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Jude Bellingham Atletico Madrid Real Madrid Champions League 13_03_2025Getty Images

Bellingham sempre più leader nel Real Madrid: richiama ed incita i compagni, è il primo ad abbracciare Vinicius dopo il rigore sbagliato

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La sfida tra Atletico e Real Madrid che è valsa l'accesso ai quarti di finale di Champions League ha offerto uno spettacolo di altissimo livello.

Dalla rete lampo dei padroni di casa, alle grandi parate dei portieri, passando per il penalty sbagliato da Vinicius Jr ed infine le polemiche per l'intervento del VAR sul doppio tocco dagli 11 metri di Julián Álvarez nella lotteria finale dei rigori.

Uno dei protagonisti assoluti del match, però, è stato ancora una volta Jude Bellingham che - nonostante non abbia segnato o fornito assist nei minuti regolamentari - ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore chiave per Carlo Ancelotti, sia dal punto di vista tecnico che da quello del morale di squadra.

  • UN AVVIO IN SORDINA

    L'avvio di Bellingham e del Real Madrid in generale sembrava anticipare una serata da incubo per i Blancos.

    Il vantaggio di una sola rete acquisto all'andata, infatti, è sfumato dopo appena 28 secondi dal calcio d'inizio, con una doccia gelata inaspettata per la formazione di Carlo Ancelotti.

    Il rischio era quello di crollare emotivamente, di fronte ad uno stadio Metropolitano stracolmo di tifosi avversari, ma il Real ha saputo reggere l'urto, rialzando poi la testa nel corso del match.

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  • BELLINGHAM SALE IN CATTEDRA

    Nelle partite chiave e nei momenti decisivi come quello di un derby che vale l'accesso ai quarti di finale di Champions League, sono i grandi giocatori a fare a differenza.

    Ma spesso non sono solo i goal o gli assist a decretare quanto un calciatore incida su una determinata partita, come nel caso di Bellingham.

    Il centrocampista inglese, col passare dei minuti, ha preso in mano la squadra, guidandola sia dal punto di vista emotivo che dal punto di vista tecnico, facendosi sempre trovare negli spazi per farsi dare il pallone e dare il via alla manovra d'attacco oppure inserendosi senza palla in area di rigore per offrire una soluzione verticale in più ai suoi compagni.

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  • Jude Bellingham Vinicius Jr Atletico Madrid Real Madrid 12_03_2025Getty Images

    UOMO SQUADRA: CONSOLA E RICHIAMA VINICIUS

    Uno dei momenti chiave del match avviene a poco più di venti minuti dal 90esimo minuto, ovvero dal calcio di rigore fischiato dall'arbitro Marciniak per il fatto di Lenglet in area su Mbappé.

    Sul dischetto si è presentato Vinicius, che ha però allargato troppo il suo destro, mettendo la palla sopra l'incrocio dei pali.

    Il numero 7 brasiliano, quasi incredulo, si è piegato con le braccia sulle ginocchia, guardando a terra affranto con un sorriso beffardo, quasi amaro: il primo ad incrociare il suo sguardo è stato proprio Bellingham, che lo ha abbracciato e gli ha rivolto parole di incoraggiamento.

    Dopo qualche minuto, però, Vinicius ha esagerato con un dribbling di troppo, perdendo la palla e venendo richiamato a gran voce proprio dal centrocampista inglese: una sorta di "bastone e carota" da vero leader, che - nonostante la giovane età - vuole sempre il massimo dai suoi compagni.

  • MENO GOAL E ASSIST MA PIÙ CENTRALE NEL GIOCO

    La stagione di Bellingham sta confermando le altissime aspettative create intorno a lui.

    Dopo una stagione da attaccante aggiunto, con 23 goal e 13 assist in 43 partite tra tutte le competizioni al suo primo anno in Spagna, il classe 2003 ha arretrato la sua posizione per favorire l'inserimento di Mbappé.

    ll nuovo ruolo sembrava non addirsi pienamente alle sue caratteristiche, e il Real Madrid sembrava soffrire la 'troppa abbondanza' di giocatori offensivi. Col passare dei mesi, però, l'ex Borussia Dortmund si è rivelato sempre più una pedina chiave per i Blancos, un giocatore capace di influenzare l'esito delle partite con la sua sola presenza in campo

    I dati in termini realizzativi sono senz'altro diminuiti, con 11 reti e 11 passaggi vincenti in 37 gare totali (numeri comunque esorbitanti per un centrocampista), ma Bellingham è ormai un tuttocampista e Ancelotti non può più fare a meno di lui.

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