cosa. La decisione di farmi fuori poteva benissimo comunicarmela la società, ma un confronto dopo tutti gli anni insieme sarebbe stato il minimo".

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  • "UNO STRASCICO DEL 2017

    "Non so se questa cosa fosse legata a quello che è successo nel 2017, con lo sgabello di Oporto - ha continuato Bonucci - Forse è stato uno strascico di quell'episodio lì. Quello che è accaduto ai tempi è grave, difficile da giustificare, però ne succedono. Io ho discusso anche con Conte nello spogliatoio, sono cose che in un momento di tensione succedono, soprattutto quando c'è un rapporto vero. Io ho sempre cercato di essere me stesso in qualsiasi situazione, e forse questo lato di me mi ha reso un po' antipatico. Ma mi guardo allo specchio con la consapevolezza di non aver mai indossato una maschera. Questo è quello che è successo anche con il mister: ci siamo scontrati e lui la scorsa stagione ha fatto questa scelta".

  • UN REINCONTRO CON ALLEGRI

    "Siamo grandi, viviamo nel calcio, ci sarà modo di incontrarci. Se capiterà ne parleremo. Oggi è una cicatrice che fa male, però con il tempo si dice che passa tutto.

    Il suo modo di allenare? Io ho sempre detto che il suo modo di gestire le pressioni dello spogliatoio è stato la base delle vittorie e delle finali raggiunte. Quando hai una grande squadra, con grandi giocatori, è difficile gestirli. Lui è stato molto bravo. Poi ci sono cose che possono piacere o non piacere, ma come tutti".

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