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Bondo MilanGetty Images

Bondo e le prime settimane di Milan: "Reijnders mi ha scioccato. A Monza potevo uscire a prendere il pane, qui è complicato"

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Buona la prima. Warren Bondo si è piazzato per la prima volta nel cuore del Milan a Lecce, nell'anticipo di sabato, ed è andata bene: i rossoneri hanno avuto la forza di risalire da una situazione difficilissima, vincendo 3-2 da 0-2.

L'ex centrocampista del Monza del resto è arrivato da pochissimo a Milano: alla fine del mercato invernale di gennaio e inizio febbraio. O meglio: nelle ultime ore dell'ultimo giorno utile per le trattative e per il deposito dei contratti.

Come si sta trovando Bondo al Milan? Quali sono state le sue prime sensazioni? Di tutto questo ha parlato l'ex brianzolo in un'intervista a Footmercato.

  • IL COMPAGNO PIÙ FORTE

    "Quello che non conoscevo e che ho visto quando sono arrivato a Monza è stato Reijnders. Ora gioco con lui, ma la scorsa stagione dicevo ai miei amici che era il miglior giocatore della Serie A, almeno tra quelli che non conoscevo. Quando ho giocato contro di lui era davvero forte, ed è stato quello che mi ha scioccato di più".

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  • COME È ARRIVATO AL MILAN

    "Diciamo che è stato fatto in due ore, questo è il bello. Quando il mercato ha aperto quest'inverno avevo intenzione di rimanere a Monza. Avevo sentito dire che il Milan era interessato, ma niente di concreto. Mi è stato detto che non pianificavano di comprare, quindi mi sono detto “non c'è problema, resto qui e mi concentro sul Monza”. Poi, quando sono uscito dall'allenamento, sono andato sui social network per seguire il mercato come tutti gli altri, e verso le 14 ho saputo che Bennacer voleva partire per l'OM. Non avevo altri pensieri in quel momento, se non che alle 17 del pomeriggio mio zio, che è il mio agente, mi chiamò per dirmi che il Milan mi voleva dopo la partenza di Bennacer e che il club avrebbe fatto un'offerta al Monza. Mi chiese cosa volessi fare e io risposi: “Vado”. Tre anni fa ho avuto la possibilità di andare con Maldini e Massara, ma non è successo. I contatti con la direzione sportiva non si sono mai interrotti, quindi la trattativa non è durata molto. Abbiamo trovato subito un accordo, così come i club, tenendo conto che prima il direttore".

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  • SOSTITUIRE BENNACER

    "Bennacer è un giocatore di alto livello, e ha anche avuto una carriera pazzesca da quando ha lasciato l'Arles-Avignon. Penso che sostituirlo sia un'ottima mossa. Ma non è necessariamente una pressione in più, perché se il Milan mi cerca è perché c'è qualcosa. Ora devi dimostrare il tuo valore in un grande club, davanti a 80.000 persone e con molta pressione. Sono convinto che avrò successo".

  • "AL MONZA ANDAVO A PRENDERE IL PANE, QUI..."

    "Quando vai al ristorante a Milano, la gente ti guarda, ti fotografa, non puoi nemmeno uscire. A Monza potevo andare a comprare il pane in panetteria, qui è più complicato. Non è imbarazzante, ma sei più osservato, più richiesto, e hai anche più obblighi mediatici, più servizi fotografici...".

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  • I FRANCESI DEL MILAN

    "Mi hanno fatto sentire il benvenuto. Youssouf, Rafael, che parla molto bene il francese... Per quanto riguarda Rafael, dovete sapere che lo conoscevo bene grazie al mio ex compagno di squadra al Monza, Dany Mota, che parla anche lui il francese. È un suo amico e io ero sempre con lui. C'era quindi un legame tra noi e Rafael era felice del mio arrivo. Con i francesi è stato naturale. In mensa mi sono seduto direttamente accanto a Youssouf, Mike, Theo... Mi hanno facilitato l'integrazione e ogni giorno osservo i loro metodi di lavoro. Sono dei campioni".

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